Il Reno nuovamente in calo: la siccità mette sotto pressione trasporti e industria tedesca

Dopo una settimana prevalentemente asciutta, il livello del grande fiume è nuovamente diminuito. Aumentano i costi del trasporto delle merci, mentre le navi sono costrette a viaggiare con carichi ridotti

Il livello delle acque del Reno in Germania è tornato a diminuire nel corso di questa settimana, dopo giornate caratterizzate da precipitazioni scarse. A segnalarlo è l’agenzia tedesca per la navigazione interna WSV, mentre gli operatori del settore delle materie prime riferiscono di un nuovo aumento dei costi per il trasporto delle merci lungo uno dei principali corridoi fluviali d’Europa. La situazione continua così a creare difficoltà all’industria tedesca, già messa alla prova durante l’estate dai bassi livelli del fiume. Le conseguenze comprendono maggiori costi logistici, rallentamenti nel trasporto delle materie prime e, in alcuni casi, una riduzione della produzione industriale.

Navi a carico ridotto e trasporti trasferiti su strada e ferrovia

Le condizioni meteorologiche prevalentemente asciutte registrate questa settimana nelle aree che alimentano il bacino del Reno hanno provocato un’ulteriore diminuzione dei livelli idrici. Per poter navigare, le imbarcazioni sono costrette a ridurre il carico, con una conseguente diminuzione dell’efficienza del trasporto fluviale. Una parte crescente delle merci viene quindi trasferita verso la rete stradale e ferroviaria. Il Reno, tuttavia, mantiene livelli superiori ai minimi record raggiunti nel mese di agosto.

L’impatto è particolarmente evidente sui costi. Gli operatori del mercato delle materie prime segnalano infatti un forte aumento delle tariffe per il trasporto delle merci. Nel caso delle navi cisterna sulla tratta tra Rotterdam e Karlsruhe, i prezzi sono saliti venerdì a circa 165-170 euro per tonnellata, rispetto ai circa 100 euro della settimana precedente. L’aumento è legato anche alla necessità di distribuire le merci su un numero maggiore di imbarcazioni, dal momento che ogni nave può trasportare una quantità inferiore di carico.

Kaub sotto pressione

Uno dei punti più delicati della situazione è il tratto del Reno presso Kaub, vicino a Coblenza, considerato un importante punto di riferimento per la navigazione sul fiume. Secondo la WSV, oggi  il livello del cosiddetto indicatore idrometrico navigabile era di circa 21 cm, contro i 34 cm di lunedì e i 50 cm della settimana precedente. Il dato è particolarmente significativo alla luce di quanto accaduto ad agosto. A metà mese, infatti, il livello presso Kaub era sceso sotto i 10 cm, al di sotto del precedente minimo storico di 25 cm, registrato nel 2018. Va inoltre considerato che la profondità effettiva del fiume è di circa un metro superiore rispetto al valore indicato dal livello idrometrico navigabile.

Nessuna svolta attesa nei prossimi giorni

Le prospettive meteorologiche e idrologiche non indicano, per il momento, un rapido miglioramento. La WSV non prevede infatti un significativo recupero dei livelli del Reno nel corso della prossima settimana. Qualche precipitazione attesa potrebbe tuttavia contribuire a mantenere il fiume relativamente stabile intorno ai livelli attuali, evitando un ulteriore rapido peggioramento. La situazione rimane dunque strettamente legata all’evoluzione delle precipitazioni nelle aree del bacino fluviale.

Un problema che riguarda l’intera Europa

Il calo del Reno si inserisce in un quadro meteorologico più ampio. Durante l’estate, la Germania e diversi altri Paesi europei hanno affrontato ondate di calore ripetute e precipitazioni molto scarse, condizioni che hanno progressivamente ridotto i livelli d’acqua di numerosi corsi navigabili. Il Reno rappresenta uno snodo fondamentale per il trasporto di cereali, minerali metallici, carbone e prodotti petroliferi raffinati. Un suo prolungato periodo di magra può quindi avere ripercussioni ben oltre il settore della navigazione, aumentando i costi della logistica e mettendo sotto pressione le catene di approvvigionamento industriali. Con le piogge ancora insufficienti e senza un recupero significativo previsto a breve, il Reno resta così uno degli indicatori più sensibili degli effetti della siccità sull’economia europea.