Dopo 10 giorni di ricerche senza esito, l’Indonesia ha sospeso le operazioni per ritrovare 8 persone disperse in mare, tra cui 5 giornalisti che stavano seguendo l’eruzione del vulcano Anak Krakatau. Il gruppo era partito il 7 settembre dalla provincia di Banten, a bordo di un motoscafo, per documentare l’attività del vulcano situato tra le isole di Giava e Sumatra. A bordo si trovavano fotogiornalisti di diverse organizzazioni media, tra cui l’agenzia turca Anadolu. Dopo la partenza, i contatti con l’imbarcazione si sono interrotti, facendo scattare immediatamente le operazioni di ricerca e soccorso.
Dieci giorni di ricerche
Le squadre di soccorso hanno perlustrato per 10 giorni le acque dell’area senza riuscire a localizzare gli 8 dispersi. Il governatore della provincia di Banten, Andra Soni, ha annunciato la sospensione delle operazioni, spiegando che non sono state trovate tracce delle persone scomparse. Le ricerche, ha precisato il governatore, potrebbero riprendere qualora emergessero nuovi elementi o indicazioni utili per individuare i dispersi.
L’eruzione dell’Anak Krakatau
L’Anak Krakatau, uno dei vulcani attivi dell’Indonesia, aveva iniziato a eruttare nella tarda serata del 4 settembre. Le ceneri vulcaniche si erano diffuse fino alla capitale Giacarta e in alcune aree circostanti, ricoprendo parte del territorio. L’attività eruttiva aveva avuto conseguenze anche sul traffico aereo. Per motivi di sicurezza sono stati infatti chiusi 8 aeroporti, con ripercussioni su oltre 340mila viaggiatori.
La Cintura di Fuoco
L’Indonesia si trova lungo la cosiddetta Cintura di Fuoco del Pacifico, una delle aree del pianeta caratterizzate dalla più intensa attività sismica e vulcanica. Secondo l’agenzia indonesiana di vulcanologia, il Paese conta circa 500 vulcani, dei quali 127 sono considerati attivi, un contesto che rende frequenti eruzioni e fenomeni sismici.


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