La Notte Europea dei Ricercatori torna nelle piazze, “la scienza non può vivere di eroismi”

Il 25 settembre Frascati Scienza rilancia la divulgazione scientifica nonostante il mancato finanziamento europeo. Spettacoli, laboratori, telescopi ed esperimenti gratuiti in dodici città italiane

Frascati Scienza c’è. E la Notte Europea dei Ricercatori e delle Ricercatrici torna a illuminare piazze, laboratori e luoghi della ricerca, nonostante un anno segnato dal mancato finanziamento europeo che per vent’anni ha sostenuto la manifestazione. L’associazione ha scelto di non fermarsi e di mantenere l’appuntamento con la cittadinanza, garantendo anche quest’anno la gratuità e l’accessibilità delle attività. La manifestazione prenderà il via venerdì 25 settembre e proseguirà fino a domenica 27 con la Settimana della Scienza, tra spettacoli dal vivo, telescopi per osservare il cielo, realtà aumentata, show, giocoleria, presentazioni, laboratori ed esperimenti.

La realizzazione dell’edizione 2026 è stata resa possibile anche grazie alla mobilitazione di partner e sponsor e alla campagna di crowdfunding “Diventa supporter”, nata proprio per sostenere la gratuità delle iniziative.

Quest’anno, senza il finanziamento europeo, avremmo potuto fare la scelta più semplice: fermarci, ridurre drasticamente il programma, trasformare la Notte in una presenza simbolica”, ha detto il presidente di Frascati Scienza, Matteo Martini. “Abbiamo scelto di non farlo. Abbiamo scelto di esserci, e di esserci davvero, perché oggi portare la scienza tra i ragazzi è più necessario che mai. Nel tempo in cui tutti parlano di intelligenza artificiale, algoritmi, disinformazione, cambiamento climatico, salute e futuro del lavoro, lasciare soli i giovani davanti a queste parole sarebbe stato per noi inaccettabile. La divulgazione scientifica gratuita non è un lusso, non è intrattenimento e non è qualcosa che si fa solo quando ci sono fondi disponibili: è uno strumento di cittadinanza“.

Il nodo dei finanziamenti

Il presidente di Frascati Scienza ha richiamato anche le conseguenze della riduzione dei finanziamenti sul sistema della divulgazione scientifica italiana, sottolineando come il problema non riguardi soltanto la propria associazione ma numerose realtà che negli anni hanno contribuito alla costruzione della Notte Europea dei Ricercatori e delle Ricercatrici: “Quest’anno non è rimasta fuori solo Frascati Scienza. Sono rimasti fuori tutti i progetti storici italiani che per anni hanno animato, costruito e reso riconoscibile la Notte Europea dei Ricercatori e delle Ricercatrici nel nostro Paese. Abbiamo scritto alle istituzioni competenti non per chiedere un favore, ma per segnalare un problema nazionale: quando accade questo, non è in difficoltà una singola associazione, ma un pezzo del rapporto tra ricerca, scuola, cittadini e territorio. A oggi, su questo, non abbiamo ricevuto un riscontro istituzionale. Lo dico con dispiacere, non con polemica: quando si parla di educazione scientifica, giovani, AI, disinformazione e futuro, il silenzio pesa“. Nonostante le difficoltà, il programma è stato confermato e punta a portare la ricerca fuori dai luoghi tradizionali, direttamente nelle piazze e a contatto con il pubblico.

Dalla fantascienza alla fusione nucleare

Il cuore della manifestazione sarà venerdì 25 e sabato 26 settembre. A Frascati, in piazza San Pietro, saliranno sul palco Licia Troisi, per un viaggio tra astrofisica e fantascienza, e Federico Benuzzi, che racconterà la fisica attraverso uno spettacolo di giocoleria. Alessandro Coletta accompagnerà il pubblico nella storia dei pionieri a quattro zampe della corsa allo spazio, mentre Jacopo De Luca porterà l’attenzione sui suoni della natura che rischiano di scomparire. Con Alessio Perniola – Multiversi APS si parlerà invece di esperimenti, enigmi e intelligenza artificiale. Non mancherà l’ironia di Scienza Coatta, con Pe dilla tutta – Live Show, un’ora di scienza, aneddoti, curiosità e meme raccontati rigorosamente in romano.

La Settimana della Scienza permetterà inoltre di entrare in contatto con alcuni dei principali ambiti della ricerca contemporanea. Il Dipartimento di Biologia dell’Università di Roma Tor Vergata proporrà attività dedicate al DNA, mentre il Dipartimento di Medicina Sperimentale accompagnerà i visitatori alla scoperta della ricerca biomedica e del mondo dei virus. Spazio anche alla ricerca spaziale e alla fusione nucleare. Il pubblico potrà conoscere più da vicino le attività dell’Agenzia Spaziale Europea e il lavoro delle scienziate e degli scienziati di DTT Scarl, che illustreranno il funzionamento del reattore e le sfide della ricerca sulla fusione nucleare. Con Eridania Italia S.p.A., invece, il percorso si sposterà dalla terra alla tavola, seguendo il viaggio degli alimenti.

Tecnologia, creatività e sostenibilità saranno protagoniste della postazione interattiva Coral Reborn, curata dai teacher di Little Genius International. Acea Ato 2 proporrà laboratori dedicati ai più piccoli sui temi della sostenibilità, realizzati insieme alle scienziate e agli scienziati della natura di G.Eco. Anche lo Spazio, apparentemente lontano dalla vita quotidiana, sarà raccontato attraverso il legame con il territorio. Roma e la sua Città Metropolitana, alla guida della Community of Ariane and Vega Cities (CVA), hanno infatti un ruolo nella filiera spaziale europea. Unitelma Sapienza proporrà infine esperienze con la realtà virtuale: dai laboratori agli scenari naturalistici e archeologici, fino alle esplorazioni nei centri neuroscientifici. Una parte delle attività sarà dedicata anche al rapporto tra nuove generazioni, mondo del lavoro e futuro professionale.

Dodici città coinvolte

La manifestazione non si limiterà a Frascati. Sono dodici le città coinvolte nell’edizione 2026 della Settimana della Scienza: Ariccia, Carbonia (SU), Cascine del Riccio (FI), Cassino, Gorga (RM), Mirto Crosia (CS), Mongrassano (CS), Palermo, Potenza, Rende (CS), Roma e Ventotene. La Settimana si concluderà domenica 27 settembre con il Rome Home River Bioblitz, curato da G.Eco e SeedScience, un appuntamento dedicato alla biodiversità e all’esplorazione dell’ambiente.

Per Frascati Scienza, dunque, l’edizione di quest’anno assume un significato che va oltre il calendario della manifestazione. La scelta di mantenere il programma gratuito, nonostante l’assenza dei finanziamenti europei, viene presentata dall’associazione come una risposta concreta alla necessità di continuare a costruire occasioni di incontro tra ricerca, cittadini e nuove generazioni.

Martini ha affidato alle parole conclusive del suo intervento il richiamo alla necessità di un sostegno che non dipenda esclusivamente dall’impegno straordinario di associazioni e volontari: “Per questo voglio ringraziare con ancora più forza gli sponsor, i partner scientifici, i ricercatori, i volontari e tutti coloro che hanno scelto di esserci. Questa edizione nasce anche grazie a risorse e lavoro che Frascati Scienza ha deciso di mettere direttamente in campo. Ma voglio dirlo con chiarezza: la scienza non può vivere di eroismi. Uno sforzo così non può diventare la normalità. Non possiamo chiedere ogni anno alla divulgazione scientifica di sopravvivere grazie alla testardaggine di pochi. Se vogliamo che la scienza resti nelle scuole, nelle piazze e accanto alle famiglie, servono risorse stabili, sponsor coraggiosi e istituzioni consapevoli. Noi quest’anno abbiamo scelto di non spegnere la Notte. Non lo abbiamo fatto per difendere un evento, ma per difendere un’idea: che la conoscenza debba restare accessibile, gratuita, vicina ai ragazzi e alle comunità. Ora serve che molti altri scelgano di tenerla accesa con noi“.