Le forze russe avrebbero iniziato a utilizzare una nuova versione del drone Geran-5, denominata Geran-5 K5, dotata di un innovativo sistema di navigazione che consente al velivolo senza pilota di operare anche senza la necessità di collegamenti radio. Una tecnologia che, secondo analisti militari ucraini citati da United 24 Media, presenta caratteristiche simili a quelle impiegate sui più sofisticati missili da crociera Kh-101. Il nuovo sviluppo segna un’evoluzione significativa per una famiglia di droni nata sulla base dei sistemi iraniani Shahed, diventati uno degli strumenti più utilizzati nel conflitto in Ucraina grazie al loro rapporto tra costi contenuti, capacità operative e precisione sufficiente per missioni di attacco a distanza. La nuova variante del Geran-5 K5 rappresenterebbe quindi un passaggio verso una maggiore autonomia tecnologica, con l’integrazione di sistemi di guida avanzati finora associati a piattaforme militari più complesse.
Il sistema DSMAC: il drone si guida confrontando le immagini del territorio
La principale novità del nuovo drone russo riguarda il sistema di navigazione DSMAC (Digital Scene Matching Area Correlation), un modulo elettro-ottico capace di confrontare in tempo reale le immagini del territorio sorvolato con un archivio digitale precedentemente memorizzato. Secondo quanto riportato dagli analisti militari ucraini, il sistema permette al Geran-5 K5 di riconoscere elementi del paesaggio e correggere autonomamente la propria traiettoria, riducendo la dipendenza dai tradizionali sistemi di comunicazione e dai segnali esterni. Il principio di funzionamento è basato sul confronto tra ciò che il drone “vede” durante il volo e le immagini di riferimento del terreno presenti nella memoria del sistema. In questo modo la piattaforma può mantenere la rotta anche in condizioni in cui i collegamenti radio risultano disturbati o compromessi. Una tecnologia analoga viene utilizzata nei sistemi di guida di alcuni missili da crociera avanzati, dove la capacità di riconoscere il territorio consente una maggiore precisione nella fase finale della navigazione.
Dal modello Shahed a un drone con tecnologie più sofisticate
Il programma Geran, che comprende diverse varianti di droni utilizzati dalle forze russe, deriva dai sistemi senza pilota iraniani della famiglia Shahed, impiegati ampiamente negli attacchi contro infrastrutture e obiettivi strategici in Ucraina. Questi droni sono diventati una componente centrale della guerra moderna perché combinano una produzione relativamente economica con la possibilità di effettuare attacchi a lunga distanza, costringendo gli avversari a impiegare sistemi di difesa aerea spesso molto più costosi. Con il Geran-5 K5, tuttavia, la Russia sembra puntare a un salto qualitativo: oltre alla capacità di trasportare un carico offensivo, il drone integra strumenti destinati ad aumentare la resilienza contro le contromisure elettroniche e i sistemi di guerra elettronica. La possibilità di navigare senza un costante collegamento radio rappresenta infatti un elemento rilevante negli scenari in cui le comunicazioni possono essere disturbate attraverso tecniche di jamming o altre forme di interferenza.
Recuperato un esemplare abbattuto: gli analisti studiano le nuove capacità
La nuova versione del Geran-5 K5 è stata analizzata dopo il recupero di un esemplare abbattuto dagli operatori del 105esimo distaccamento di frontiera ucraino. Il ritrovamento del drone avrebbe permesso agli esperti di esaminare direttamente i componenti installati a bordo, individuando il nuovo modulo di navigazione e le modifiche strutturali rispetto alle versioni precedenti. L’attenzione degli analisti si è concentrata soprattutto sul sistema DSMAC, considerato un elemento tecnologico di particolare interesse perché consente una navigazione basata sull’analisi visiva del territorio e non esclusivamente sui tradizionali strumenti satellitari o radio.
Nuova fusoliera e maggiore velocità per il Geran-5 K5
Oltre al sistema di navigazione aggiornato, il Geran-5 K5 presenta anche una nuova configurazione della fusoliera, progettata per migliorare le prestazioni aerodinamiche e consentire una velocità superiore rispetto ai modelli precedenti. L’evoluzione strutturale punta ad aumentare l’efficacia operativa del drone, rendendolo più difficile da intercettare e potenzialmente più rapido nel raggiungere gli obiettivi assegnati. L’integrazione tra una maggiore velocità, una nuova architettura del corpo del velivolo e un sistema di guida avanzato indica la volontà russa di trasformare una piattaforma nata come soluzione relativamente semplice ed economica in uno strumento più sofisticato.
La nuova frontiera dei droni nella guerra moderna
L’introduzione di sistemi come quello installato sul Geran-5 K5 conferma il ruolo sempre più centrale dei droni militari autonomi nei conflitti contemporanei. La tendenza osservata negli ultimi anni è quella di aumentare progressivamente il livello tecnologico dei velivoli senza pilota, integrando capacità di navigazione avanzata, intelligenza artificiale, riconoscimento del territorio e maggiore autonomia rispetto agli operatori umani. Il passaggio da droni semplici ed economici a piattaforme dotate di sistemi paragonabili a quelli dei missili da crociera rappresenta una delle principali trasformazioni della guerra aerea moderna. Il Geran-5 K5, con il suo sistema di navigazione basato sul confronto digitale delle immagini e con una struttura aggiornata per una maggiore velocità, si inserisce proprio in questa evoluzione, mostrando come anche piattaforme nate da progetti relativamente economici possano incorporare tecnologie sempre più avanzate.


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