La tempesta tropicale Fay diventa la sesta tempesta con nome della stagione degli uragani nell’Atlantico

Si prevede che la tempesta tropicale Fay rimarrà lontana dalla terraferma, mentre gli esperti monitorano altre aree potenzialmente soggette a sviluppo nel corso del mese di settembre

Si è formata la prima tempesta tropicale nel bacino atlantico dopo oltre due settimane. La tempesta tropicale Fay è stata battezzata domenica 20 settembre alle 11:00 (ora italiana) e si prevede che vagherà nel Nord Atlantico aperto. Presenta venti massimi sostenuti di circa 72km/h e non dovrebbe avere alcun impatto diretto sulla terraferma. Gli esperti di uragani di AccuWeather, autorevole centro meteorologico statunitense, stanno monitorando altre aree del bacino che, qualora dovessero evolversi in cicloni tropicali, potrebbero avere ripercussioni sulla terraferma fino a fine settembre.

Nel frattempo, la stagione degli uragani nel Pacifico – caratterizzata da un’attività molto intensa – potrebbe presto vedere la formazione di un altro potente uragano; le aree del Messico e persino del Sud-Ovest degli Stati Uniti sono invitate a monitorare attentamente la situazione.

La tempesta tropicale Fay diventa la sesta tempesta del 2026

Prima di sabato 19 settembre, l’ultimo sistema con nome nell’area dell’Atlantico, dei Caraibi o del Golfo era stato la tempesta tropicale Edouard, dissipatasi sul Texas nelle prime ore di giovedì 3 settembre. La prolungata pausa nell’attività si è conclusa ufficialmente questo fine settimana. “Sabato si è formata una depressione tropicale ben a sud-ovest delle Azzorre”, ha affermato Alexander Duffus, meteorologo di AccuWeather. “Quella depressione si è intensificata diventando la tempesta tropicale Fay domenica mattina e si sposterà lentamente verso nord-est, per poi cambiare direzione verso sud-ovest e allontanarsi dalle Azzorre all’inizio di questa settimana”.

Fortunatamente per le Azzorre – remoto arcipelago portoghese che conta oltre 250.000 abitanti – non si prevedono impatti significativi, a eccezione di un moto ondoso agitato. “Al momento non si prevedono impatti diretti di questo sistema sulle isole”, ha dichiarato Duffus.

Fay è diventata la sesta tempesta tropicale con nome della stagione con un ritardo di oltre tre settimane rispetto alla norma. Di solito, la tempesta con l’iniziale “F” arriva in media entro il 29 agosto, circa una settimana e mezza prima del picco statistico della stagione, fissato al 10 settembre. A causa delle condizioni sfavorevoli al rafforzamento previste per questa settimana, la tempesta potrebbe non durare più di qualche giorno e probabilmente non diventerà il primo uragano della stagione. All’inizio del mese, la stagione ha stabilito un record per l’era satellitare moderna: l’avvio più tardivo senza la formazione di alcun uragano.

Basso rischio di sviluppo nel resto del bacino

Mancano poco più di due mesi alla fine della stagione degli uragani nell’Atlantico e il resto del bacino è relativamente tranquillo. Ciononostante, i meteorologi di AccuWeather stanno monitorando un paio di altre aree per un possibile sviluppo. Una forte onda tropicale, che dovrebbe presto emergere dalla costa occidentale dell’Africa, presenta un basso rischio di sviluppo nel corso della settimana vicino alle isole di Capo Verde. Se quest’area di rovesci e temporali dovesse resistere al forte wind shear presente nella regione, potrebbe organizzarsi meglio spostandosi verso ovest attraverso la “Main Development Region” (zona principale di sviluppo) dell’Atlantico.

Un’altra area sotto osservazione si estende dalla parte orientale del Golfo del Messico fino all’Atlantico sudoccidentale; qui, numerosi rovesci e temporali previsti fino all’inizio del prossimo mese hanno scarse probabilità di evolversi in una tempesta con nome.

La stagione nel Pacifico prosegue a pieno ritmo

Come accade tipicamente durante un evento El Niño, mentre il bacino atlantico rimane tranquillo, quello del Pacifico è spesso attivo. Il Pacifico orientale ha già registrato quindici tempeste con nome e cinque uragani, e se ne prevedono altri due entro questo fine settimana o l’inizio della prossima. La tempesta tropicale Odalys si è formata domenica mattina presto (ora locale) nell’area più occidentale. Odalys si sposterà in mare aperto nel Pacifico e non è previsto che tocchi terra.

Nel frattempo, gli esperti di uragani di AccuWeather hanno classificato un’area di rovesci e temporali organizzati, situata a ovest della costa meridionale del Messico, come “tempesta di pioggia tropicale” (tropical rainstorm). Questa settimana, la tempesta potrebbe intensificarsi rapidamente fino a diventare un uragano grazie alle condizioni favorevoli della regione, prima di un possibile impatto sulla costa centro-occidentale del Messico. “Polo” è il prossimo nome in lista. Le località turistiche di Acapulco e Puerto Vallarta dovrebbero monitorare attentamente questa tempesta e prepararsi a modificare i propri piani nei prossimi giorni a causa dei possibili effetti di vento, pioggia e moto ondoso.

Infine, l’aumento dell’umidità associato a qualsiasi tempesta o uragano potrebbe dirigersi verso il sud-ovest degli Stati Uniti, un’area già interessata nelle ultime settimane da forti rovesci e temporali legati al monsone nordamericano stagionale.