L’Autunno arriva in ritardo? La vera data dell’Equinozio ed il mito del 21 settembre

L'autunno meteorologico scatta oggi, ma per quello astronomico bisognerà aspettare un po' di più del solito a causa delle bizzarrie del nostro calendario

Oggi è il 1° settembre e, per gli esperti di meteo e clima, l’autunno è già ufficialmente iniziato in gran parte del mondo. La convenzione fissa infatti al 1° giorno di questo mese il passaggio temporale dalla stagione estiva a quella autunnale, uno stratagemma ideato per facilitare i calcoli statistici e climatici degli studiosi. Per molte persone, invece, il vero cambio di stagione avviene il 21 settembre, una data che abbiamo imparato a memorizzare fin dalle scuole elementari per tutti i cambi stagionali del nostro pianeta. Eppure, quest’anno l’attesa sarà ancora più lunga rispetto al consueto, spostando il traguardo astronomico un po’ più in là nel calendario civile. Il momento esatto in cui il Sole solcherà l’equatore celeste segnando il passaggio stagionale non coinciderà affatto con il fatidico 21 del mese. La rigorosa matematica orbitale ci costringerà a ritardare l’attesa per i primi paesaggi dorati. L’Equinozio arriverà infatti con qualche giorno di ritardo, regalandoci un finale di estate astronomica leggermente più esteso del previsto.

Perché l’Equinozio non cade quasi mai il 21 del mese

La convinzione che le stagioni cambino inesorabilmente il 21 dei mesi di marzo, giugno, settembre e dicembre è molto radicata, eppure si tratta di una pura approssimazione. L’Equinozio d’Autunno si verifica quando il Sole si trova esattamente a perpendicolo sull’equatore terrestre, un evento che garantisce una durata quasi identica tra il giorno e la notte in ogni angolo del globo, dal Nord al Sud della Terra. Quest’anno il fenomeno astronomico avverrà esattamente mercoledì 23 settembre alle 02:04. Il ritardo rispetto alla data canonica del 21 dipende dal modo in cui misuriamo il tempo. Il nostro anno civile dura 365 giorni, ma la Terra impiega circa 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 46 secondi per completare la sua orbita nel Sistema Solare. Questo scarto continuo genera uno sfasamento che viene corretto ogni 4 anni con l’introduzione dell’anno bisestile, facendo danzare la data astronomica prevalentemente tra il 22 e il 23 settembre.

Le differenze tra le 2 partenze autunnali

Il mondo della meteorologia preferisce aggirare questi complessi capricci celesti fissando l’inizio delle stagioni in modo rigoroso. L’Autunno meteorologico parte sempre il 1° settembre per concludersi il 30 novembre, un approccio che permette di confrontare in modo preciso le anomalie termiche e le precipitazioni da un anno all’altro senza sfalsamenti. Al contrario, l’Autunno astronomico dipende strettamente dalla meccanica e dall’inclinazione dell’asse terrestre rispetto al piano dell’orbita. Quando il 23 settembre scatteranno le 02:04, il terminatore, l’immaginaria linea che divide la luce dall’ombra, passerà esattamente per i poli. Da quel preciso istante nell’emisfero boreale le giornate inizieranno ad accorciarsi sempre di più, mentre la marcia del Sole sembrerà abbassarsi sull’orizzonte puntando verso Sud, portandoci verso il freddo invernale. Questo meraviglioso spettacolo naturale nel vuoto dello Spazio segna il vero orologio del nostro pianeta, ricordandoci che la natura ha ritmi ben diversi da quelli stampati sui nostri calendari.