L’Uragano Nolo minaccia le Hawaii: piogge torrenziali e onde pericolose su Big Island

L'uragano si rafforza a Sud dell'arcipelago e potrebbe portare fino a 64 cm di pioggia. Allerta anche in Messico per il potente uragano Polo

Le Hawaii si preparano ad affrontare un nuovo evento meteorologico potenzialmente catastrofico. L’uragano Nolo, in rapido rafforzamento a Sud dell’arcipelago, è atteso nelle prossime ore con precipitazioni intense, rischio di alluvioni improvvise, frane e condizioni marine estremamente pericolose, in particolare su Big Island. Venerdì i venti massimi sostenuti di Nolo hanno raggiunto i 105 miglia orarie, circa 165 km/h, mentre il centro della tempesta si trovava a circa 235 km a Sud del punto più meridionale delle Hawaii. Si prevede un ulteriore rafforzamento fino alla categoria di uragano maggiore nella giornata di sabato.

Piogge fino a 64 cm

Big Island potrebbe ricevere fino a 38 cm di pioggia, con accumuli localmente capaci di arrivare a 64 cm. Le stime sono state comunque ridimensionate rispetto alle precedenti previsioni, che indicavano la possibilità di accumuli fino a 89 cm. Il rischio maggiore riguarda il settore sudorientale dell’isola, già duramente colpito dall’uragano Lala e ancora caratterizzato da terreni saturi a causa delle precipitazioni recenti. Le autorità temono quindi che nuove piogge possano provocare rapidamente allagamenti e smottamenti.

Anche le altre isole dell’arcipelago potrebbero essere interessate da precipitazioni abbondanti. A Maui, in particolare, i meteorologi segnalano la possibilità di alluvioni potenzialmente letali e frane. Sul litorale, la mareggiata potrebbe innalzare il livello dell’acqua da 30 a 91 cm, accompagnata da onde molto alte e pericolose e da possibili inondazioni costiere.

Scattano le misure di emergenza

Le autorità hawaiane hanno intensificato i preparativi. Il governatore ha emesso una proclamazione di emergenza e sono stati mobilitati oltre 230 membri della Guardia Nazionale delle Hawaii. In alcune zone le scuole sono state chiuse, mentre ai residenti delle aree maggiormente esposte alle inondazioni è stato consigliato di valutare il trasferimento nei rifugi predisposti. Anche le squadre di soccorso e le organizzazioni umanitarie stanno lavorando per limitare gli effetti della tempesta. Sulla Big Island gli operatori hanno trascorso ore a costruire argini per deviare l’acqua e rimuovere grandi quantità di detriti prima dell’arrivo delle precipitazioni più intense.

A Hilo, mentre venerdì cadeva una pioggia leggera, i residenti hanno iniziato a procurarsi sacchi di sabbia e ghiaia presso il Francis Wong Stadium, trasformato dalle autorità in un punto di distribuzione. Nel frattempo, Hawaiian Electric ha annunciato il rientro di squadre impegnate nelle operazioni di ripristino dell’elettricità a Kauai dopo il passaggio dell’uragano Lowell. Gli operatori saranno redistribuiti tra Oahu, Maui e la Big Island per affrontare le possibili conseguenze di Nolo.

Il Pacifico sotto pressione

L’attività ciclonica nel Pacifico è particolarmente intensa. Oltre a Nolo e Polo, venerdì l’uragano Odalys risultava ancora classificato come 4ª categoria e si trovava a circa 1.537 km dall’estremità meridionale della penisola della Baja California, ancora lontano dalla terraferma.

L’attuale configurazione atmosferica è legata anche a El Niño, il fenomeno climatico che può modificare profondamente la distribuzione delle precipitazioni e dell’attività ciclonica su scala globale. In genere El Niño tende a ridurre l’attività degli uragani nell’Atlantico, mentre può favorire una maggiore attività dei cicloni tropicali nel Pacifico, grazie alla presenza di aria più umida e di un minore wind shear. Anche l’Atlantico presenta comunque una certa attività: la tempesta tropicale Fay si è nuovamente formata a Ovest-Sud/Ovest delle Azzorre, mentre la tempesta tropicale Gonzalo si è rafforzata al largo della costa occidentale dell’Africa, mentre si avvicinava alle isole di Capo Verde.