Con una gru di 42 metri arrivata dal comando dei Vigili del Fuoco di Bologna già posizionata, sta per iniziare a Cremona l’intervento di messa in sicurezza della cattedrale danneggiata dalle violente raffiche di vento e dalla grandine enorme di venerdì 28 agosto. A salire sul duomo saranno gli specialisti del nucleo speleo alpino fluviale. L’intervento è stato pianificato in tre fasi. La prima, in accordo con la Soprintendenza, prevede il repertamento fotografico di tutti gli elementi che saranno rimossi, così da poterli poi ricollocare nello stesso punto durante la sistemazione. Nella seconda fase, dal cestello oppure imbragati con le corde, i pompieri rimuoveranno le parti danneggiate e a rischio crollo, dalle pietre fino al capitello caduto, che sarà recuperato con un intervento delicato che prevede operazioni di discesa con le corde nel tetto sfondato. Per finire, ultimata la bonifica dei detriti e degli elementi pericolanti, così come era accaduto ieri per la torre civica, sarà ‘incerottato’ il buco rimasto dopo il crollo della guglia per evitare infiltrazioni.
A seguire dalla piazza le operazioni ci sono l’architetto Laura Balboni della Soprintendenza e monsignor Gianluca Gaiardi, rettore della Cattedrale. “Secondo quanto abbiamo capito dalle immagini registrate dai droni – spiega l’architetto – la parte più complicata dell’operazione sarà il recupero delle colonnine cadute nella sezione del torrino e sulla copertura. Ci auguriamo di poter iniziare quanto prima il restauro”. Monsignor Gaiardi, con la cattedrale regolarmente aperta ai fedeli e ai turisti, sottolinea la priorità: “non può che essere la sicurezza. E l’intervento di bonifica di questa mattina la garantisce. Poi penseremo al restauro anche del rosone”.
Cremona, i Carabinieri lanciano l’allarme contro sciacalli e truffatori
Mentre Cremona, devastata dal maltempo, si sta lentamente rialzando, scatta l’allarme truffe, con i Carabinieri che lanciano l’allerta. “L’esperienza insegna che in concomitanza di gravi emergenze di protezione civile, soggetti senza scrupoli e sciacalli possono tentare di speculare sul momento di difficoltà e sulla buona fede della popolazione, in particolare delle fasce più deboli e degli anziani”, è l’appello alla massima prudenza del Comando provinciale dell’Arma.
Nello specifico, si raccomanda di diffidare di richieste anomale, evidenziando le tecniche di truffa più frequentemente riscontrate in circostanze simili: il finto perito o il finto tecnico che spacciandosi per inviati dall’assicurazione, tecnici comunali, provinciali o di enti amministrativi, con il pretesto di dover effettuare sopralluoghi per la conta dei danni, cercano di introdursi nelle abitazioni e chiedono soldi per “spese di istruttoria” o per accelerare i rimborsi. Attenzione anche per fasulle collette di beneficenza porta a porta: truffatori che si spacciano per volontari di associazioni assistenziali o enti religiosi millantando di raccogliere fondi per il ripristino di strutture caritatevoli o di assistenza sociale colpite dal maltempo.


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