Nel fine settimana, forti piogge hanno colpito il bacino minerario di Gafsa, nel sud-ovest della Tunisia, provocando la piena di diversi oued e seri danni alla rete ferroviaria nell’area di Métlaoui e Oum Larayes, costringendo a interrompere il trasporto del fosfato su rotaia e a sospendere la circolazione dei treni sui tratti interessati fino al ripristino delle condizioni di sicurezza. Particolarmente colpita, secondo la radio locale Mosaique fm, la zona montuosa del Jebel Thelja, attraversata dall’omonimo oued e dalla ferrovia che collega i siti minerari del bacino di Gafsa.
La piena improvvisa dell’Oued Thelja ha investito alcuni segmenti dei binari, provocando danni soprattutto all’altezza delle stazioni di Thelja e Kef Eddour, uno dei principali poli di lavaggio e movimentazione del fosfato della Compagnia dei Fosfati di Gafsa (Cpg). Secondo Mosaïque fm ed Express fm, il deflusso delle acque ha compromesso la funzionalità di parti dell’infrastruttura ferroviaria, rendendo necessaria la sospensione del traffico nei settori danneggiati in attesa delle verifiche tecniche. Prima di poter autorizzare nuovamente il passaggio dei convogli dovranno essere controllati la stabilità della sede ferroviaria, i binari e gli impianti, mentre saranno necessari interventi di ripristino nei punti erosi o investiti dalla piena.
Altre conseguenze del maltempo
Le conseguenze del maltempo hanno interessato anche il personale delle ferrovie e della compagnia dei fosfati. Sabato la Protezione Civile di Métlaoui ha soccorso tre dipendenti della Sncft e della Cpg rimasti intrappolati in una stazione ferroviaria dopo l’improvviso innalzamento dell’Oued Thelja. Secondo Mosaïque fm, l’acqua aveva circondato l’edificio impedendo agli uomini di uscire in sicurezza. Diwan fm ha riferito inoltre di altri ferrovieri rimasti bloccati sulle alture del Jebel Thelja dopo essere stati sorpresi dalle piene.
Lo stop interessa in primo luogo i convogli utilizzati per il trasporto del fosfato dai siti estrattivi della regione. La ferrovia rappresenta infatti uno degli assi essenziali della filiera mineraria tunisina, collegando, tra gli altri, i siti di Redeyef, Métlaoui, Moularès e Kef Eddour con gli impianti di trasformazione e i terminali industriali del Paese. Un prolungamento dell’interruzione potrebbe quindi rallentare il trasferimento del minerale verso gli stabilimenti del Groupe Chimique Tunisien.
Le autorità tecniche della Sncft e della Cpg sono chiamate ora a valutare l’entità dei danni e a ripristinare i tratti ferroviari investiti dalle acque. Al momento non è stata resa nota una stima ufficiale dei costi né una data certa per la completa ripresa della circolazione nelle sezioni del Jebel Thelja interessate dalle piene.


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