Siamo abituati a vedere immagini di Marte dai colori molto diversi da questa veduta dalle tonalità che ricordano i frutti di bosco, caratterizzata da sfumature color sabbia, ocra, rosso e marrone, tutte dovute agli elevati livelli di ferro ossidato. Tuttavia, il pianeta è ricco di altre tonalità, come ben dimostra questa nuova immagine catturata dalla sonda Mars Express dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Scattata dalla fotocamera stereoscopica ad alta risoluzione (HRSC) della sonda, l’immagine ritrae una formazione ghiacciata e scoscesa nota come Thyles Rupes (“rupes” è il termine latino per scogliera, mentre “Thyles” rimanda a “Thule”, un luogo leggendario situato oltre i confini del mondo conosciuto nella geografia classica). I suoi splendidi colori sono evidenti, ma cosa li determina?
I dettagli dell’immagine
Le tonalità più scure sono dovute a materiale generato e diffuso dall’attività vulcanica, ricco di minerali “mafici” come l’olivina e il pirosseno (entrambi abbondanti nel mantello terrestre, lo strato roccioso situato appena sotto la crosta del nostro pianeta). Le aree più chiare sono ricoperte da depositi di brina di anidride carbonica, che persistono in loco anche durante la primavera marziana (periodo in cui è stata scattata l’immagine). Questi depositi bluastri sono visibili sulla sommità delle dune di sabbia e all’interno dei crateri. In basso a sinistra nell’inquadratura, come una chiazza di ghiaccio chiaro, è visibile una parte di un ghiacciaio, a sua volta parte della calotta del Polo Sud di Marte.

La tonalità generale viola-rossastra della scena è il risultato di una combinazione di luce, polvere e brina. L’atmosfera di Marte è estremamente variabile nel tempo; di conseguenza, le immagini possono presentare colori diversi a seconda del momento della giornata. La luce mattutina, morbida e rosata, unita alla polvere in sospensione, alla brina che ricopre il suolo e alle chiazze di ghiaccio e polvere frammiste sparse sul terreno, concorre a creare le sorprendenti tonalità viola che osserviamo.
La regione ghiacciata visibile in basso a sinistra è un rilievo, ovvero un’area a quota più elevata. Se non appare in questo modo, ma sembra piuttosto una depressione della superficie, potrebbe dipendere dal fatto che la luce proviene da una direzione diversa da quella che i nostri occhi “si aspettano”. La luce solare arriva dal basso dell’immagine (da est), come indicato dalle ombre presenti nella scena (si veda, ad esempio, il bordo del cratere al centro dell’immagine). Osservando la regione ghiacciata con questa consapevolezza, la percezione potrebbe correggersi spontaneamente.

Ripide scarpate e dune ricoperte di brina
Le scarpate rocciose di Thyles Rupes possono raggiungere, in alcuni punti, altezze imponenti superiori a 1km. Si ritiene che abbiano un’origine tettonica: si sarebbero formate quando due porzioni della crosta marziana sono state spinte l’una contro l’altra, provocando il sollevamento di una rispetto all’altra. È probabile che ciò sia accaduto mentre l’interno di Marte si raffreddava, contraendosi e deformando la crosta sovrastante. Attraverso questo processo, alcuni blocchi della superficie marziana sarebbero stati spinti verso l’alto, dando origine a ripide scarpate, come quelle visibili in questa immagine.
A differenza della Terra, il Marte attuale è privo di attività tettonica. Sebbene oggi ne osserviamo le tracce, i processi che le hanno generate risalgono a miliardi di anni fa. Thyles Rupes si trova nella regione prossima al Polo Sud di Marte, negli altopiani meridionali del pianeta. Si estende per centinaia di chilometri, attraversando un terreno densamente punteggiato da crateri da impatto. Mentre alcune di queste formazioni crateriche sono tagliate dalle scarpate – indicando che si sono formate prima di Thyles Rupes – altre si sovrappongono a esse, suggerendo la sequenza opposta.

Qui è possibile osservare anche diverse tipologie di dune di sabbia, in particolare nelle aree bianche increspate visibili in basso a destra rispetto al centro. I venti, soffiando da ogni direzione, hanno sollevato e trasportato la sabbia sulla superficie marziana, creando dune di forme e tipi svariati (tra cui dune longitudinali e trasversali – lunghe creste parallele che si formano, rispettivamente, parallelamente o perpendicolarmente alla direzione del vento – e creste a forma di falce, note come dune barcanoidi).
Decenni di esplorazione di Marte
Questa immagine è stata realizzata grazie alla fotocamera HRSC, uno degli otto strumenti a bordo della sonda Mars Express. La HRSC ci ha già mostrato Marte con colori inaspettati. Dal suo lancio nel 2003, Mars Express ha immortalato ed esplorato i molteplici paesaggi di Marte. Da oltre vent’anni, la sonda mappa la superficie del pianeta a una risoluzione senza precedenti – a colori e in tre dimensioni – fornendo dati che hanno radicalmente trasformato la nostra comprensione di questo vicino planetario.


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