Meteo, freddo anomalo sulle Adriatiche e al Sud: oggi, 25 settembre, temperature massime tipiche di novembre. E domani ulteriore calo termico!

Un'irruzione d'aria fredda dai Balcani travolge il versante adriatico e il Meridione: le temperature crollano su valori da autunno inoltrato, mentre l'arrivo del core gelido promette un ulteriore calo per la giornata di sabato

L’attuale configurazione sinottica sul continente europeo sta favorendo la discesa di un’imponente massa d’aria polare continentale che, scivolando lungo il bordo orientale dell’anticiclone subtropicale in risalita sull’Europa centrale si è riversata con impeto nel bacino del Mediterraneo centrale. La perturbazione dai Balcani ha spalancato le porte a correnti orientali particolarmente fredde e secche, responsabili di una vera e propria sventagliata gelida che sta investendo in modo diretto le regioni adriatiche e il Sud Italia. L’interazione tra l’aria fredda continentale e la superficie ancora calda dei bacini marittimi sta generando una forte instabilità atmosferica, accompagnata da un brusco rinforzo dei venti di Bora e Grecale. E a sua volta, il maltempo in atto mantiene le temperature al suolo ancora più basse per via della diffusa copertura nuvolosa e delle precipitazioni a tratti intense.

Questa fase di freddo anomalo rappresenta tuttavia solo l’inizio di un peggioramento termico ancora più pronunciato. Gli ultimi aggiornamenti dei modelli matematici indicano che l’apice di questa avvezione fredda non è stato ancora raggiunto. Nella giornata di domani, sabato 26 settembre, è previsto l’afflusso di un secondo nucleo di aria ancor più fredda in quota, destinato a far crollare ulteriormente la colonnina di mercurio. Le previsioni meteo 26 settembre confermano un repentino abbassamento delle temperature minime e massime, con ventilazione tesa e una sensazione di freddo accentuata dal fenomeno del wind-chill lungo tutto il versante adriatico e peninsulare.

Temperature massime da record al Sud e lungo l’Adriatico: la mappa dei dati di oggi 25 settembre

L’analisi dei dati termometrici registrati oggi, 25 settembre, mostra quadri termici davvero singolari per la fine dell’estate meteorologica, con valori massimi stritolati ben al di sotto dei venticinque gradi su quasi tutte le località esposte a est e a sud. Spostandosi lungo la fascia settentrionale e centrale del versante adriatico, le città costiere e pianigiane hanno registrato valori eccezionalmente bassi. Nel Friuli Venezia Giulia la città di Trieste si è fermata a una massima di soli +20°C sotto l’incalzare della Bora, mentre Venezia non ha superato i +21°C. Scendendo lungo la riviera romagnola e marchigiana, centri storici e balneari come Rimini, Ancona, Senigallia, Porto Sant’Elpidio e San Benedetto del Tronto hanno condiviso tutti una temperatura massima omogenea di appena +22°C. Proseguendo verso l’Abruzzo e il Molise, Pescara ha registrato +21°C, mentre la costa molisana a Termoli ha visto la colonnina di mercurio bloccarsi a +20°C.

Il quadro termico si fa ancora più rigido se ci si addentra nel cuore della Puglia e della Basilicata, dove il calo è stato drammatico, specialmente nelle aree interne e collinari. Il punto più freddo di questa rilevazione spetta a Martina Franca, dove la temperatura massima è rimasta piantata ad appena +18°C. Poco più in alto si collocano i rilievi delle Murge e della Valle d’Itria: le cittadine di Altamura, Putignano e Alberobello non sono andate oltre i +19°C di massima, seguite a brevissima distanza dai +20°C di Gioia del Colle. Anche lungo il Tavoliere, la costa adriatica pugliese e l’arco ionico i valori si sono mantenuti eccezionalmente contenuti. Bari, Monopoli e Brindisi hanno registrato una massima di +21°C, mentre le città di Foggia, Vieste, Barletta, Cerignola, Taranto e Lecce si sono attestate a +22°C, con il Salento ionico di Gallipoli che ha toccato un picco massimo di appena +23°C.

In Calabria la situazione non è stata differente, a dimostrazione di come l’aria fredda si sia incanalata con facilità tra le vallate e le fasce costiere tirreniche e ioniche. Nel capoluogo di regione Catanzaro e nell’area urbana di Cosenza la temperatura massima della giornata si è fermata a +21°C. Leggermente più calde, ma comunque decisamente al di sotto degli standard stagionali, sono risultate Vibo Valentia con i suoi +22°C, unitamente alle piane costiere di Crotone e Lamezia Terme, le quali non sono riuscite ad andare oltre i +23°C a metà pomeriggio.

Il confronto con le medie storiche 1991-2020: un’anomalia termica molto importante

Mettendo a confronto le rilevazioni odierne con i dati climatologici ufficiali della rete meteorologica nazionale, relativi al trentennio di riferimento medie climatologiche 1991-2020, emerge con sconcertante chiarezza l’entità dello sbalzo termico in atto. Nel mese di settembre, la fascia adriatica e il Meridione d’Italia sperimentano abitualmente un clima mite, dai tratti ancora diffusamente estivi. Per fare qualche esempio concreto, le stazioni meteorologiche ufficiali di Bari, Brindisi e Lecce registrano per la terza decade di settembre temperature massime medie comprese tra i +26°C e i +28°C. Essere fermi a +21°C o +22°C significa trovarsi di fronte a un’anomalia termica negativa compresa tra i 5°C e i 7°C rispetto alla norma trentennale.

Nei territori collinari interni della Puglia, come le Murge, i normali valori di fine settembre dovrebbero attestarsi attorno ai +24°C o +25°C; la massima di +18°C registrata a Martina Franca si traduce pertanto in uno scarto negativo fino a 7°C rispetto ai parametri storici della stazione climatologica. Situazione del tutto analoga si rileva in Abruzzo e nelle Marche: Pescara e Ancona viaggiano storicamente su medie massime di fine mese prossime ai +25°C, contro i +21°C e +22°C attuali. In Calabria, località pianigiane come Crotone e Lamezia Terme vantano medie storiche superiori ai +27°C a fine settembre, rendendo i +23°C odierni un segnale inequivocabile di un’ondata di aria fredda fuori dal comune.

Questo crollo termico imponente si colloca come una drastica compensazione termica atmosferica. Dopo i mesi estivi caratterizzati da prolungate e roventi avvezioni africane, l’atmosfera sta cercando un rapido riequilibrio termodinamico. Lo scontro tra le calde masse d’aria preesistenti sul bacino del Mediterraneo e il precoce sfondamento delle correnti artiche e continentali ha generato una transizione brutale, azzerando di fatto la classica fase di transizione dolce tipica del primo autunno.

anomalie termiche sabato 26 settembre 2026
Le anomalie termiche previste per domani, sabato 26 settembre

Autunno anticipato o quasi inverno: a quale periodo dell’anno corrispondono le temperature odierne

Per comprendere appieno la portata della fase meteo in atto, è utile analizzare a quale preciso periodo dell’anno appartengono, secondo le serie storiche ufficiali, le temperature massime registrate in queste ore. I valori riscontrati nella giornata odierna non hanno nulla a che vedere con il clima di fine settembre, ma proiettano le regioni coinvolte direttamente nel cuore della stagione autunnale se non addirittura alle porte dell’inverno.

Una temperatura massima di +18°C a Martina Franca o di +19°C ad Altamura e Alberobello è statisticamente tipica della seconda metà del mese di novembre, un periodo dell’anno in cui le perturbazioni atlantiche e le prime incursioni fredde settentrionali hanno ormai preso il sopravvento sul bacino del Mediterraneo. Allo stesso modo, le massime di +20°C e +21°C registrate in città costiere o pianigiane come Trieste, Pescara, Bari, Cosenza e Catanzaro corrispondono fedelmente ai valori medi giornalieri che queste stazioni meteo osservano solitamente tra la fine di ottobre e la prima metà di novembre.

Il percepirsi d’improvviso in un autunno anticipato ha sorpreso milioni di cittadini, costretti a riporre di colpo gli abiti estivi per indossare magliette a manica lunga, giacche e abiti pesanti con quasi due mesi d’anticipo sulla tabella di marcia stagionale. La sensazione di un clima quasi invernale è ulteriormente amplificata dalla componente eolica: i freddi venti dai Balcani aumentano la dispersione del calore corporeo, trasformando giornate di sole in pomeriggi rigidi e rigenerando uno scenario meteo-climatico che normalmente si manifesterebbe soltanto alle soglie dell’inverno geografico.

Tutti i dettagli dal video con l’ultimo bollettino meteo completo dal Canale YouTube di MeteoWeb:

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