Il morbillo torna sotto osservazione in Europa e l’Italia emerge come il Paese con il maggior numero di casi registrati nell’ultimo anno. Secondo l’ultimo rapporto mensile su morbillo e rosolia pubblicato dall’Ecdc (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie), tra agosto 2025 e luglio 2026 nei Paesi dell’Unione Europea e dello Spazio economico europeo (Ue/See) sono stati censiti complessivamente 2.339 contagi in 30 Stati, senza alcun decesso attribuito all’infezione. Il dato più rilevante riguarda proprio la situazione italiana: con 640 infezioni segnalate negli ultimi 12 mesi, di cui 548 confermate, il nostro Paese si colloca al primo posto nella graduatoria europea per numero assoluto di notifiche, davanti alla Bulgaria con 502 casi. Un quadro che arriva mentre negli Stati Uniti è in corso quella che viene descritta come la peggiore epidemia di morbillo degli ultimi 35 anni, con 3.294 casi nel 2026 secondo i dati ufficiali aggiornati al 10 settembre e quattro decessi registrati in Pennsylvania.
Italia prima in Europa per numero di casi: 537 contagi solo nei primi sei mesi del 2026
Il bilancio italiano mostra una particolare concentrazione dei casi nella prima parte del 2026. Nei primi sei mesi dell’anno sono stati registrati 537 contagi, il valore più alto tra tutti i Paesi Ue/See, seguito dalla Bulgaria con 501 casi. Tuttavia, il trend più recente evidenzia un progressivo rallentamento della circolazione virale. Dopo il picco raggiunto ad aprile 2026, quando in Italia erano stati rilevati 171 casi, il numero delle nuove infezioni è diminuito costantemente. Nel mese di luglio il nostro Paese ha registrato 29 casi, un dato inferiore rispetto alla Bulgaria, che nello stesso periodo ha segnalato 61 infezioni. Il rapporto dell’Ecdc sottolinea comunque la necessità di interpretare i dati con cautela, considerando la possibile presenza di ritardi nelle notifiche epidemiologiche da parte dei singoli Stati.
La mappa europea del morbillo: Italia, Bulgaria e Romania concentrano gran parte dei casi
Nel periodo compreso tra agosto 2025 e luglio 2026, i Paesi che hanno registrato il maggior numero di casi di morbillo sono stati, oltre all’Italia e alla Bulgaria, la Romania con 310 infezioni, la Spagna con 243 casi e la Francia con 174 contagi. Questi cinque Paesi rappresentano complessivamente una quota molto significativa dell’intero bilancio europeo: l’Italia pesa per il 27,4% dei casi complessivi, la Bulgaria per il 21,5%, la Romania per il 13,3%, la Spagna per il 10,4% e la Francia per il 7,4%. Se invece si considera il rapporto tra casi e popolazione residente, il quadro cambia parzialmente. Il tasso medio europeo è stato di 5,1 casi per milione di abitanti. Valori superiori sono stati registrati in particolare in Bulgaria (78 casi per milione), Lettonia (26,3), Romania (16,3), Italia (10,9), Estonia (7,3), Cipro (7,1), Belgio (5,4) e Lituania (5,2).
La maggior parte dei contagi nasce da trasmissione locale: colpiti soprattutto bambini piccoli
Secondo l’analisi dell’Ecdc, anche se la percentuale di casi importati varia sensibilmente tra i diversi Paesi, la maggioranza delle persone infettate nell’area Ue/See ha contratto il virus attraverso una trasmissione locale o comunitaria all’interno del Paese di segnalazione. Le fasce di popolazione più colpite risultano essere i bambini più piccoli. I tassi di notifica più elevati sono stati osservati nei neonati sotto l’anno di età, con 59,3 casi per milione di abitanti, e nei bambini tra 1 e 4 anni, con 28,6 casi per milione. L’analisi dello stato vaccinale di un campione composto da 2.052 persone contagiate evidenzia un legame significativo tra infezione e mancata immunizzazione. Il 73,1% dei casi non risultava vaccinato, mentre il 15,8% aveva ricevuto soltanto una dose. Il 9% aveva completato il ciclo con due o più dosi, mentre per il restante 2% il numero delle dosi ricevute non era disponibile.
Il nodo delle vaccinazioni: l’Ecdc richiama i Paesi europei sulla copertura insufficiente
Alla base della nuova circolazione del virus c’è anche il problema delle coperture vaccinali, che in molti Paesi europei rimangono inferiori al livello necessario per garantire l’eliminazione del morbillo. L’Ecdc ricorda che per interrompere stabilmente la trasmissione del virus è necessaria una copertura di almeno il 95% con entrambe le dosi del vaccino. Secondo le ultime stime Oms-Unicef, riferite al 2024, soltanto quattro Paesi dell’area Ue/See hanno raggiunto questa soglia sia per la prima sia per la seconda dose: Cipro, Ungheria, Islanda e Portogallo. Per quanto riguarda l’Italia, sempre nel 2024, la copertura vaccinale ha raggiunto il 95% per la prima dose, ma si è fermata all’84% per la seconda dose, con una diminuzione di circa quattro punti percentuali rispetto al 2019. Un valore quindi distante dall’obiettivo indicato dagli organismi sanitari internazionali. L’Ecdc lancia un richiamo sulla necessità di recuperare le fasce di popolazione rimaste scoperte: “se si vuole raggiungere l’obiettivo di eliminazione, molti Paesi devono apportare miglioramenti sostenuti alla copertura dei loro programmi di immunizzazione infantile di routine, nonché colmare i gap immunitari negli adolescenti e negli adulti che hanno perso opportunità di vaccinazione in passato”.
Morbillo in calo a luglio, ma resta alta l’attenzione epidemiologica
Nel solo mese di luglio 2026, sono stati 13 i Paesi Ue/See che hanno segnalato nuovi casi, per un totale di 118 infezioni. Le nazioni maggiormente interessate sono state Bulgaria, Italia, Spagna, Polonia e Belgio, mentre 16 Paesi non hanno registrato alcun contagio. Il dato mensile conferma comunque una fase di riduzione della circolazione del virus rispetto ai mesi precedenti, anche se gli esperti invitano a mantenere alta l’attenzione. Il morbillo, infatti, resta una delle malattie infettive più contagiose conosciute e può tornare rapidamente a diffondersi quando la copertura vaccinale scende sotto i livelli necessari.
Anche la rosolia sotto monitoraggio: 81 casi in Europa nell’ultimo anno
Il rapporto dell’Ecdc dedica spazio anche alla rosolia, sebbene i dati disponibili siano più limitati rispetto al morbillo. Nel mese di luglio sono stati segnalati 8 casi complessivi da tre Paesi: Italia (2 casi), Germania (1 caso) e Polonia (5 casi), mentre 24 Stati non hanno registrato nuove infezioni. Nel periodo agosto 2025-luglio 2026 il totale europeo è stato di 81 contagi di rosolia in 29 Paesi Ue/See, con soltanto 12 casi confermati in laboratorio. La maggior parte delle infezioni si è concentrata in Polonia, con 63 casi, seguita da Germania e Italia con 7 casi ciascuna e dalla Francia con 2 contagi. Il quadro europeo conferma dunque una situazione sotto controllo ma caratterizzata da una persistente circolazione del virus, soprattutto nei Paesi dove le coperture vaccinali contro il morbillo non hanno ancora raggiunto livelli sufficienti per interrompere la trasmissione.


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