La Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente (LEIDAA) è stata ammessa come parte civile nel processo per la morte di Timida, la cagnolina di quartiere che viveva a Siracusa insieme a un altro cane all’interno di un ricovero poi distrutto nell’aprile 2025. La decisione del giudice riguarda sia la vicenda relativa al danneggiamento del ricovero per animali sia quella, più grave, legata alla morte della cagnolina, deceduta dopo essere stata abbandonata e investita sui binari. L’associazione, presieduta dall’onorevole Michela Vittoria Brambilla, ha così ottenuto il riconoscimento del proprio ruolo nel procedimento giudiziario, seguendo una vicenda che aveva suscitato forte indignazione per le modalità con cui sarebbe stato portato avanti lo sgombero dell’area dove trovavano riparo alcuni animali.
La ricostruzione dell’accusa: il ricovero distrutto e l’abbandono dei due cani
Secondo quanto ricostruito dall’accusa, un esercente avrebbe incaricato un uomo di 48 anni, dietro un compenso di 350 euro, di liberare un’area antistante la propria struttura ricettiva. L’obiettivo sarebbe stato quello di rendere più confortevole lo spazio, intervenendo su un ricovero per cani di quartiere e su una colonia felina presenti nella zona. L’uomo incaricato dello sgombero, sempre secondo la ricostruzione accusatoria, avrebbe poi affidato materialmente il compito a un giovane di 27 anni. Quest’ultimo avrebbe provveduto a rimuovere le strutture destinate agli animali, arrivando a scaraventare in mare le cucce utilizzate come riparo dai cani. Successivamente, il giovane avrebbe caricato in auto i due animali presenti nel ricovero e li avrebbe abbandonati. Una dinamica che avrebbe avuto conseguenze drammatiche per Timida, morta dopo essere finita sui binari ed essere stata investita.
LEIDAA parte civile per il danneggiamento e per la morte di Timida
Il giudice ha quindi ammesso LEIDAA come parte civile nel procedimento, riconoscendo all’associazione la possibilità di intervenire sia per il danneggiamento del ricovero destinato agli animali sia per l’uccisione della cagnolina. La vicenda rappresenta per l’associazione un caso emblematico della necessità di tutelare maggiormente gli animali vittime di comportamenti ritenuti lesivi della loro incolumità e del loro benessere. L’onorevole Michela Vittoria Brambilla ha commentato l’ammissione di LEIDAA nel processo sottolineando la gravità dei fatti contestati e richiamando anche le nuove norme entrate successivamente in vigore. “Crimini come questi – sottolinea l’on. Brambilla – meritano di essere punti con la massima severità prevista dalla legge previgente. Sfortunatamente non si applica la riforma Brambilla, entrata in vigore dal 1° luglio successivo, che avrebbe consentito al magistrato di irrogare sanzioni più dure. Una cosa è certa: noi di LEIDAA non molliamo mai e seguiamo i casi fino in fondo”.
Il caso di Siracusa e la battaglia per la tutela degli animali
L’ingresso di LEIDAA nel processo per la morte di Timida conferma l’impegno dell’associazione nel seguire giudiziariamente i casi di presunti maltrattamenti e violenze nei confronti degli animali. La vicenda della cagnolina di quartiere di Siracusa resta al centro dell’attenzione proprio per la successione degli eventi che, secondo l’accusa, avrebbe portato dalla distruzione del ricovero fino alla tragica morte dell’animale. Il procedimento dovrà ora fare il proprio corso per accertare le responsabilità individuali e ricostruire ogni passaggio della vicenda. Per LEIDAA, l’ammissione come parte civile rappresenta un passaggio importante nella richiesta di tutela per Timida e per gli altri animali coinvolti nella distruzione del ricovero.


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