Il 25 settembre la ricerca torna protagonista nelle piazze, nei musei, nei laboratori e negli osservatori italiani con la Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori, l’appuntamento che ogni anno avvicina il grande pubblico al mondo della scienza. Anche nel 2026 l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) partecipa con un programma ricco e articolato, pensato per raccontare l’astrofisica attraverso esperienze dirette e linguaggi diversi: dalle osservazioni al telescopio ai laboratori, dai giochi alle mostre, dalla realtà virtuale agli incontri con ricercatrici e ricercatori, fino ai planetari e alle escape room scientifiche.
Promossa dalla Commissione Europea e sostenuta, tra gli altri strumenti, dalle azioni Marie Skłodowska-Curie, la Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori nasce con l’obiettivo di creare occasioni informali di incontro tra la comunità scientifica e i cittadini. Accanto ai grandi progetti europei che coordinano le attività nelle diverse città, il programma dell’INAF comprende iniziative organizzate direttamente dalle sedi dell’Istituto e attività realizzate insieme a università, enti di ricerca e realtà del territorio. Non soltanto scoperte e risultati, dunque, ma anche il racconto del lavoro quotidiano di chi fa ricerca: gli strumenti utilizzati, le domande ancora aperte, gli esperimenti e i percorsi che conducono a nuove conoscenze.
L’astrofisica diventa un’esperienza
Il programma INAF 2026 restituisce un’immagine della ricerca scientifica fatta di linguaggi e modalità differenti. Tra le iniziative figurano quelle dei progetti europei SHARPER, BRIGHT-NIGHT ed ERNEST, insieme alle attività coordinate dalle reti della Notte. A queste si aggiungono le collaborazioni tra università ed enti di ricerca, come SOCIETY a Bologna e le iniziative di NET Scienzainsieme a Roma, oltre agli appuntamenti ideati direttamente dalle singole sedi INAF, dalla serata organizzata a Teramo alla diretta dal Telescopio Nazionale Galileo (TNG), fino alle attività sviluppate con i partner locali. Il filo conduttore è comune: portare la ricerca vicino alle persone e trasformare la scienza in un’esperienza da vivere in prima persona.
Tra le formule più originali dell’edizione 2026 ci sono le escape room scientifiche, che diventano uno degli elementi caratterizzanti del progetto europeo ERNEST – European Researchers’ Night Escape Science Team, finanziato dall’Unione Europea nell’ambito delle azioni Marie Skłodowska-Curie. L’idea è quella di trasformare la comunicazione della scienza in un’esperienza immersiva, combinando escape room, esperimenti, storytelling e attività partecipative. Il pubblico non si limita ad assistere: entra nella storia, raccoglie indizi, formula ipotesi, sperimenta e collabora con gli altri partecipanti per arrivare alla soluzione del caso. Alcune delle escape room sviluppate nell’ambito di ERNEST saranno protagoniste delle attività INAF della Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori 2026, offrendo un modo originale per avvicinarsi ai metodi e alle domande della ricerca scientifica.
Dai buchi neri ai pianeti abitabili
Da Roma a Catania, Palermo, L’Aquila, Teramo, Milano, Firenze, Bologna, Napoli, Trieste, Padova, Torino e Cagliari, a fine settembre l’INAF porterà l’astrofisica in luoghi e contesti diversi, coinvolgendo il pubblico in un programma che attraversa molti dei grandi temi della ricerca contemporanea. Si parlerà di buchi neri e pianeti abitabili, di luce e onde radio, di comete e delle tecnologie destinate ai telescopi del futuro. Ma, soprattutto, sarà possibile incontrare direttamente chi studia questi fenomeni e scoprire come nascono le domande, come si costruiscono gli strumenti e come si lavora per cercare le risposte. Una notte, dunque, per guardare il cielo con occhi nuovi, ma anche per conoscere più da vicino le persone e le idee che ogni giorno cercano di comprenderlo.


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