Nucleare in Italia, Pichetto: “non prima del 2034 potrà garantire indipendenza energetica”

Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica frena sulle tempistiche: servono anni per sviluppare i nuovi reattori

Il ritorno del nucleare in Italia non sarà immediato e, secondo il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, bisognerà attendere almeno il 2034 prima che questa fonte possa contribuire in modo concreto al raggiungimento dell’indipendenza energetica nazionale. L’indicazione è arrivata durante la kermesse socio-economica e politica “La Piazza – Il Bene Comune”, dove il ministro ha affrontato il tema del futuro energetico italiano, spiegando che il percorso verso una nuova stagione del nucleare richiederà tempi tecnici inevitabili e senza scorciatoie.

Pichetto Fratin: “prima della metà del prossimo decennio il nucleare non potrà garantire indipendenza energetica”

“Il nucleare? Non prima del 2034 l’Italia potrà utilizzarlo per rendersi energicamente indipendente”. Con queste parole Gilberto Pichetto Fratin ha delineato uno scenario realistico sui tempi necessari affinché il Paese possa contare sull’energia prodotta attraverso nuovi impianti nucleari. Il ministro ha precisato che non sarà possibile ottenere risultati immediati, perché lo sviluppo della tecnologia, la costruzione degli impianti e la definizione del quadro normativo richiedono un percorso articolato. “Posso prevedere che prima della metà del prossimo decennio il nucleare non possa diventare una fonte tale da garantire all’Italia una indipendenza energetica. Questo perché – ammette Pichetto Fratin – ci sono dei tempi tecnici e di sviluppo dei nuovi reattori, in questo momento siamo solo nella fase di definizione delle regole. Non possiamo lanciare proclami sui tempi, che devono essere rispettati”.

Nuovi reattori e regole: il percorso verso il nucleare richiede tempo

Il tema centrale resta quello della realizzazione dei nuovi reattori nucleari, in particolare delle tecnologie di nuova generazione sulle quali l’Italia sta valutando un possibile investimento strategico. Secondo il ministro, però, prima di arrivare alla fase operativa sarà necessario completare un lungo percorso fatto di norme, autorizzazioni, sviluppo tecnologico e valutazioni sulla sicurezza. L’Italia, dopo il referendum del 2011 che portò alla conferma del no al ritorno dell’energia atomica, ha riaperto negli ultimi anni il dibattito sul ruolo del nucleare di nuova generazione nel mix energetico nazionale, considerandolo una possibile integrazione alle fonti rinnovabili. Il ritorno dell’atomo viene infatti indicato dal governo come una delle opzioni per ridurre la dipendenza dalle importazioni energetiche e garantire maggiore stabilità al sistema elettrico nazionale, ma i tempi indicati da Pichetto Fratin confermano che si tratta di un progetto di medio-lungo periodo.

Energia e cambiamento climatico: la strategia tra rinnovabili e adattamento dei territori

Nel corso del suo intervento, il ministro ha affrontato anche il tema del cambiamento climatico, sottolineando la necessità di intervenire attraverso una combinazione di politiche energetiche e ambientali. “Stiamo cercando di contrastarlo – ha concluso il Ministro – riducendo le emissioni con l’aumento delle energie rinnovabili, oltre a una serie di azioni che stiamo portando avanti come lo sviluppo del verde l’adattamento dei territori”. La strategia indicata dal ministro punta quindi sul rafforzamento delle energie rinnovabili, affiancato da interventi per aumentare la capacità di adattamento delle città e dei territori agli effetti del cambiamento climatico. Il futuro energetico italiano, secondo la linea tracciata dal governo, dovrà quindi basarsi su un equilibrio tra fonti rinnovabili, innovazione tecnologica e possibile ritorno del nucleare, ma con tempi che, come ribadito da Pichetto Fratin, non potranno essere compressi rispetto alle esigenze tecniche e normative.