Un nuovo evento sismico ha risvegliato gli abitanti della Toscana centro-settentrionale nel cuore della notte. Alle 02:40, l’INGV ha registrato una scossa di terremoto magnitudo 3.2. L’epicentro è stato localizzato a 7 km a Nord/Est del Comune di Coreglia Antelminelli, in provincia di Lucca, mentre l’ipocentro ad una profondità superficiale di 9 km. La vicinanza dell’evento a numerosi centri abitati ha fatto sì che il tremore venisse avvertito molto chiaramente.
I dati del sisma
Secondo i dati strumentali ufficiali, il terremoto è stato localizzato a 31 km a Nord di Lucca, 34 km a Est di Massa e 36 km a Nord/Ovest di Pistoia. Le coordinate geografiche lo posizionano inoltre a 37 km a Est di Carrara, 37 km a Nord/Est di Viareggio, 47 km a Nord di Pisa, 51 km a Nord/Ovest di Prato, 58 km a Est di La Spezia, 64 km a Nord/Ovest di Scandicci, 65 km a Sud di Reggio Emilia e 66 km a Sud/Ovest di Modena. Il sisma è stato distintamente avvertito (dati servizio INGV “Hai Sentito il Terremoto“) a Barga, Pistoia, Borgo a Mozzano, Coreglia Antelminelli, Abetone Cutigliano, Gallicano, Fiumalbo, Bagni di Lucca, San Marcello Piteglio e Castelnuovo di Garfagnana.
Perché avvengono i terremoti nell’appennino settentrionale
Per comprendere le origini geologiche dell’evento, occorre analizzare l’assetto dell’Appennino settentrionale, dove la tettonica attiva è costantemente monitorata. Nello specifico settore della Garfagnana, l’attuale regime di deformazione crostale è di tipo distensivo. Questo significa che la crosta terrestre in questa fascia di retropaese appenninico è soggetta a forze di trazione che tendono ad allargarla e assottigliarla. Questo peculiare meccanismo di estensione genera un sistema di faglie dirette che ciclicamente si attivano per assecondare il movimento dei blocchi, rilasciando l’energia accumulata sotto forma di terremoti.
La sismicità storica dell’area della Garfagnana
La fascia che comprende le Alpi Apuane e l’alta valle del fiume Serchio è nota per essere un territorio storicamente irrequieto e ad elevata sismicità. Il riferimento principale per le scosse locali è l’evento catastrofico verificatosi il 7 settembre 1920. In quella giornata fatale, una violenta scossa di magnitudo 6.5 colpì l’area toscana della Garfagnana e della Lunigiana, causando danni ingentissimi e quasi 100 vittime. La disastrosità di quel terremoto fu amplificata dalla scarsissima qualità degli edifici dell’epoca, spesso costruiti assemblando ciottoli di fiume che si sgretolarono facilmente. In tempi più recenti, la stessa area ha vissuto altri episodi tellurici di notevole rilievo, come l’evento di magnitudo 5.2 registrato il 21 giugno 2013. In quel frangente, la scossa principale produsse un denso sciame sismico che contò oltre 1300 repliche in pochi giorni.







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