Un passaggio chiave per la transizione operativa del settore petrolifero venezuelano e una svolta strategica per la sicurezza energetica globale. Con la firma del Contrato de Participación Productiva de Hidrocarburos (CPPH), Eni e la società di Stato PDVSA hanno ufficializzato l’accordo che attribuisce al gruppo italiano il ruolo di Operatore esclusivo per lo sviluppo di Junín 5, un “giant field” a olio pesante nella celebre Faja dell’Orinoco che racchiude 35 miliardi di barili di risorse certificate. Alla presenza delle massime autorità politiche del Paese e del Segretario dell’Energia statunitense Chris Wright, l’intesa segna il definitivo superamento del vecchio modello a empresa mixta, proiettando Eni verso la gestione tecnica, finanziaria e commerciale del progetto per i prossimi 25 anni. Un’operazione che consolida la storica presenza della società italiana in Venezuela – già protagonista nello sviluppo del gas offshore con il campo Perla – e pone le basi per un significativo rilancio della produzione nazionale.
La firma del contratto
Alla presenza della Presidente incaricata della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Delcy Rodriguez, nell’ambito della visita in Venezuela del Segretario dell’Energia americano Chris Wright, e in presenza del Ministro degli Idrocarburi del Governo venezuelano, Paula Henao, dell’Amministratore Delegato della società di Stato PDVSA, Héctor Obregón, e dell’Amministratore Delegato di Eni, Claudio Descalzi, Eni e PDVSA hanno firmato il “Contrato de Participación Productiva de Hidrocarburos” (CPPH) relativo allo sviluppo del giacimento di importanti dimensioni (giant field) a olio di Junín 5, situato onshore nella Faja dell’Orinoco.
La firma del CPPH rappresenta il completamento del percorso avviato con la sottoscrizione dell’Head of Terms del 28 aprile 2026 allo scopo di rilanciare la produzione petrolifera attraverso la transizione dall’attuale modello operativo della “empresa mixta” Petrojunín (Eni 40%, PDVSA 60%) al nuovo regime contrattuale del CPPH, introdotto dalla Legge Organica degli Idrocarburi, approvata dall’Assemblea venezuelana nel gennaio 2026. Il CPPH, della durata di 25 anni con possibilità di estensione, attribuisce ad Eni il ruolo di Operatore esclusivo dell’area Junín 5, con piena responsabilità della gestione tecnica, finanziaria e commerciale del progetto. Junín 5 è un campo a olio pesante che contiene 35 miliardi di barili in posto certificati. Attualmente produce circa 12mila barili al giorno.
Descalzi: “un nuovo pilastro per il rilancio del settore”
L’Amministratore di Eni, Claudio Descalzi, ha commentato: “questo accordo rappresenta un nuovo pilastro per il rilancio del settore oil&gas nel Paese, che avviene proprio in una fase storica in cui la sicurezza energetica, basata su abbondanza di risorse e diversificazione delle vie di approvvigionamento, risulta vitale per l’equilibrio mondiale. Il Venezuela può così imboccare un percorso di sviluppo energetico e crescita economica che potrà portare grande beneficio alla popolazione locale e alla disponibilità energetica globale. L’operatorship di un’area importante come Junin-5 è il riconoscimento della nostra capacità di realizzare in modo rapido ed efficiente progetti complessi, e valorizza la nostra presenza storica nel Paese, che non abbiamo mai abbandonato continuando a fornire energia alla popolazione locale anche nei momenti più difficili”.
Anche progetti di gas naturale
In Venezuela, Eni è impegnata anche nello sviluppo di progetti di gas naturale. In particolare, Eni opera attraverso la società “Cardon IV”, partecipata pariteticamente da Eni (50%) e da Repsol (50%), il giacimento Perla, nella licenza Cardón IV, il più grande campo di gas offshore scoperto in America Latina. Recentemente Cardón IV ha firmato il Sustainability Agreement che prevede di continuare in maniera sostenibile e rilanciare la produzione di Perla, aumentando i volumi destinati al mercato interno e definendo le condizioni per le esportazioni future aggiuntive di gas.
Eni detiene, inoltre, una partecipazione nella società mista PetroSucre (PDVSA 74%, Eni 26%) che opera il campo a olio offshore di Corocoro e una partecipazione in Supermetanol, società petrolchimica attiva nella produzione di metanolo.
La presenza di Eni in Venezuela
Eni è presente in Venezuela dal 1998. La Società detiene nel Paese sei licenze minerarie, situate offshore nel Golfo del Venezuela e nel Golfo di Paria, e onshore nella regione dell’Orinoco. Nel 2025, la quota di produzione di idrocarburi di Eni nel Paese è stata pari a 64 mila boe/giorno, principalmente provenienti dal giacimento di gas Perla, che rappresenta circa il 35% del totale del gas consumato nel Paese.


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