Una parete di arrampicata capace di misurare le forze esercitate dagli atleti, ricostruire i movimenti in tre dimensioni e analizzare il comportamento del corpo durante lo sforzo. È questa la caratteristica principale del nuovo Climbing Lab del Politecnico di Milano, uno spazio di ricerca avanzata realizzato all’interno della Giuriati Gym con il sostegno del Club Alpino Italiano (CAI). Al centro del progetto c’è una parete boulder sensorizzata di circa 29 metri quadrati, dotata di prese strumentate con sensori in grado di rilevare non soltanto l’intensità delle forze applicate dagli arrampicatori, ma anche la loro direzione e distribuzione durante ogni movimento. Una tecnologia che consente di trasformare il gesto sportivo in una grande quantità di informazioni misurabili e analizzabili dal punto di vista scientifico. Accanto alla parete principale è stato realizzato anche un secondo spazio sperimentale più piccolo, con dimensioni di circa 2,20 x 1,20 metri, destinato allo studio dei singoli gesti tecnici e alla sperimentazione di nuove tecnologie applicate all’arrampicata.
Il Climbing Lab del Politecnico di Milano studia l’arrampicata attraverso dati e tecnologia
Il nuovo laboratorio nasce dall’incontro tra l’esperienza maturata sul campo dal Club Alpino Italiano e le competenze scientifiche del DEIB – Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano insieme alla Scuola di Scienze Motorie dell’Università degli Studi di Milano. L’obiettivo è creare un ambiente nel quale ricerca scientifica, pratica sportiva e formazione possano svilupparsi insieme, utilizzando strumenti tecnologici innovativi per comprendere sempre meglio il rapporto tra corpo umano, movimento e ambiente verticale. La particolarità del Climbing Lab consiste nella possibilità di analizzare in modo quantitativo ciò che normalmente viene osservato soltanto attraverso l’esperienza dell’atleta o dell’istruttore. Ogni presa, ogni spostamento del corpo, ogni variazione di equilibrio può essere trasformata in dati utili allo studio della prestazione. Per le attività sperimentali potranno essere utilizzati strumenti come gli elettromiografi (EMG), capaci di rilevare l’attivazione dei diversi gruppi muscolari, e sistemi di motion capture markerless, che permettono di ricostruire in tre dimensioni la posizione e il movimento del corpo senza applicare marker fisici sull’atleta. Una soluzione che consente di ottenere informazioni precise senza alterare la naturalezza del gesto sportivo.
Dalla biomeccanica alla sicurezza: tutte le applicazioni della nuova infrastruttura
Il laboratorio, coordinato da Alessandro Colombo, professore associato di Automatica del Politecnico di Milano, sviluppa tecnologie di sensing avanzato, sistemi di analisi e modelli matematici dedicati allo studio dell’arrampicata e, più in generale, delle attività che si svolgono in ambienti verticali. Le ricerche riguardano diversi aspetti: il movimento umano, le forze e i carichi esercitati, l’interazione tra atleta e attrezzatura, oltre alle strategie utilizzate dagli arrampicatori per superare differenti difficoltà tecniche. Uno degli obiettivi principali sarà comprendere più nel dettaglio la biomeccanica dell’arrampicata, analizzando quali muscoli vengono maggiormente coinvolti nei diversi movimenti, come vengono distribuite le forze sulle prese e come cambiano il gesto tecnico e l’attivazione muscolare con il progressivo aumento della fatica. Queste informazioni potranno avere ricadute importanti non soltanto nello studio della prestazione sportiva, ma anche nella definizione di nuovi metodi di allenamento, nella prevenzione degli infortuni e nella formazione di atleti e tecnici. Le applicazioni previste, infatti, riguardano anche ambiti diversi dallo sport, come la riabilitazione motoria e la sicurezza sul lavoro negli ambienti verticali.
La dichiarazione di Alessandro Colombo: “studiare l’arrampicata in condizioni molto più vicine alla pratica reale”
“Il nuovo spazio ci permette di studiare l’arrampicata in condizioni molto più vicine alla pratica reale, mettendo insieme sensori, analisi del movimento e modelli matematici”, spiega Alessandro Colombo, coordinatore del Climbing Lab del Politecnico di Milano. “L’obiettivo è comprendere sempre meglio il movimento umano, le forze e i carichi, l’interazione con le attrezzature e le strategie utilizzate negli ambienti verticali. Le possibili applicazioni vanno dalle tecnologie per lo sport all’utilizzo dell’arrampicata in ambito riabilitativo, fino alla sicurezza sul lavoro. Il sostegno del Club Alpino Italiano è stato fondamentale per creare uno spazio nel quale ingegneria, ricerca e pratica dell’arrampicata possano incontrarsi e generare nuove soluzioni”. Il nuovo spazio rappresenta quindi un punto di incontro tra discipline diverse, nel quale l’esperienza degli sportivi può diventare una fonte di dati per sviluppare strumenti tecnologici sempre più avanzati.
Il ruolo del Club Alpino Italiano: ricerca, formazione e cultura della montagna
Il contributo del Club Alpino Italiano non si è limitato al sostegno per la realizzazione della struttura, ma punta a sviluppare una collaborazione stabile con il mondo della ricerca. Atleti, istruttori e tecnici del CAI potranno infatti mettere a disposizione dei ricercatori la propria esperienza maturata nella pratica dell’arrampicata, contribuendo alla definizione delle domande di ricerca, delle modalità sperimentali e degli aspetti tecnici da approfondire. Una collaborazione che punta a creare nuove conoscenze sul gesto dell’arrampicatore e sulle modalità più efficaci per migliorare formazione, prevenzione e sicurezza. “Per il Club Alpino Italiano questo progetto rappresenta un investimento nella conoscenza e nel futuro dell’arrampicata, ma anche un modo concreto per avvicinare nuove persone alla montagna”, aggiunge Antonio Montani, Presidente generale del Club Alpino Italiano.
“Pensiamo che l’arrampicata indoor possa essere una porta d’ingresso importante: si può iniziare in palestra, imparando tecnica, attenzione e consapevolezza, per poi arrivare a frequentare l’ambiente naturale con maggiore responsabilità. La montagna sta vivendo una fase delicata e ha bisogno di persone preparate, rispettose e consapevoli, capaci di praticare sport prendendosi cura dei luoghi che attraversano. Per affrontare queste sfide servono competenze diverse e tutte le intelligenze disponibili. È anche per questo che consideriamo particolarmente preziosa la collaborazione con il Politecnico, con cui il CAI porta avanti già numerose iniziative, non soltanto a Milano ma anche in altri territori e direttamente in montagna. Qui, in particolare, l’esperienza sportiva si integra con la ricerca scientifica e tecnologica: mettere in relazione le competenze dei nostri atleti, istruttori e tecnici con quelle dei ricercatori significa creare strumenti nuovi per conoscere meglio il gesto dell’arrampicatore, migliorare la formazione, approfondire temi come l’affaticamento, la prevenzione degli infortuni e la sicurezza, e costruire un modo sempre più consapevole di vivere la montagna”.
La Giuriati Gym del Politecnico di Milano: un polo sportivo da 4,8 milioni di euro
Il nuovo Climbing Lab si inserisce all’interno della più ampia struttura della Giuriati Gym del Politecnico di Milano, un centro sportivo che rappresenta un investimento significativo per l’ateneo. L’edificio dispone di circa 1.700 metri quadrati coperti, ai quali si aggiungono circa 1.500 metri quadrati di spazi sportivi esterni, con un centro fitness e nuovi campi sportivi polivalenti. L’investimento complessivo per la realizzazione della Giuriati Gym ammonta a 4,8 milioni di euro: di questi, 3,9 milioni di euro sono stati finanziati da Regione Lombardia, mentre 900 mila euro sono stati messi a disposizione dal Politecnico di Milano. Con il nuovo laboratorio, l’arrampicata entra così in una nuova dimensione: non soltanto disciplina sportiva, ma anche terreno di sperimentazione per ingegneria, medicina dello sport e tecnologie dedicate allo studio del movimento umano. Un ambiente nel quale il gesto dell’atleta diventa informazione scientifica e la ricerca può contribuire a migliorare tecnica, sicurezza e conoscenza degli sport verticali.


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