Previsioni Meteo, a lungo termine spunta una clamorosa irruzione di freddo per 23 e 24 settembre

Previsioni Meteo a lungo termine: la svolta artica confermata dal modello europeo ECMWF dopo la sequenza di veloci cicloni in arrivo sulla Penisola

Il quadro meteorologico sull’Europa e sul Mediterraneo si prepara a subire una metamorfosi radicale nel corso dei prossimi dieci giorni, proponendo scenari di spiccata dinamicità atmosferica. Le ultime elaborazioni modellistiche confermano la drastica fine dell’estate, decisamente precoce nelle Regioni del Sud rispetto alla consueta tabella di marcia stagionale, sostituita da una sequenza serrata di ondate di maltempo destinate a culminare con un evento di freddo anomalo precoce di matrice polare tra una decina di giorni. Infatti proprio nella terza decade del mese di settembre, la configurazione barica continentale potrebbe assumere connotati quasi invernali, proiettando l’Italia dentro un contesto climatico ben diverso rispetto alle medie del periodo.

Dal Ciclone Mediterraneo al Sud alla potente Genova Low al Centro-Nord

Prima di analizzare nel dettaglio la possibile colata di freddo di fine mese, è fondamentale ricostruire la complessa catena di eventi atmosferici che caratterizzerà la settimana in corso. La situazione meteorologica sull’Italia si presenta già fortemente compromessa a causa della formazione di un pericoloso Ciclone Mediterraneo tra Sicilia e Malta, destinato a provocare maltempo estremo al Sud tra lunedì e martedì. I dettagli di questa severa fase di instabilità con piogge torrenziali e violente mareggiate sono stati approfonditi nell’analisi dedicata al ciclone in formazione al Sud.

Non ci sarà tuttavia il tempo di riprendere il fiato, poiché subito dopo la depressione meridionale, la circolazione atmosferica europea subirà un nuovo e profondo strappo. Tra mercoledì 16 e giovedì 18 settembre un ulteriore affondo depressionario di origine nord-atlantica spalancherà le porte a una nuova violenta fase di maltempo, innescando la genesi di una Genova Low da manuale. Questo secondo sistema ciclonico investirà in pieno le regioni del Nord e del Centro Italia con precipitazioni intense, temporali e forti venti, come evidenziato nello studio specifico sul nuovo ciclone in arrivo al Nord e Centro Italia.

Prospettive di freddo quasi invernale tra il 23 e il 24 Settembre: la configurazione descritta da ECMWF

Terminato il transito dei primi due cicloni, l’attenzione della meteorologia a lungo termine si sposta sull’evoluzione attesa attorno al 23 e 24 settembre. Gli aggiornamenti dei modelli matematici odierni, e in particolare il prestigioso centro di calcolo europeo ECMWF, stanno insistendo con forza da diversi giorni su uno scenario di rara intensità. Le mappe sinottiche per la terza decade mostrano l’elevazione verso nord di un imponente anticiclone atlantico, capace di spingersi fin verso la Scandinavia e il Mare del Nord. Questa mossa bloccherà le calde correnti occidentali e attiverà lungo il suo bordo orientale la discesa di una vasta e profonda saccatura ricolma di aria fredda polare.

martedì 22 settembre
L’affondo freddo previsto dal modello europeo ECMWF già per martedì 22 settembre
mercoledì 23 settembre
Ancora più freddo nella mappa sinottica per mercoledì 23 settembre

L’azione congiunta del blocco alto-pressorio a nord e del minimo depressionario in approfondimento sul Centro Europa causerà lo sprofondamento di una goccia fredda o di un vero e proprio vortice ciclonico freddo direttamente verso la Penisola Italiana. A livello termico, l’effetto di questo impianto barico sarebbe un vero e proprio tracollo delle temperature, con i valori alla quota isobarica di 850 hPa che crollerebbero abbondantemente al di sotto delle medie storiche di settembre. Se questa dinamica venisse confermata, tra il 23 e il 24 settembre l’Italia passerebbe repentinamente da condizioni autunnali standard a un clima dai tratti tardo-autunnali o quasi invernali, con gelate precoci sulle Alpi e lungo la dorsale appenninica, oltre alla comparsa della neve a quote basse per la stagione.

temperature mercoledì 23 settembre
Le temperature previste ad 850hPa dal modello europeo ECMWF per mercoledì 23 settembre
temperature giovedì 24 settembre
Le temperature previste ad 850hPa dal modello europeo ECMWF per giovedì 24 settembre

Limiti della meteorologia, cautele necessarie e l’importanza delle conferme

Dinanzi a scenari di tale portata è doveroso mantenere la massima cautela analitica e ricordarsi che la meteorologia non è una scienza esatta. La formulazione di previsioni meteo a lungo termine, specie a una distanza temporale di 8-10 giorni, è soggetta a un naturale margine di incertezza legato alla complessità delle dinamiche fluide dell’atmosfera. Piccoli spostamenti nell’asse dell’anticiclone atlantico potrebbero modificare sostanzialmente la traiettoria finale della colata fredda, deviandola più a est verso i Balcani o facendola scivolare più a ovest verso la Penisola Iberica.

Va tuttavia sottolineato che la costanza con cui il modello ECMWF sta riproponendo da diversi runs consecutivi l’arrivo di questo impulso di aria fredda conferisce all’ipotesi un grado di affidabilità non trascurabile. Pur considerando la necessità di ulteriori conferme nei prossimi giorni, l’inquadramento generale per la fine di settembre suggerisce a tutti gli effetti un definitivo e traumatico cambio di stagione, segnato da marcati sbalzi termici e venti sostenuti dai quadranti settentrionali.

I precedenti storici di freddo anomalo a settembre in Italia

L’eventuale verificarsi di una severa avvezione fredda a settembre trova riscontro in una serie di memorabili precedenti storici che dimostrano quanto il primo mese dell’autunno meteorologico possa riservare sorprese gelide. Il caso più clamoroso risale al settembre 1931, quando verso la fine del mese un’eccezionale irruzione polare provocò gelate diffuse in Pianura Padana e nei fondovalle dell’Italia centrale, con la stazione di Firenze Peretola che sfiorò incredibilmente la soglia dello zero termico.

Un altro evento iconico si registrò tra il 18 e il 22 settembre 1977, periodo in cui una vasta colata d’aria artica penetrò nel Mediterraneo portando la neve fino a quote collinari sull’Appennino e crolli termici da pieno inverno su tutta la rete di rilevamento. Anche a metà settembre 1971 si verificò un crollo delle temperature eccezionale in libera atmosfera, mentre in tempi più recenti è impossibile non citare l’irruzione del settembre 2020, quando tra il 25 e il 27 del mese imbiancate diffuse raggiunsero quote inferiori ai 1.400 metri e le minime piombarono su valori da novembre in gran parte del Nord Italia.

Se l’evoluzione prevista per il 23-24 settembre 2026 dovesse ricalcare tali dinamiche, l’Italia si troverebbe di fronte a uno dei più precoci e intensi episodi di freddo anomalo del nuovo millennio, ponendo una pietra tombale definitiva sulle velleità estive, comunque già in archivio con il fresco autunnale e il maltempo di questi giorni e di tutta la settimana entrante. Su questo, non c’è alcun dubbio previsionale.

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