Salmonella nelle scuole della Val Trompia, salgono a 89 i casi di tossinfezione: 14 bambini ricoverati

Ats Brescia conferma la presenza del batterio in alcuni primi esami ospedalieri. I piccoli pazienti sono stabili o in miglioramento, mentre proseguono le verifiche sugli alimenti distribuiti nelle scuole

Sale il bilancio del focolaio di tossinfezione alimentare che ha coinvolto diversi istituti scolastici della Val Trompia, nel territorio di Brescia. I casi sintomatici individuati sono arrivati complessivamente a 89 persone, tra bambini e adulti, mentre proseguono gli accertamenti per individuare con certezza l’origine del contagio. La novità più rilevante riguarda i primi risultati degli esami effettuati in ambito ospedaliero: in alcuni piccoli pazienti è stata riscontrata la presenza di salmonella, un batterio responsabile di infezioni intestinali che può provocare sintomi come febbre, dolori addominali, nausea, vomito e diarrea.

Focolaio nelle scuole della Val Trompia: 14 bambini ricoverati

Secondo quanto comunicato dall’Ats di Brescia, alle ore 16 di oggi i casi sintomatici accertati sono complessivamente 89, comprendendo anche persone adulte. Tra i casi più delicati ci sono i bambini ricoverati nelle strutture sanitarie bresciane. L’Ats ha spiegato che sono 9 i pazienti pediatrici ricoverati all’Asst Spedali Civili di Brescia e 5 quelli ricoverati alla Fondazione Poliambulanza. Le condizioni dei piccoli pazienti, secondo quanto riferito dalle autorità sanitarie, non destano al momento particolare preoccupazione: “tutte le persone ricoverate sono sotto controllo e le loro condizioni sono stabili o in miglioramento”. Le strutture sanitarie continuano quindi a monitorare l’evoluzione clinica dei bambini coinvolti, mentre gli specialisti proseguono il lavoro per ricostruire la catena epidemiologica e individuare il possibile punto di origine della contaminazione.

Primi accertamenti: rilevata la salmonella nei piccoli pazienti

Gli esami di laboratorio effettuati sui bambini ricoverati hanno fornito un primo elemento utile per le indagini. L’Ats di Brescia ha infatti comunicato che “al momento alcuni primi accertamenti di laboratorio effettuati in ambito ospedaliero sui piccoli pazienti hanno dato come risultato la presenza di salmonella”. Il dato rappresenta un importante passo avanti nell’identificazione della causa della tossinfezione alimentare, anche se resta ancora da verificare se il batterio individuato nei pazienti sia effettivamente lo stesso eventualmente presente negli alimenti consumati nelle mense scolastiche. L’Ats ha infatti precisato che “sono in corso gli esami di laboratorio rispetto agli alimenti somministrati i cui risultati saranno disponibili tra qualche giorno: resta quindi da confermare che anche negli alimenti attualmente ancora sotto esame sia presente lo stesso microrganismo”.

Sotto osservazione il centro cottura che ha preparato i pasti

Le indagini si stanno concentrando anche sul centro cottura che ha fornito i pasti alle scuole interessate dal focolaio. Gli accertamenti riguardano in particolare le preparazioni distribuite nei giorni immediatamente precedenti alla comparsa dei sintomi. Secondo le informazioni raccolte, il centro cottura sotto osservazione ha preparato 219 pasti il 10 settembre e 210 pasti l’11 settembre. Proprio in quei giorni potrebbe essersi verificata l’esposizione al fattore responsabile dei malori, anche se al momento non è ancora stata stabilita una correlazione definitiva. L’insorgenza dei sintomi è stata registrata tra l’11 e il 13 settembre, una finestra temporale compatibile con diverse forme di tossinfezione alimentare, ma gli esperti attendono i risultati completi degli esami microbiologici prima di arrivare a conclusioni definitive.

Centro cottura fermo da lunedì: i nuovi pasti arrivano da altre strutture

Per garantire la sicurezza delle forniture alimentari, il centro cottura interessato non è operativo da alcuni giorni. L’Ats ha comunicato che “tale centro non è operativo da lunedì 14 settembre, compreso”. L’agenzia sanitaria ha inoltre chiarito che i pasti distribuiti nelle scuole della Val Trompia a partire da quella data non provengono dalla struttura coinvolta nelle verifiche: “i pasti forniti dalla ditta da lunedì 14 settembre nei territori della Val Trompia provengono da altri centri cottura non interessati dalla vicenda”. Nel frattempo continuano le analisi sugli alimenti sequestrati e sui campioni raccolti dagli operatori sanitari.