Segnali radio da un pianeta alieno: scoperta storica a 64 anni luce dalla Terra

Gli astronomi hanno captato per la 1ª volta emissioni provenienti direttamente da un esopianeta. Il mistero svelato grazie alle aurore del gigante gassoso β Pictoris b

Gli esopianeti sono mondi esotici che orbitano attorno a stelle lontane ben oltre i confini del nostro Sistema Solare. Fin da quando i primi sono stati scoperti negli anni 90, gli astronomi hanno rivolto la loro attenzione verso questi luoghi remoti per comprenderne appieno la natura e i misteri nascosti nel profondo dello Spazio. Adesso, per la 1ª volta nella storia dell’astronomia, gli scienziati sono riusciti a rilevare segnali radio provenienti direttamente da uno di questi corpi celesti, un massiccio gigante gassoso battezzato con il nome di β Pictoris b. Le precedenti rilevazioni radio provenienti da sistemi esoplanetari non potevano essere ricondotte con certezza assoluta al pianeta stesso, poiché gli studiosi non erano in grado di distinguere se il segnale avesse origine dalla stella madre o dal corpo orbitante. Questa scoperta rivoluzionaria apre nuove e affascinanti prospettive per l’esplorazione del cosmo.

Il mistero dei segnali radio e le aurore aliene

No, questa rilevazione non rappresenta la prova di una civiltà aliena intenta a comunicare. Le onde radio captate provengono da aurore legate al potente campo magnetico del pianeta. Le aurore si verificano quando particelle cariche ad alta energia viaggiano lungo le linee del campo magnetico di un pianeta e interagiscono con la sua alta atmosfera. Sulla Terra, ad esempio, questo fenomeno affascinante produce le spettacolari luci del Nord. Un team di scienziati guidato da Kevin Ortiz Ceballos presso il Center for Astrophysics | Harvard & Smithsonian ha utilizzato il radiotelescopio MeerKAT situato in Sudafrica per studiare il sistema planetario di β Pictoris, che si trova a circa 64 anni luce di distanza.

Come è stata individuata la fonte

Gli esperti hanno captato deboli e ripetuti scoppi di segnali radio originati dal sistema di β Pictoris. Inizialmente, non sapevano se le onde radio provenissero dalla stella o da uno dei suoi pianeti. Per individuare con precisione la fonte, i ricercatori hanno confrontato le loro immagini radio con le posizioni precise di quasar di fondo estremamente distanti, che hanno agito come marcatori fissi. Questa tecnica ha permesso loro di tracciare le posizioni esatte sia della stella che del pianeta. Quando hanno sovrapposto le immagini radio su quella mappa, il segnale si è allineato perfettamente con la posizione di β Pictoris b. I ricercatori hanno dichiarato: “In questo studio riportiamo la 1ª rilevazione diretta di emissione radio aurorale da un esopianeta, il pianeta gigante β Pictoris b, con l’array MeerKAT“, nell’articolo pubblicato sul server di preprint arXiv.

Una finestra sul cuore del pianeta

I segnali radio hanno rivelato preziose informazioni sulla natura stessa del corpo celeste. I ricercatori hanno calcolato che β Pictoris b possiede un’intensità del campo magnetico di almeno 1250 gauss nel punto in cui vengono prodotte le onde radio. Si tratta di una potenza di gran lunga superiore al campo magnetico di Giove. Come evidenziato dagli studiosi, “Questa costituisce la 1ª misurazione diretta dell’intensità del campo magnetico per un esopianeta“. Nel loro documento, gli autori affermano che questo risultato corrisponde fedelmente alle previsioni teoriche per l’intensità dei campi magnetici generati da pianeti giganti massicci e giovani. La scoperta offre agli scienziati un metodo del tutto nuovo per misurare direttamente il campo magnetico di un esopianeta e per testare i modelli teorici degli interni planetari.