Siccità, le piogge aiutano il Po e i grandi laghi: severità idrica ‘media’ dopo 68 giorni

Siccità, le piogge diffuse da fine agosto, con picchi superiori ai 100 millimetri tra Appennino piacentino e parmense, hanno invertito il trend e favorito la regressione del cuneo salino nel delta

Si abbassa a “media con precipitazioni” il livello di severità idrica nel distretto del Po, rientrando gradualmente dopo 68 giorni ininterrotti di elevata criticità (dal 16 giugno al 22 agosto) dovuti a portate ai minimi e ad un’anomalia termica senza precedenti. Secondo i dati dell’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici, coordinato dall’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po (AdBPo), l’estate appena conclusa si è confermata fra le più calde mai registrate (in Piemonte la più calda degli ultimi 70 anni), causando forte stress per agricoltura, idroelettrico e idropotabile, con 15 Comuni piemontesi tuttora riforniti da autobotti. Le piogge diffuse da fine agosto, con picchi superiori ai 100 millimetri tra Appennino piacentino e parmense, hanno però invertito il trend e favorito la regressione del cuneo salino nel delta.

I grandi laghi

Per quanto riguarda i grandi laghi alpini, naturale riserva d’acqua per il Po, sono in netto recupero il Lago di Como (riempimento al 54,9%), quello d’Iseo (77,3%), quello di Garda (38,8%) e dell’Idro (31%). Permane sotto osservazione il Lago Maggiore, sceso sotto lo zero idrometrico di Sesto Calende (riempimento al 35%). In Emilia-Romagna non si registrano criticità potabili, mentre in Lombardia soffre ancora il Ticino. Nonostante le piogge in ripresa, l’Autorità di bacino segnala deficit residui in Piemonte.

Si chiude un “lungo periodo di stress idrico”

Commentando i dati, il Segretario dell’Autorità Alessandro Delpiano afferma: “si chiude, quasi definitivamente, una delle stagioni irrigue più critiche dell’intero decennio. Dopo la grande siccità del 2022, anche quella di quest’anno si è manifestata con un lungo periodo di stress idrico che ha causato problemi per l’economia dei territori, le comunità, l’habitat e la biodiversità“. Il Po, aggiunge Delpiano, “rappresenta un valore irrinunciabile per il nostro Paese ed è fondamentale che da qui in avanti si possano affrontare le crisi non più come un’emergenza, ma con un approccio di prevenzione della gestione della risorsa idrica“. Pertanto “oltre all’auspicabile adeguamento e ammodernamento delle infrastrutture idriche che richiedono sostegno e finanziamento, occorre adeguare gli strumenti normativi e le possibilità di azioni più proporzionali alla gravità dei fenomeni”, conclude il Segretario. Intanto l’osservatorio si riunirà nuovamente il prossimo 21 ottobre per proseguire il monitoraggio del bacino.