L’imponente Starship di SpaceX, il razzo più grande e potente al mondo, è stato lanciato oggi per un importante volo di prova, il 14° da 2023 ad oggi. Si tratta del primo tentativo in assoluto di lancio in orbita per questo veicolo, che trasporterà nello spazio un carico operativo composto da 26 satelliti Starlink V3 potenziati per la connessione internet ad alta velocità. Starship ha lasciato la torre di lancio a Starbase in Texas alle 14:49 (ora italiana), diretto verso lo spazio. Dopo 2 minuti e 34 secondi di volo, Starship ha eseguito con successo la manovra di hot-staging tra il booster Super Heavy 21 e la Ship 41. Il booster 21 ha poi effettuato la manovra di rientro (boostback burn), mentre la Ship 41 proseguiva verso l’orbita. Il booster 21 ha completato la manovra di landing burn sopra l’area prevista per l’ammaraggio nel Golfo, mentre lo stadio superiore Ship continuava la spinta dei motori per raggiungere lo spazio.
Uno dei motori Raptor 3 del veicolo si è spento inaspettatamente in anticipo, ma la Ship è riuscita a compensare l’imprevisto e a completare la manovra di propulsione. SpaceX ha deciso di tentare la manovra di inserimento in orbita della Ship 41, a seguito della valutazione di un arresto anticipato di un motore durante la fase di ascesa. La manovra di inserimento in orbita prevede l’accensione di un singolo motore Raptor 3 per circolarizzare l’orbita della Starship a un’altitudine di circa 275km: il potente razzo Starship è così entrato nell’orbita terrestre per la prima volta. Il rilascio dei carichi utili Starlink richiederà circa 30 minuti. Si tratta dei primi esemplari dedicati a una nuova megacostellazione in orbita terrestre bassa, destinata nei piani aziendali a raggiungere quota 100mila veicoli spaziali rispetto agli 11mila attualmente operativi.
Era l’obiettivo principale del test di volo 14 di Starship: raggiungere l’orbita per la prima volta e rilasciare 26 satelliti Starlink in un’orbita operativa. “Starship è in orbita“, ha confermato il centro di controllo missione. La folla presente alla Starbase di SpaceX è esplosa di entusiasmo. Starship ha ancora molta strada da percorrere ma quella di oggi è già una giornata fondamentale per SpaceX.
Dopo il dispiegamento da Starship, i satelliti Starlink V3 apriranno le loro antenne, dispiegano i pannelli solari ed effettueranno il primo contatto con il suolo e il resto della costellazione Starlink tramite collegamenti a radiofrequenza e laser. Tre di questi satelliti avranno inoltre un compito molto particolare: saranno equipaggiati con telecamere e, dopo il rilascio, riprenderanno lo scudo termico di Ship. Le immagini permetteranno agli ingegneri di analizzare il comportamento delle protezioni termiche, uno degli elementi più critici dell’intero sistema.
Cosa aspettarsi dal volo
Durante la traiettoria programmata, Ship avrebbe dovuto compiere 6 giri completi intorno al pianeta Terra per poi rientrare nell’atmosfera ed effettuare un ammaraggio controllato nell’Oceano Pacifico, al largo delle coste del Cile, a quasi 10 ore dal decollo. Si tratta di un cambiamento radicale rispetto ai precedenti test suborbitali, che duravano al massimo 65 minuti e terminavano nell’Oceano Indiano, a Ovest dell’Australia. Ma SpaceX ha deciso di far rientrare Starship dall’orbita prima del previsto. Dopo aver valutato lo stato dello stadio superiore durante il primo controllo in orbita, i tecnici di SpaceX hanno deciso di far rientrare il veicolo spaziale sulla Terra in anticipo rispetto ai piani. Invece di trascorrere altre 7 ore e mezza in orbita, la Ship 41 effettuerà la manovra di deorbit burn intorno alle 17 ora italiana, con ammaraggio nel Pacifico settentrionale.
Le sfide future tra rifornimenti in orbita e le prossime missioni per la NASA
L’obiettivo a lungo termine prevede il ritorno di entrambi gli stadi direttamente sulla rampa di lancio, dove le braccia meccaniche della torre di servizio cattureranno gli stadi al volo. SpaceX ha già dimostrato con successo questa manovra per 3 volte con il booster Super Heavy, ma non ha ancora provato a ripeterla con la navetta. Anche se il test odierno dovesse concludersi con un successo perfetto, restano ancora importanti ostacoli tecnologici prima di rendere operativo il sistema. Ciascuna missione rivolta oltre l’orbita terrestre richiederà infatti molteplici incontri ravvicinati con navette cisterna per effettuare il rifornimento di propellente nello Spazio. Questo trasferimento di carburante fuori dalla Terra rappresenta un passaggio chiave mai eseguito prima, che verrà testato nei prossimi voli sperimentali. Inoltre, in vista delle missioni con equipaggio umano, la navetta dovrà essere equipaggiata con un sistema di supporto vitale avanzato. La NASA ha già selezionato Ship come primo modulo di allunaggio con equipaggio per il programma Artemis, programmando il ritorno dell’uomo sulla Luna per il 2028 all’interno della missione Artemis IV.
Il razzo del futuro
Starship è alto 124 metri e può trasportare oltre 110 tonnellate in orbita terrestre, secondo le specifiche tecniche di SpaceX. Sia il booster Super Heavy che lo stadio superiore Ship sono progettati per essere completamente e rapidamente riutilizzabili. SpaceX ritiene che questa combinazione di potenza e riutilizzabilità sarà rivoluzionaria, consentendo all’umanità di espandere la propria presenza verso l’ultima frontiera come mai prima d’ora. Ad esempio, il CEO di SpaceX, Elon Musk, ha più volte sottolineato il potenziale di Starship nel rendere economicamente sostenibile la colonizzazione di Marte.


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