La missione Hera è “attualmente in viaggio e raggiungerà Didymos il 25 novembre prossimo. Cominceremo a volare a qualche chilometro di distanza dalla superficie, attivando tutti gli strumenti a bordo che ci permetteranno di caratterizzare la deviazione impartita dalla sonda Dart della NASA, che ha impattato questa luna a settembre del 2022″. Lo spiega all’Agenzia Dire Ian Carnelli, project manager della missione Hera dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), nel corso dell’open day del centro Esrin di Frascati. “Gli scienziati – sottolinea Carnelli – si aspettavano una deviazione di circa 5 minuti, quindi un rallentamento della luna intorno all’asteroide principale di 5 minuti. In realtà la deviazione è stata di 23 minuti. Quindi significa che i nostri modelli scientifici, matematici, che descrivono le caratteristiche degli asteroidi non sono corretti e quindi sono da migliorare. Per questo c’è la missione Hera che raccoglierà una serie di informazioni sulla composizione chimica, mineralogica, la struttura interna, la temperatura e le caratteristiche fisiche di questo asteroide per permetterci di migliorare questi modelli e quindi in futuro di progettare delle missioni di deviazione ancora più precise“.
Il sistema di difesa planetaria dell’ESA
L’Agenzia Spaziale Europea “ha ormai messo in piedi un vero sistema di difesa planetaria che è basato su 3 pilastri di attività – aggiunge Carnelli – Il primo è quello di scoprire gli asteroidi, quindi un network di telescopi a terra che ci permette di catalogare gli asteroidi ma anche di calcolarne la traiettoria e quindi la posizione nel futuro. Un secondo pilastro è proprio qui a Frascati, il Centro di Coordinamento degli Asteroidi, dove un gruppo di matematici e fisici calcolano le traiettorie degli asteroidi e quindi le probabilità di impatto nei due secoli a venire con la Terra. E poi infine il terzo pilastro è una serie di missioni che ci permettono di capire meglio cosa sono questi oggetti, quindi la loro struttura interna, la loro composizione, ma anche di mettere in piedi un vero sistema di deviazione di asteroidi”. Ci sono, in particolare, la già menzionata missione Hera, e la missione Ramses, che “verrà lanciata ad aprile del 2028 per raggiungere un asteroide molto famoso nella comunità che si chiama Apophis e che passerà venerdì 13 aprile del 2029, sopra i nostri cieli a meno di 36.000 km di distanza dalla Terra”, conclude Carnelli.


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