L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha confermato di essere a conoscenza dei ritardi che interessano il calendario dei lanci del razzo Ariane 6, a seguito di segnalazioni riguardanti un’anomalia alla turbopompa del motore. La testata francese La Tribune ha riferito per prima, il 17 settembre, di un problema a un componente non specificato di Ariane 6. Secondo l’articolo, i controlli supplementari avrebbero dovuto alterare la cadenza di lancio prevista da Arianespace per il resto del 2026. Un servizio pubblicato il giorno seguente da Peter de Selding su Space Intel Report ha identificato il componente in questione come una turbopompa del motore, segnalando che l’anomalia era stata rilevata durante le verifiche a terra nel mese di agosto. L’autore ha aggiunto che il problema potrebbe limitare a uno o due il numero di lanci di Ariane 6 previsti per quest’anno, anziché le tre o quattro missioni inizialmente programmate.
L’ESA, responsabile della gestione complessiva del programma Ariane 6, ha confermato di essere al corrente dei ritardi nel calendario dei lanci del razzo, ma ha preferito non commentare la causa scatenante del problema. “L’ESA è a conoscenza dei ritardi“, ha dichiarato un portavoce dell’agenzia a European Spaceflight, in risposta a una domanda sulle notizie relative al problema tecnico emerso.
Modifiche al calendario 2026
In una nota inviata a European Spaceflight, ArianeGroup e Arianespace hanno confermato la necessità di modificare il calendario delle missioni per il 2026, in attesa del completamento di ulteriori verifiche sulla linea di produzione di Ariane 6. “L’incremento della produzione industriale di Ariane 6 procede regolarmente e l’intera filiera industriale è sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo di 9-10 lanci già nel 2027”, hanno affermato le aziende. “Tuttavia, sarà necessario adeguare il calendario delle missioni di quest’anno, poiché è necessario effettuare ulteriori controlli, attualmente in corso, sulla linea di produzione di Ariane 6“.
Le società non hanno fornito ulteriori dettagli sulla natura dei controlli né hanno confermato se questi siano legati all’anomalia della turbopompa segnalata. Secondo Space Intel Report, i responsabili stanno valutando se la turbopompa interessata possa essere riparata presso il sito di lancio nella Guyana francese o se debba essere sostituita.
Le turbopompe di Ariane 6
Una turbopompa è una pompa ad alta velocità che trasferisce i propellenti liquidi dai serbatoi del razzo alla camera di combustione del motore. Ariane 6 è dotato di quattro turbopompe distribuite tra i suoi due motori a propellente liquido: il motore Vulcain 2.1 per lo stadio principale e il motore Vinci per lo stadio superiore. Ciascun motore dispone di una turbopompa per l’ossigeno liquido e di una per l’idrogeno liquido.
Attualmente, l’azienda italiana Avio produce le turbopompe per l’ossigeno liquido di entrambi i motori, mentre ArianeGroup realizza quelle per l’idrogeno. Tuttavia, questa ripartizione è destinata a cambiare. Nel dicembre 2024, gli Stati membri dell’ESA hanno concordato di trasferire la responsabilità delle turbopompe per l’ossigeno da Avio ad ArianeGroup France; sarà lo stabilimento dell’azienda a Vernon ad assumersi l’incarico della loro produzione. Tale trasferimento non è ancora stato completato e Avio continua a produrre le turbopompe per l’ossigeno liquido del razzo. Al momento, non è ancora chiaro quale delle quattro turbopompe di Ariane 6 sia interessata dall’anomalia segnalata.
Il problema arriva in un momento critico per l’Europa, che punta su Ariane 6 per recuperare capacità di lancio dopo il pensionamento di Ariane 5 e la crescente pressione del mercato commerciale. Il 2026 rischia, dunque, di chiudersi con solo 5-6 missioni Ariane 6, ben al di sotto degli obiettivi fissati per l’anno.


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