Una suggestiva manifestazione elettrica è stata ripresa nella notte del 10 settembre 2026 da Ayora, località situata nella Comunità Valenciana, in Spagna. La telecamera, orientata verso sud, ha registrato alle 02:52 una serie di sottili bagliori rossastri comparsi per pochi istanti nel cielo, al di sopra di un’area temporalesca visibile in lontananza. Il fenomeno è stato descritto come “spettro rosso” osservato da Ayora, con la precisazione che la videocamera puntava in direzione meridionale. L’immagine mostra diverse strutture luminose verticali, di colore rossastro e rosato, che sembrano svilupparsi nella parte superiore dell’inquadratura. Più in basso è invece riconoscibile il bagliore diffuso prodotto dall’attività elettrica del temporale oltre l’orizzonte. Per aspetto e collocazione, la manifestazione potrebbe essere compatibile con uno sprite rosso, ma la singola immagine non consente di stabilirne con assoluta certezza tutte le caratteristiche.
Che cos’è uno sprite rosso
Gli sprite rossi sono eventi luminosi transitori che si verificano negli strati superiori dell’atmosfera, molto più in alto rispetto ai comuni fulmini osservati all’interno delle nubi o tra una nube e il suolo. In ambito scientifico vengono inseriti nella più ampia categoria dei Transient Luminous Events, indicati anche con la sigla TLE. Non si tratta, quindi, di normali fulmini dalla colorazione insolita. Gli sprite sono scariche estremamente rapide che possono apparire sopra grandi sistemi temporaleschi, in relazione a intense scariche elettriche prodotte più in basso. Il fenomeno si manifesta generalmente nella mesosfera, raggiungendo quote di diverse decine di chilometri. La loro luce caratteristica tende al rosso o all’arancione nella parte superiore, mentre le strutture più basse possono presentare tonalità differenti e ramificazioni sottilissime. La forma è estremamente variabile: alcuni sprite assomigliano a colonne verticali, altri ricordano meduse, carote, filamenti o gruppi di luci sospese sopra il temporale. Nella ripresa effettuata da Ayora si distinguono più elementi luminosi quasi paralleli. La qualità dell’immagine e la distanza dell’evento non consentono di osservarne ogni dettaglio, ma la disposizione dei bagliori è coerente con quella di un possibile gruppo di sprite generato sopra un sistema temporalesco lontano.
Una scarica elettrica sopra il temporale
La caratteristica più affascinante degli sprite è la loro posizione. Mentre i fulmini ordinari si sviluppano prevalentemente nella troposfera, dove si formano le nubi e si concentra la maggior parte dei fenomeni meteorologici, queste emissioni luminose compaiono molto più in alto. Gli sprite possono essere innescati dalle variazioni del campo elettrico prodotte da fulmini particolarmente intensi. La scarica sottostante modifica rapidamente l’equilibrio elettrico dell’atmosfera e può favorire l’accensione momentanea di una vasta regione rarefatta posta sopra il temporale. La luminosità rossastra è legata all’interazione tra il campo elettrico e le molecole presenti nell’alta atmosfera, in particolare l’azoto. Il fenomeno dura pochissimo, talvolta soltanto pochi millesimi di secondo, e proprio questa rapidità rende difficile osservarlo a occhio nudo e ancora più complesso fotografarlo con chiarezza.
La telecamera puntava verso sud
L’indicazione relativa all’orientamento della telecamera rappresenta un dato importante: il dispositivo installato ad Ayora puntava verso sud. Ciò permette di stabilire la direzione nella quale è comparsa la manifestazione luminosa, ma non è sufficiente, da solo, per determinare l’esatta posizione geografica del temporale che potrebbe averla generata. Gli sprite sono infatti visibili anche da distanze considerevoli, soprattutto quando l’orizzonte è abbastanza libero e l’osservatore si trova lontano dalle luci più intense dei centri urbani. Essendo collocati a quote molto elevate, possono apparire sopra temporali situati a decine o persino centinaia di chilometri dal punto di osservazione.
La ripresa da Ayora documenta chiaramente un’area illuminata dall’attività temporalesca nella parte bassa del cielo e, molto più in alto, i bagliori verticali rossastri. Il rapporto spaziale tra le due componenti costituisce uno degli elementi che fanno pensare a un evento luminoso transitorio sopra le nubi. Non è tuttavia possibile ricavare dalla sola fotografia quale specifica cella temporalesca abbia prodotto l’evento, né stabilire con precisione la distanza, l’altezza e l’intensità delle scariche. Per una localizzazione affidabile sarebbe necessario confrontare l’orario della ripresa con i dati delle reti di rilevamento dei fulmini, le immagini satellitari e le osservazioni radar.
Perché sono così difficili da vedere
I cosiddetti “spettri rossi” sono sfuggenti per diverse ragioni. La prima è la durata estremamente breve. La seconda è la loro luminosità generalmente debole rispetto a quella di un fulmine vicino. La terza riguarda la necessità di osservare il cielo al di sopra di un temporale lontano, possibilmente in condizioni di buona visibilità e con un orizzonte non ostruito. Una tempesta troppo vicina può nascondere gli sprite dietro le nubi, mentre l’inquinamento luminoso e la foschia possono attenuarne il colore. Le telecamere sensibili utilizzate per il monitoraggio notturno aumentano notevolmente la possibilità di registrarli, perché possono sorvegliare in modo continuo ampie porzioni di cielo e catturare fenomeni troppo rapidi per essere riconosciuti durante una normale osservazione. La colorazione può inoltre apparire meno evidente nelle riprese rispetto a quanto suggerisce il nome. Sensibilità del sensore, esposizione, distanza e condizioni atmosferiche possono modificare la resa cromatica, facendo risultare lo sprite rosa pallido, violaceo oppure quasi bianco.
Un fenomeno legato alla meteorologia dell’alta atmosfera
L’osservazione di un possibile sprite rosso in Spagna non è soltanto uno spettacolo suggestivo. Questi eventi contribuiscono allo studio dei rapporti tra i temporali e gli strati superiori dell’atmosfera, mostrando come l’attività elettrica delle nubi possa produrre effetti molto al di sopra della regione nella quale si sviluppano pioggia, grandine e fulmini. Gli eventi luminosi transitori comprendono differenti fenomeni, ciascuno caratterizzato da forma, colore, altezza e meccanismi specifici. Per distinguerli correttamente sono spesso necessarie riprese ad alta velocità, osservazioni da più punti e verifiche con i dati dell’attività elettrica contemporanea. Nel caso documentato da Ayora, l’elemento centrale resta la comparsa di più bagliori rossastri sopra il temporale osservato verso sud. La registrazione offre una testimonianza particolarmente suggestiva della complessità dell’elettricità atmosferica, capace di illuminare per una frazione di secondo regioni del cielo poste molto oltre la sommità delle nubi temporalesche.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?