Un’impresa al limite delle capacità umane, portata a termine dopo oltre un giorno trascorso ininterrottamente in mare aperto. Spyros Chrysikopoulos è entrato nella storia del nuoto di fondo diventando il primo greco a nuotare dalla Grecia all’Italia, completando la traversata dall’isola di Othoni (conosciuta in italiano anche come Fanò) fino a Santa Maria di Leuca, in Puglia. Il 43enne specialista delle ultra distanze in acqua ha percorso circa 91 chilometri rimanendo in mare per 31 ore e 50 minuti, senza mai mettere piede a terra e senza uscire dall’acqua nemmeno per un solo istante. Una sfida estrema che aveva già provato ad affrontare due anni prima, senza però riuscire a completarla. L’obiettivo è stato finalmente raggiunto lo scorso 1 settembre 2026, quando Chrysikopoulos ha raggiunto la costa italiana dopo una traversata caratterizzata da condizioni difficili, fatica fisica e una straordinaria resistenza mentale.
Una traversata storica tra Grecia e Italia: 91 chilometri senza mai fermarsi
La partenza è avvenuta da Othoni, l’isola più occidentale della Grecia, scelta come punto di partenza per un collegamento simbolico tra due sponde del Mediterraneo. Dopo quasi 32 ore consecutive di nuoto, Chrysikopoulos ha raggiunto il faro di Santa Maria di Leuca, il punto che ha segnato il completamento di una delle imprese più importanti della sua carriera. Durante tutta la traversata il nuotatore è stato seguito da una barca di supporto con a bordo i giudici della Marathon Swimmers Federation, incaricati di monitorare il percorso e garantire il rispetto delle regole dell’impresa. Per alimentarsi e mantenere le energie necessarie ha ricevuto acqua, liquidi e cibo attraverso un sistema particolare: l’equipaggio ha utilizzato un’asta con un piccolo cestino fissato all’estremità, attraverso cui gli venivano consegnati principalmente banane, barrette energetiche ed elettroliti.
Vento forte e mare aperto: le difficoltà delle prime ore della sfida
L’inizio della traversata si è rivelato particolarmente impegnativo. Come raccontato dallo stesso Chrysikopoulos al quotidiano greco Kathimerini, il nuotatore è entrato in acqua con condizioni meteorologiche tutt’altro che semplici, caratterizzate da venti tra i 47 e i 61 chilometri orari. Prima della partenza si era ricoperto completamente il corpo con spessi strati di crema protettiva, preparandosi a una permanenza in mare che avrebbe richiesto un enorme sforzo fisico e psicologico. La speranza era che il quadro meteorologico potesse migliorare con il passare delle ore, una previsione che si è poi concretizzata permettendo all’atleta di proseguire verso la costa italiana. Raccontando le sensazioni vissute durante la traversata, Chrysikopoulos ha descritto un’esperienza quasi irreale: “spesso mi trovavo nella nebbia, sotto le nuvole, in un paesaggio magico”.
Un atleta delle grandi imprese: dai record Guinness alle sfide impossibili
La traversata Grecia-Italia rappresenta l’ultimo capitolo di una carriera costruita su imprese di nuoto estremo e record di resistenza. Nel 2021, Chrysikopoulos è entrato nel Guinness dei primati dopo aver nuotato per 358,2 chilometri in sette giorni, dimostrando una capacità fuori dal comune nelle prove di lunghissima durata. Nel luglio dello scorso anno ha invece stabilito un nuovo record personale percorrendo 151 chilometri in una piscina da 50 metri nell’arco di 48 ore, senza mai fermarsi. Già nel 2022 aveva affrontato una delle sue sfide più dure, raggiungendo a nuoto l’isola greca di Kastellorizo, la più orientale della Grecia, partendo da Rodi e rimanendo in acqua per ben 64 ore consecutive. Dopo quella prova aveva scelto come nuovo obiettivo Othoni, l’isola greca più occidentale, per tentare il collegamento verso l’Italia.
L’arrivo a Santa Maria di Leuca e la commozione dopo il traguardo
Dopo oltre 31 ore di nuoto, il momento più emozionante è stato quello dell’avvistamento della costa pugliese. All’orizzonte è comparso il faro di Santa Maria di Leuca, simbolo dell’arrivo e della conclusione di una sfida preparata per anni. Ad attenderlo sulla riva c’era la madre, con in mano la bandiera greca, per celebrare un risultato storico per il suo Paese e per lo sport internazionale. Ripensando all’impresa appena compiuta, Chrysikopoulos ha espresso tutta la difficoltà nel rendersi conto del risultato raggiunto: “quando ci ripenso (…), anche adesso, faccio ancora fatica a crederci”. La traversata da Othoni a Santa Maria di Leuca consegna così il nome di Spyros Chrysikopoulos alla storia del nuoto di fondo: una sfida di 91 chilometri tra due Paesi, affrontata senza pause e senza mai abbandonare il mare, diventata un nuovo simbolo della resistenza umana.


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