Un sub di 35 anni è stato soccorso al porto turistico di Marciana Marina, sull’Isola d’Elba, dopo aver accusato un malore al termine di un’immersione effettuata in mare. L’uomo, che aveva appena concluso l’attività subacquea a bordo di una barca, è stato raggiunto dai soccorritori del 118 e trasferito in ambulanza al pronto soccorso di Portoferraio per gli accertamenti necessari. Le condizioni del sub hanno richiesto un intervento immediato da parte del personale sanitario, considerata la possibilità di una patologia legata alla decompressione dopo l’immersione.
Gli accertamenti in ospedale: quadro compatibile con embolia neurologica
Dopo il trasferimento al pronto soccorso, gli esami effettuati dai sanitari hanno evidenziato un quadro compatibile con un’embolia neurologica, una delle complicanze più delicate che possono verificarsi dopo un’immersione subacquea. L’embolia neurologica da immersione è una condizione che può verificarsi quando bolle di gas, generalmente azoto, entrano nella circolazione sanguigna e raggiungono il sistema nervoso, provocando disturbi di diversa entità. Per questo motivo la tempestività del trattamento rappresenta un elemento fondamentale. Nel caso del 35enne, i medici hanno disposto il trasferimento presso la camera iperbarica di Portoferraio, struttura specializzata nel trattamento delle emergenze legate alla decompressione.
Il trattamento in camera iperbarica a Portoferraio
Il sub è stato quindi sottoposto alla terapia prevista per questo tipo di emergenza nella camera iperbarica, un trattamento che consente di aumentare la pressione dell’ambiente circostante e somministrare ossigeno ad alta concentrazione, favorendo la riduzione delle bolle gassose presenti nell’organismo e il recupero dei tessuti interessati. L’intervento è stato gestito dai soccorritori dopo la valutazione complessiva delle condizioni cliniche del paziente e delle modalità più rapide per garantire il trasferimento verso il centro specializzato.
Attivato anche l’elisoccorso, poi trasferimento via terra
Nelle prime fasi dell’emergenza era stato attivato anche l’elisoccorso, considerata la necessità di valutare ogni possibile soluzione per accelerare il trasferimento del paziente. Successivamente, dopo una nuova valutazione delle condizioni dell’uomo e verificata la possibilità di procedere in sicurezza con il trasferimento via terra, l’intervento dell’elicottero è stato interrotto. Il 35enne ha quindi raggiunto la struttura sanitaria di riferimento per ricevere il trattamento iperbarico necessario. L’episodio richiama ancora una volta l’importanza delle procedure di sicurezza durante le immersioni subacquee e della corretta gestione dei tempi di risalita, elementi fondamentali per ridurre il rischio di complicanze legate alla decompressione.


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