Una storia di salvataggio e tutela del mare si è conclusa con un lieto fine in Sardegna. Una tartaruga marina Caretta caretta (Linnaeus, 1758), rimasta vittima dell’abbandono di una rete da pesca nelle acque dell’Ogliastra, è tornata finalmente in libertà dopo un lungo percorso di recupero. L’animale è stato rilasciato questa mattina nella spiaggia di Porto Frailis, nel Comune di Tortolì, in provincia di Ogliastra, dove ha potuto riprendere il viaggio nel suo ambiente naturale. Ad accompagnare la tartaruga nel momento del ritorno in mare sono stati gli operatori della Base Navale di Arbatax del Corpo Forestale della Regione Sardegna, insieme ai ricercatori del Centro di Recupero del Sinis (CReS). Alla liberazione hanno partecipato anche l’Assessore al Turismo del Comune di Tortolì, il personale della Guardia Costiera di Arbatax e circa settanta alunni della scuola primaria del plesso Villaggio Cartiera, coinvolti nell’ambito delle attività di educazione ambientale dedicate alla protezione degli animali marini.
Il ritrovamento in mare: la Caretta caretta intrappolata in una rete fantasma
La vicenda era iniziata il 29 luglio scorso, quando nelle acque davanti alla località Foxi Manna, nella marina di Tertenia (Ogliastra), era stato individuato un esemplare di Caretta caretta con il carapace lungo circa 50 centimetri, gravemente intrappolato in una grande rete fantasma, ovvero un attrezzo da pesca disperso in mare che continua a rappresentare un pericolo per la fauna marina. Fondamentale si è rivelato l’intervento tempestivo del diportista Federico R. e di suo nipote Francesco, che hanno recuperato l’animale e lo hanno condotto a riva, permettendo l’immediata attivazione della Guardia Costiera e della Base Navale di Arbatax del Corpo Forestale. L’intervento ha evitato conseguenze potenzialmente letali per la tartaruga. Gli agenti del Corpo Forestale hanno provveduto a rimuovere con grande attenzione la rete che aveva bloccato l’animale, trasferendolo successivamente al Centro di Primo Soccorso di Arbatax per le prime cure e per la stabilizzazione delle condizioni generali.
Gli esami clinici hanno escluso danni gravi: la tartaruga è guarita completamente
Il giorno successivo al recupero, la tartaruga marina è stata affidata ai ricercatori del Centro di Recupero del Sinis (CReS), dove è iniziato il percorso di riabilitazione. Durante il periodo di degenza sono stati effettuati approfonditi controlli sanitari, compresi esami diagnostici avanzati come una tomografia computerizzata, che hanno permesso di escludere la presenza di traumi interni, lesioni ai polmoni o eventuali corpi estranei ingeriti. Gli accertamenti hanno evidenziato buone condizioni generali dell’esemplare. Le uniche conseguenze dell’intrappolamento erano rappresentate da lesioni cutanee alle pinne anteriori, provocate dalla forte pressione esercitata dalla rete durante la permanenza in mare. Grazie alle cure ricevute, la tartaruga ha completato il percorso terapeutico recuperando pienamente la propria salute. Prima del rilascio in natura sono state inoltre verificate le sue condizioni comportamentali, assicurandosi che non fossero presenti alterazioni incompatibili con il ritorno alla vita selvatica.
Educazione ambientale e tutela delle specie marine protagoniste del rilascio
Il ritorno in mare della Caretta caretta è stato anche un momento di sensibilizzazione per le nuove generazioni. La presenza degli alunni della scuola primaria Villaggio Cartiera rientra infatti nel programma di educazione ambientale promosso dal Corpo Forestale della Regione Sardegna e dagli enti impegnati nella salvaguardia degli ecosistemi marini. La liberazione della tartaruga ha rappresentato un’occasione per avvicinare i più giovani ai temi della protezione del mare, della riduzione dell’inquinamento e della necessità di contrastare fenomeni come l’abbandono degli attrezzi da pesca, una delle principali minacce per molte specie marine. La conclusione positiva della storia conferma l’importanza della collaborazione tra cittadini, istituzioni, forze impegnate nella tutela ambientale e centri scientifici specializzati. Un intervento nato da un avvistamento fortuito in mare ha permesso così a un esemplare di Caretta caretta di superare una situazione critica e tornare a nuotare libero nelle acque del Mediterraneo.


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