Terremoto avvertito in provincia di Messina, scossa tra Sant’Agata di Militello e Caronia | DATI e MAPPE

La terra è tornata a tremare nel messinese con un evento sismico localizzato tra Caronia e Sant'Agata di Militello, in un settore storicamente molto attivo

  • Terremoto avvertito in provincia di Messina, scossa tra Sant'Agata di Militello e Caronia
  • terremoto oggi sicilia messina sant'agata militello (1)
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Un terremoto magnitudo ML 3.1 è stato registrato in provincia di Messina dai sismografi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia nella mattinata odierna, avvertito dai residenti della fascia costiera e dei centri montani limitrofi. L’evento sismico è avvenuto alle ore 07:23, con un epicentro localizzato a 6 km a Est del Comune di Caronia, in provincia di Messina, mentre l’ipocentro è stato individuato ad una profondità di 9 km. La scossa è stata avvertita dalla popolazione locale a causa della sua limitata profondità e della conformazione del territorio, sebbene al momento non si registrino danni a persone o cose.

Perché la terra trema nei Nebrodi

L’area in cui si è verificato l’odierno evento sismico è caratterizzata da una notevole complessità geologica che favorisce il costante rilascio di energia. Questa fascia di territorio si trova in prossimità del complesso sistema di interazione tra la Placca Africana e quella Eurasiatica. Nello specifico, il versante tirrenico del messinese e la zona dei monti Nebrodi appartengono strutturalmente alla catena Appenninico-Maghrebide, affiorante in tutta la porzione settentrionale dell’isola. Le deformazioni tettoniche di questo orogene sono direttamente collegate alla differente velocità di subduzione attiva al di sotto del vasto sistema montuoso. In questo delicato settore regionale si sommano i movimenti distensivi generati dalla vicina apertura del bacino del Tirreno e le forti spinte compressive profonde, portando alla formazione di un fitto reticolo di faglie attive che generano regolarmente terremoti. Queste strutture fratturate corrono in modo pressoché parallelo a tutta la costa e si addentrano profondamente verso le alture, rendendo il versante a Nord della Sicilia un settore di cruciale interesse sismologico.

La sismicità storica del versante tirrenico

L’intera provincia messinese vanta una lunghissima storia di terremoti di notevole entità, confermando la classificazione ad alta pericolosità di questo spicchio di isola. L’episodio più distruttivo mai registrato risale al 28 dicembre 1908, quando una rottura localizzata nello Stretto di Messina originò una scossa di inaudita violenza che causò la morte di una stima compresa tra le 60mila e le 80mila persone. Spostandosi maggiormente lungo il litorale dei monti Nebrodi, i registri storici riportano altri eventi di severo impatto che hanno segnato il territorio in esame. Il 9 marzo 1786 un violento movimento sismico interessò intensamente le popolazioni dei comuni di Patti e Naso. In tempi molto più vicini ai giorni nostri, un forte terremoto di magnitudo 5.9 squassò le aree montane limitrofe abbattendosi sulle cittadine di Capizzi e Mistretta, causando danni strutturali profondi alle antiche case storiche che costrinsero una moltitudine di abitanti all’abbandono delle originarie residenze per spostarsi in nuovi insediamenti vicini.