A cinquant’anni dal terremoto che nel 1976 colpì il Friuli, lasciando una profonda ferita nel territorio e nella memoria del Paese, Roma ospiterà una giornata di confronto dedicata alla capacità di prevenire e gestire una futura emergenza sismica. Il 22 settembre 2026, dalle 9 alle 17, la Sala Conferenze della sede romana dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ospiterà il workshop “A cinquant’anni dal terremoto del Friuli: quanto siamo preparati a gestire la prossima emergenza sismica?”, organizzato dall’INGV e dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS).
L’iniziativa nasce nell’ambito della Convenzione tra i due Enti e punta a mettere a confronto competenze scientifiche e operative per fare il punto su ciò che è cambiato in mezzo secolo e, soprattutto, su ciò che resta da fare. Al centro del dibattito ci saranno le lezioni apprese dal terremoto del 1976, l’evoluzione degli strumenti di monitoraggio e analisi e le criticità ancora presenti nella preparazione e nella gestione di una grande emergenza sismica.
Durante la giornata saranno affrontati diversi aspetti della prevenzione e della risposta ai terremoti: dalla memoria del sisma del Friuli all’evoluzione del monitoraggio sismico, dalla conoscenza del territorio alla valutazione della pericolosità e del rischio, fino al monitoraggio del patrimonio edilizio e alla pianificazione in vista di una futura emergenza. A chiudere i lavori sarà una tavola rotonda dedicata alla questione centrale posta dal titolo del workshop: quanto è realmente preparato il sistema italiano ad affrontare la prossima emergenza sismica? Un interrogativo che chiamerà a confronto ricerca scientifica, istituzioni e strutture operative.
Ad aprire l’incontro saranno i saluti istituzionali del Presidente dell’INGV, Fabio Florindo, del Presidente dell’OGS, Nicola Casagli, del Dirigente dell’Ufficio Rischi del Dipartimento della Protezione Civile, Francesco Campopiano, e dell’Assessore alla Protezione Civile del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi. Il programma prevede quindi gli interventi di ricercatrici e ricercatori dell’INGV e dell’OGS, insieme a rappresentanti della Protezione Civile, delle università e di altri enti di ricerca. Un confronto che, a partire dalla memoria di uno dei terremoti più significativi della storia recente italiana, guarderà alle sfide della prevenzione e della gestione del rischio sismico nei prossimi anni.


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