Terremoto scuote l’Adriatico centrale, tra Puglia e Croazia | DATI e MAPPE

Un sisma superficiale registrato dai sismografi dell'INGV in mare aperto: la dinamica della microplacca adriatica e i precedenti storici di un'area da sempre molto attiva sotto il profilo geologico

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  • terremoto adriatico molise puglia croazia
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Un nuovo evento sismico ha interessato le acque del Mare Adriatico oggi, 4 settembre 2026. I sismografi INGV hanno infatti registrato un terremoto magnitudo 3.7 nella zona dell’Adriatico centrale. La scossa è avvenuta alle 13:04. Il movimento tellurico ha avuto origine ad una profondità stimata di 10 km sotto il livello del fondale marino, classificandosi come un sisma di natura superficiale. Data la moderata energia sprigionata e la sua lontananza diretta dalla terraferma, l’evento tellurico non ha provocato alcun danno a persone o infrastrutture.

La geologia dell’Adriatico centrale e la microplacca adriatica

L’origine dei terremoti in questo particolare settore marino è strettamente legata ai lenti e continui movimenti tettonici che coinvolgono tutto il Mar Mediterraneo. Dal punto di vista geologico, il fondale del Mare Adriatico poggia in gran parte sulla cosiddetta microplacca adriatica, nota anche come Adria. Questa vasta porzione di crosta terrestre rappresenta un grande promontorio settentrionale della placca africana, la quale spinge costantemente verso Nord incuneandosi contro la placca euroasiatica. Questo imponente scontro continentale imprime alla microplacca adriatica un movimento di rotazione antioraria e una progressiva spinta verso Nord/Ovest.

Tale cinematica genera forti compressioni ai margini del bacino marino, portando al progressivo accavallamento delle rocce che hanno formato, nel corso di milioni di anni, le 2 grandi catene montuose che si fronteggiano ai lati del mare: gli Appennini a Ovest e le Dinaridi a Est. Il sisma odierno, così come la maggior parte di quelli che si verificano al largo, è la diretta espressione del rilascio di questa notevole energia elastica accumulata lungo le complesse faglie sottomarine che attraversano il fondale. L’interazione tra questi fronti tettonici garantisce un tasso di sismicità costante, sebbene con movimenti di convergenza mediamente molto lenti e misurabili nell’ordine di pochissimi millimetri all’anno.

I precedenti sismici e la storia del bacino

Il settore centrale dell’Adriatico vanta una sismicità storica di notevole interesse scientifico, caratterizzata spesso da scosse avvertite distintamente sia lungo le coste italiane sia su quelle balcaniche. In base ai dati storici, prima del 2000 l’evento strumentale più significativo in mare aperto risaliva al 1988, quando un terremoto di magnitudo superiore a 5 venne registrato a Est delle isole di Pelagosa. Negli anni successivi, in particolare nel corso del 2003, altri 2 eventi di forte intensità hanno colpito le acque circostanti l’isolotto di Jabuka. Uno dei capitoli più recenti e rilevanti nella storia geotettonica dell’area riguarda la sequenza sismica iniziata il 27 marzo 2021, culminata con una scossa principale di magnitudo 5.2.