Tumore al polmone, il modello San Camillo punta sulla diagnosi precoce: nuovi risultati e proposta per estendere il percorso in tutto il Lazio

A due anni dall’avvio del progetto dell’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini arrivano nuovi dati sul programma di screening e prevenzione: il convegno del 29 settembre riunirà clinici, istituzioni e medicina del territorio per trasformare l’esperienza in una strategia regionale contro una delle neoplasie più diffuse

La diagnosi precoce del tumore al polmone diventa il fulcro del confronto tra sanità, istituzioni e medicina del territorio. A due anni dall’avvio del progetto dell’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini, il 29 settembre saranno presentati i nuovi risultati del programma avviato nel dicembre 2024, con l’obiettivo di valutare l’impatto del modello organizzativo sperimentato e proporre una sua estensione su scala regionale. L’iniziativa si svolgerà nell’Aula Magna “Agazio Menniti” del San Camillo Forlanini, all’interno del padiglione Puddu, e vedrà la partecipazione di professionisti sanitari, rappresentanti istituzionali, medici di medicina generale, farmacisti di comunità ed esperti del settore oncologico. Al centro del dibattito ci sarà una delle principali sfide della lotta al tumore al polmone: anticipare il momento della diagnosi per aumentare le possibilità terapeutiche, migliorare la qualità della vita dei pazienti e rendere più sostenibili i percorsi di cura.

Tumore al polmone, la diagnosi tardiva resta una delle principali criticità

Il tumore al polmone rappresenta una delle neoplasie con maggiore impatto epidemiologico e assistenziale. Uno degli elementi che più condizionano la prognosi è la frequente individuazione della malattia in fase avanzata: una quota significativa di pazienti arriva alla diagnosi quando il tumore è già in stadio III o IV, con una parte consistente dei casi identificata quando sono presenti metastasi. La possibilità di intercettare la malattia nelle sue fasi iniziali può invece cambiare radicalmente il percorso clinico. La diagnosi precoce, infatti, consente di individuare tumori ancora localizzati e quindi potenzialmente candidabili a trattamenti con finalità curative, con effetti positivi sulla sopravvivenza e sulla qualità di vita. Proprio su questo principio si basa il progetto sviluppato dall’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini, nato per costruire un percorso integrato capace di unire prevenzione, identificazione dei soggetti a rischio, diagnostica avanzata e presa in carico multidisciplinare.

Il “modello San Camillo” verso una proposta sanitaria regionale

L’obiettivo dell’incontro del 29 settembre non sarà soltanto quello di presentare i risultati raggiunti, ma anche quello di avviare un confronto sulla possibilità di trasformare l’esperienza maturata al San Camillo in una vera e propria strategia regionale per la diagnosi precoce del tumore al polmone. Il cosiddetto “modello San Camillo” punta infatti a diventare una proposta organizzativa concreta per tutta la Regione Lazio, con l’ambizione di favorire un accesso più uniforme ai percorsi di prevenzione, rafforzare la lotta al tabagismo e ridurre le differenze territoriali nella possibilità di diagnosi tempestiva. L’approccio prevede il coinvolgimento non solo delle strutture ospedaliere, ma anche della rete della medicina territoriale, attraverso il ruolo centrale dei medici di medicina generale e dei farmacisti di comunità, chiamati a intercettare precocemente le persone maggiormente esposte al rischio.

Il convegno del 29 settembre: istituzioni, specialisti e territorio a confronto

Dopo il welcome coffee previsto alle ore 13:30, il programma dell’evento prenderà il via con i saluti istituzionali affidati ad Angelo Aliquò, Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini, a Gerardo De Carolis, Direttore Sanitario, e a Eleonora Alimenti, Direttore Amministrativo della stessa Azienda. Seguiranno gli interventi istituzionali dell’Onorevole Antonello Aurigemma, Presidente del Consiglio Regionale del Lazio, dedicato al ruolo della politica sanitaria e all’impegno per l’implementazione della diagnosi precoce del tumore al polmone nella Regione Lazio, e di Maria Rita Migliorino, membro del Consiglio Direttivo di WALCE APS, che illustrerà il nuovo PDTA (Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale) del tumore al polmone della Regione Lazio e il valore strategico della diagnosi anticipata.

Il progetto San Camillo: il ruolo di pneumologi, chirurghi, oncologi e radiologi

La sessione centrale sarà dedicata proprio all’esperienza maturata dall’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini e sarà moderata da Ermanno Puxeddu, Direttore della UOC Broncopneumologia, e da Andrea Cortese, Direttore della UOC Diagnostica per Immagini – Elezione. Tra gli interventi previsti ci sarà quello di Giuseppe Cardillo, Direttore della UOC Chirurgia Toracica, che approfondirà il progetto di diagnosi precoce del San Camillo. Sul confronto tra strategie italiane ed europee interverrà Sara Ricciardi della UOC Chirurgia Toracica, mentre Serena Ricciardi della UOS Pneumoncologia analizzerà il ruolo dell’oncologo all’interno del percorso multidisciplinare. Il contributo della diagnostica per immagini sarà illustrato da Valentina Lombardi e Teresa Pasquariello della UOC Diagnostica per Immagini, mentre Stefania Greco della UOS Pneumoncologia parlerà del ruolo del centro antifumo nella prevenzione del tumore polmonare. A completare il quadro sarà l’intervento di Filippo Rumi di ALTEMS Advisory, dedicato alla valorizzazione economico-sanitaria dell’intervento di prevenzione e ai benefici che un sistema efficace di diagnosi precoce può generare anche sul piano della sostenibilità del servizio sanitario.

Medicina generale e farmacisti di comunità: la prevenzione passa dal territorio

La parte conclusiva dell’incontro sarà dedicata alla collaborazione tra ospedale e territorio, elemento considerato fondamentale per rendere operativo un modello strutturato di prevenzione. Interverranno Fabio Valente, membro del Direttivo FIMMG Regionale, e Domenico Paglialunga, Direttore Operativo Farmacap, per approfondire il ruolo del medico di medicina generale e del farmacista di comunità nell’individuazione dei soggetti a rischio e nell’orientamento verso i percorsi diagnostici. Le conclusioni finali e l’indicazione dei prossimi passi saranno affidate nuovamente ad Angelo Aliquò, Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini.

Diagnosi precoce e prevenzione del tabagismo: la nuova sfida della sanità regionale

La sfida del progetto riguarda quindi non soltanto l’individuazione anticipata della malattia, ma anche la costruzione di una rete stabile di prevenzione. Il contrasto al tabagismo, principale fattore di rischio associato al tumore al polmone, rappresenta una componente essenziale del percorso, insieme alla capacità del sistema sanitario di riconoscere tempestivamente le persone maggiormente esposte e accompagnarle verso controlli appropriati. L’esperienza del San Camillo Forlanini punta così a diventare un riferimento organizzativo per una sanità sempre più orientata alla prevenzione, nella quale diagnosi anticipata, multidisciplinarietà e integrazione tra ospedale e territorio possano contribuire a migliorare gli esiti clinici. L’evento gode del patrocinio del Consiglio Regionale del Lazio, dell’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini, della FIMMG Sezione Provinciale di Roma e di WALCE, con il contributo non condizionante di AstraZeneca. La segreteria organizzativa è curata da DreamCom Health Communication and Events. L’appuntamento è fissato per il 29 settembre 2026, presso l’Aula Magna Agazio Menniti del San Camillo Forlanini, padiglione Puddu piano -1, con ingresso stampa e pubblico da via Ramazzini 80.