Il tumore del pancreas continua a rappresentare una delle neoplasie più complesse da curare. La sopravvivenza a 7 anni resta infatti molto bassa e l’efficacia dei trattamenti può variare sensibilmente da paziente a paziente, a fronte di terapie che possono comportare effetti collaterali rilevanti. Individuare fin dalle prime fasi il trattamento più efficace per ciascun malato è dunque una delle sfide centrali della medicina di precisione. In questa direzione si inserisce un nuovo studio condotto da un team di ricerca dell’Istituto di Nanotecnologia del Consiglio nazionale delle ricerche di Lecce (Cnr-Nanotec), in collaborazione con Tecnomed Puglia, Università del Salento e ASL Lecce.
I ricercatori hanno messo a punto un approccio sperimentale che punta a valutare la risposta delle cellule tumorali ai trattamenti in modo personalizzato. Per lo studio sono stati prelevati campioni di tessuto tumorale da cinque pazienti. I campioni sono stati successivamente dissociati in singole cellule e racchiusi all’interno di minuscole sfere di gel tridimensionali, denominate “tumorsfere”, sviluppate dallo stesso team di ricerca. A queste strutture sono stati associati particolari sensori ottici, anch’essi progettati dai ricercatori, in grado di monitorare in tempo reale le variazioni di acidità nell’ambiente che circonda ciascuna cellula. Il sistema consente di raccogliere informazioni senza la necessità di effettuare ulteriori prelievi, offrendo così una sorta di “finestra” dinamica sul comportamento delle cellule tumorali. L’obiettivo è arrivare a utilizzare queste informazioni per comprendere più rapidamente come il tumore reagisce ai diversi farmaci e, in prospettiva, contribuire a individuare per ogni paziente la terapia più efficace, riducendo il rischio di trattamenti poco responsivi e dei relativi effetti indesiderati.
“Le tumorsfere sono state quindi esposte a tre farmaci utilizzati nel trattamento del tumore del pancreas: il protocollo FOLFIRINOX e i principi attivi Gemcitabina e Paclitaxel”, spiega Loretta L. del Mercato, Dirigente di Ricerca di Cnr-Nanotec e di Tecnomed Puglia. “Le variazioni di acidità misurate durante il trattamento sono risultate differenti, in funzione sia del paziente sia del farmaco, e sono state associate alla risposta delle cellule tumorali al trattamento, fornendo un’indicazione precoce della risposta ai farmaci”.
I ricercatori hanno creato una piattaforma di laboratorio innovativa che integra sensing e imaging avanzato con tessuti complessi prelevati direttamente da pazienti: “Minuscoli sensori ottici, osservati al microscopio in tempo reale, ci permettono di misurare cellula per cellula come il tumore di ciascun paziente, riprodotto in modelli 3D in vitro, reagisce a un farmaco in laboratorio, avvicinando la ricerca alle esigenze specifiche di ogni singolo malato”, prosegue Del Mercato.
“Nella pratica clinica scopriamo se una terapia funziona solo dopo settimane o mesi. In questo studio le previsioni ottenute in laboratorio dalle tumorsfere sono risultate coerenti con l’andamento clinico reale in quattro pazienti su cinque, un primo segnale incoraggiante verso terapie più personalizzate”, precisa Marcello G. Spampinato, Direttore del Dipartimento di Chirurgia generale e Specialistiche della ASL Lecce.
“Questo risultato nasce dalla stretta collaborazione tra ricerca traslazionale di base e clinica resa possibile da Tecnomed Puglia, il centro congiunto Cnr-Università del Salento per la medicina di precisione, insieme all’Asl di Lecce. Il prossimo obiettivo è validare la piattaforma su un numero più ampio di pazienti, per capire se potrà diventare in futuro uno strumento concreto di supporto alle decisioni terapeutiche nei tumori più difficili da trattare”, conclude Giuseppe Gigli, Direttore Scientifico di Tecnomed Puglia.



Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?