Una stella è esplosa a 45 milioni di anni luce: come vedere la supernova prima che scompaia

La scoperta della supernova SN 2026aaiv nella galassia NGC 7331 offre un'occasione imperdibile per gli astrofotografi e gli appassionati dello Spazio di tutto il mondo

Un evento cosmico di straordinaria potenza sta illuminando le profondità dello Spazio, scatenando l’entusiasmo degli astronomi di tutto il pianeta. A ben 45 milioni di anni luce dalla Terra, nella suggestiva galassia a spirale NGC 7331, una stella è andata incontro ad una fine catastrofica. Questa esplosione, catalogata ufficialmente come supernova SN 2026aaiv, è stata individuata per la 1ª volta il 1 settembre grazie al programma di ricerca ATLAS. Si tratta di un’opportunità di osservazione rarissima che sta spingendo centinaia di astrofotografi a puntare i propri strumenti verso la costellazione di Pegaso. Il fenomeno è visibile in tutto l’emisfero Nord e alle medie latitudini dell’emisfero Sud, offrendo uno spettacolo affascinante prima che il bagliore si affievolisca definitivamente nel buio cosmico. La caccia a questo brillante residuo è ormai aperta per chiunque disponga della giusta strumentazione per catturarne la luce.

Cosa serve per ammirare l’esplosione stellare

L’osservazione di questo fenomeno richiede l’equipaggiamento corretto e un pizzico di pazienza. Ieri la supernova presentava una magnitudine di 15,7, risultando relativamente debole ma ancora in fase di aumento di luminosità. Molti degli scatti che circolano attualmente in rete sono stati realizzati con telescopi professionali o strumenti remoti situati in aree totalmente prive di inquinamento luminoso. Per individuare la galassia ospite, che possiede una magnitudine di 10, è sufficiente un telescopio amatoriale o un grande binocolo. Per scorgere visivamente la supernova SN 2026aaiv, gli esperti consigliano l’impiego di un telescopio di grandi dimensioni, come un modello da 14 pollici. Risulta fondamentale applicare la tecnica della visione distolta, guardando leggermente di lato rispetto al nucleo galattico, affinché le cellule più sensibili dell’occhio umano possano catturare i dettagli più deboli. La via più immediata rimane comunque l’utilizzo di un telescopio intelligente. Diversi utenti hanno confermato di essere riusciti a fotografare l’evento accumulando circa 2 ore di esposizioni da 10 secondi ciascuna.

Dove puntare gli strumenti nel cielo notturno

Per rintracciare questo spettacolo nel firmamento, bisogna volgere lo sguardo verso Est subito dopo il tramonto. Gli osservatori situati nell’emisfero Nord noteranno 4 grandi stelle molto brillanti che salgono all’orizzonte formando un vasto diamante, noto comunemente come il Grande Quadrato di Pegaso. Nell’angolo a Nord/Ovest di questa specifica formazione geometrica spicca la stella Scheat. Poco sopra di essa, al di fuori del perimetro del quadrato, si trova una stella più fioca chiamata Matar. La galassia NGC 7331, conosciuta anche con il nome di Caldwell 30, è situata proprio in quella porzione di cielo. In condizioni di cielo compromesso dalle luci cittadine sarà possibile distinguere soltanto il nucleo centrale del sistema galattico. Questo corpo celeste, che si presenta parzialmente di taglio rispetto alla nostra prospettiva terrestre, mostra spettacolari bracci di spirale che vorticano morbidamente attorno ad una regione centrale molto intensa.

I segreti della galassia ospite e le scoperte del passato

L’oggetto SN 2026aaiv è stato classificato come supernova di tipo Ia. Questa specifica e devastante reazione termonucleare si innesca nel momento in cui una nana bianca, situata all’interno di un sistema binario, attrae e accumula materiale a sufficienza dalla sua stella compagna fino ad arrivare all’inevitabile autodistruzione. Sorprendentemente, questa stessa galassia è stata teatro di un evento analogo in tempi molto recenti, quando il 14 luglio 2025 è stata avvistata un’altra supernova di tipo Ia denominata SN 2025rbs. La galassia ospite NGC 7331, immortalata con dettagli mozzafiato dal telescopio spaziale Hubble durante il 2018, fu individuata nel 1784 dal celebre astronomo britannico William Herschel. Lo scienziato passò alla storia per aver scoperto Urano e le sue 2 lune più grandi, arrivando a catalogare oltre 2mila oggetti del profondo cielo. Questo enorme agglomerato di stelle condivide dimensioni, forma e massa simili a quelle della nostra Via Lattea, rappresentando una sorta di maestoso specchio cosmico nelle profondità dell’universo.