Urso rilancia il nucleare in Italia: “quarant’anni fa eravamo la terza potenza civile al mondo”

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy dal Forum Ambrosetti di Cernobbio invoca un nuovo mix energetico con rinnovabili, nucleare di nuova generazione, piccoli reattori e futura fusione per ridurre la dipendenza dall’estero

Il ritorno del nucleare civile in Italia torna al centro del dibattito energetico. A rilanciare la prospettiva è il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, intervenuto a margine del Forum Ambrosetti di Cernobbio, dove ha sottolineato la necessità per il Paese di tornare a investire nella tecnologia atomica. “Bisogna riprendere la strada del nucleare civile nel nostro paese. Quarant’anni fa eravamo la terza potenza nucleare civile al mondo”, ha dichiarato il ministro, ricordando il ruolo che l’Italia aveva avuto nel settore prima della scelta di abbandonare il nucleare dopo il referendum del 1987.

Urso: “mentre noi smantellavamo le centrali, all’estero le costruivano”

Secondo il ministro, la decisione italiana di interrompere il percorso nucleare avrebbe lasciato il Paese in una posizione di maggiore dipendenza energetica rispetto ad altri Stati. “Mentre noi abbiamo deciso di smantellare le nostre centrali, all’estero le hanno nel frattempo costruite”, ha aggiunto Urso, evidenziando come diversi Paesi abbiano continuato a sviluppare il settore puntando sull’energia atomica come componente del proprio sistema energetico. Nel suo intervento il ministro ha richiamato anche il ruolo delle aziende italiane nel panorama internazionale, citando in particolare l’esperienza di Enel nella realizzazione di infrastrutture nucleari fuori dai confini nazionali.

Il ruolo di Enel e il nucleare italiano all’estero

Urso ha ricordato di aver inaugurato due anni fa una centrale nucleare italiana in Slovacchia, realizzata da Enel, sottolineando come il know-how nazionale sia ancora presente nel settore. Il ministro ha inoltre evidenziato che l’Italia è “tra i primi produttori del nucleare in Europa” attraverso le attività di Enel con Endesa in Spagna, a dimostrazione, secondo Urso, delle competenze tecnologiche che il Paese continua a possedere nonostante l’assenza di impianti nucleari sul territorio nazionale.

Un nuovo mix energetico tra rinnovabili e reattori di nuova generazione

La strategia indicata dal ministro punta su un sistema energetico diversificato, nel quale convivano più fonti. La soluzione, per Urso, passa dalla necessità di avere “fiducia nella scienza e nella tecnologia” e costruire un mix composto da più elementi. L’obiettivo indicato è puntare su “più rinnovabile, nucleare di nuova generazione, small reactors e poi, quando sarà, la fusione”, con la prospettiva di ridurre progressivamente la dipendenza energetica dall’estero. Gli small modular reactors (SMR), cioè piccoli reattori modulari avanzati, rappresentano secondo molti sostenitori del nuovo nucleare una delle tecnologie più promettenti per il futuro, grazie alla possibilità di realizzare impianti più compatti e flessibili rispetto alle grandi centrali tradizionali.

La sfida energetica italiana

Il tema del nucleare resta uno dei nodi centrali nella discussione sul futuro energetico italiano. Da una parte c’è la necessità di garantire sicurezza degli approvvigionamenti e ridurre la dipendenza dalle importazioni, dall’altra il confronto sui costi, sui tempi di realizzazione degli impianti e sulla gestione delle scorie. Con le sue parole da Cernobbio, Urso ha ribadito la linea del Governo: puntare su un modello energetico che affianchi fonti rinnovabili e nuove tecnologie nucleari, nella prospettiva di rafforzare l’autonomia energetica del Paese.