Vento dal Sole: l’Equinozio sblocca i portali magnetici e accende le aurore d’autunno

Un flusso di vento solare è in arrivo sulla Terra proprio in coincidenza con il cambio di stagione. Ecco perché questo periodo dell'anno è il migliore per osservare le aurore

L’autunno sta per iniziare ufficialmente e con esso si apre una delle stagioni più affascinanti per gli appassionati di astronomia e dei fenomeni celesti. In Italia l’Equinozio cade il 23 settembre, data che segna il passaggio di testimone tra l’estate e i mesi più freddi dell’anno. Proprio in concomitanza con questo importante evento astronomico, un potente flusso di vento solare sta viaggiando verso il nostro pianeta a una velocità superiore a 600 km/s. Questa corrente energetica proviene direttamente da una gigantesca apertura a forma di canyon situata nell’atmosfera del Sole. Il suo impatto con il campo magnetico terrestre darà ufficialmente il via alla stagione delle aurore boreali, illuminando i cieli del Nord con i primi incredibili spettacoli luminosi di questo nuovo ciclo stagionale.

Perché le aurore amano l’Equinozio

Molti si chiedono per quale motivo questo preciso periodo sia così propizio per la formazione di tali fenomeni luminosi. La risposta risiede nel celebre effetto Russell-McPherron, descritto nel 1973 dai ricercatori Christopher Russell e Robert McPherron dell’Università della California. Gli studiosi hanno dimostrato che l’attività geomagnetica terrestre segue un vero e proprio andamento stagionale. Durante i giorni e le settimane a cavallo degli equinozi, l’inclinazione dell’asse terrestre allinea in modo perfetto il campo magnetico del nostro pianeta con quello del Sole. Questa precisa configurazione geometrica nello Spazio crea delle vere e proprie connessioni, aprendo “portali” e percorsi diretti all’interno della magnetosfera terrestre attraverso i quali il vento solare riesce a penetrare.

Grazie all’effetto Russell-McPherron, i mesi di settembre, ottobre, marzo e aprile risultano essere i periodi maggiormente attivi dal punto di vista geomagnetico. Le tempeste in grado di generare aurore hanno circa il doppio delle probabilità di verificarsi in prossimità di un Equinozio rispetto ai periodi vicini a un Solstizio estivo o invernale. In questo momento dell’anno, alle alte latitudini, le luci danzanti possono apparire nel cielo anche in assenza di eruzioni solari violente. È sufficiente che si apra uno di questi “portali magnetici” per permettere al normale flusso di particelle di entrare e innescare la magia. A rendere lo scenario perfetto ci pensa il ritorno dell’oscurità nell’emisfero Nord, dove il sole di mezzanotte è ormai tramontato sull’Artico, garantendo notti sufficientemente lunghe per ammirare lo show in quota fino alla prossima primavera.