Con l’approvazione della legge delega sul nucleare sostenibile si apre una nuova fase per la strategia energetica italiana. A sottolinearlo è il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, che dopo il voto del Senato ha illustrato gli scenari futuri legati al ritorno della produzione di energia da fonte nucleare nel mix energetico nazionale. Secondo il ministro, il provvedimento rappresenta il passaggio necessario per avviare il percorso normativo che consentirà all’Italia di integrare le fonti rinnovabili con le tecnologie del nuovo nucleare, con l’obiettivo di aumentare la capacità di produzione energetica del Paese e affrontare il fabbisogno crescente previsto nei prossimi decenni.
“Con il voto di oggi si chiude il percorso della legge delega e si apre lo scenario per portare il nostro Paese nella produzione di energia da fonte nucleare. Che significa integrare il mix energetico nazionale, aumentare di più le rinnovabili tradizionali – fotovoltaico, eolico, idroelettrico, geotermico – e poi integrarlo con il nuovo nucleare”, ha dichiarato Pichetto Fratin nel corso del punto stampa al Senato dopo l’approvazione della legge.
Il fabbisogno energetico dell’Italia e la sfida dei prossimi anni
Al centro delle dichiarazioni del ministro c’è il tema della crescente domanda di energia elettrica che l’Italia dovrà affrontare nei prossimi anni. Secondo Pichetto Fratin, il Paese presenta già oggi un deficit significativo nella produzione interna e le nuove esigenze legate alla trasformazione tecnologica, alla digitalizzazione e allo sviluppo dei data center renderanno necessario un ulteriore incremento della disponibilità energetica. “Questo significa dare all’Italia la quantità di energia che serve. Già oggi – prosegue – noi siamo carenti di 50 miliardi di kilowattora e naturalmente i moderni strumenti, l’efficientamento energetico dei fabbricati, i data center portano gli analisti a indicarci una necessità di almeno 100-150 terawattora in più, che sono miliardi di kilowattora, nel 2040. Serve quindi essere nelle condizioni di produrre quantitativamente e di essere anche competitivi sui prezzi”. Il governo punta quindi a un modello energetico basato su una maggiore integrazione tra rinnovabili e nuove tecnologie nucleari, con l’obiettivo indicato dal ministro di garantire maggiore disponibilità di energia e condizioni economiche competitive per famiglie e imprese.
Il nuovo nucleare nel mix energetico nazionale
La strategia delineata da Pichetto Fratin non prevede un’alternativa tra energie rinnovabili e nucleare, ma un sistema integrato nel quale le diverse fonti possano contribuire alla sicurezza energetica del Paese. Il ministro ha infatti evidenziato come la crescita del fotovoltaico, dell’eolico, dell’idroelettrico e della geotermia dovrà essere accompagnata dall’introduzione del cosiddetto nucleare sostenibile, una tecnologia considerata dal governo uno degli strumenti per aumentare la capacità produttiva nazionale. La legge delega approvata dal Senato rappresenta quindi il quadro normativo per definire successivamente i decreti legislativi necessari a disciplinare i diversi aspetti legati alla possibile reintroduzione dell’energia nucleare in Italia.
Deposito delle scorie nucleari: previsto un percorso dedicato
Tra gli aspetti affrontati dal ministro c’è anche quello della gestione dei rifiuti radioattivi e del futuro deposito nazionale. La legge delega, secondo quanto spiegato da Pichetto Fratin, prevede infatti anche disposizioni specifiche per regolamentare il percorso relativo allo stoccaggio e alla gestione dei materiali prodotti dalle attività nucleari. “Il percorso del deposito unico delle scorie nucleari è previsto nella delega. Una parte dei decreti legislativi riguarderà il deposito, distinguendo naturalmente tra lo stoccaggio delle scorie, che è un quantitativo molto ridotto, sono 200 metri quadri ed è uno stoccaggio che diventa temporaneo per poi andare nel geologico che stiamo valutando a livello europeo e invece il deposito dei rifiuti che sono quelli a bassa e media intensità, essenzialmente acciaio, ferro, mattoni delle vecchie centrali e la produzione giornaliera di rifiuti radioattivi, gran parte ospedalieri”. Il ministro ha quindi distinto tra le diverse tipologie di materiali radioattivi: da una parte le scorie ad alta attività, per le quali viene indicato un futuro percorso verso un deposito geologico valutato a livello europeo, dall’altra i rifiuti a bassa e media intensità, derivanti principalmente dalle vecchie centrali nucleari italiane e dalle attività quotidiane, comprese quelle del settore sanitario.
La nuova fase della politica energetica italiana
L’approvazione della legge delega sul nucleare sostenibile apre dunque una fase caratterizzata dalla definizione delle regole operative e tecniche che dovranno accompagnare il percorso energetico dei prossimi anni. Le parole di Gilberto Pichetto Fratin indicano la linea del governo: aumentare la produzione nazionale, rafforzare le energie rinnovabili e valutare il contributo del nuovo nucleare come elemento aggiuntivo per rispondere alla domanda energetica futura. Il tema resta al centro del dibattito nazionale, soprattutto per quanto riguarda tempi di realizzazione, tecnologie disponibili, costi, sicurezza e gestione dei rifiuti radioattivi. Con il via libera alla delega, però, prende formalmente avvio il percorso legislativo destinato a definire il ruolo dell’energia nucleare nel futuro sistema energetico italiano.



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