Almeno 4 persone sono morte in Vietnam a causa delle intense piogge che, negli ultimi giorni, hanno provocato alluvioni e frane in diverse aree settentrionali e centrali del Paese. Secondo le autorità, sono oltre 16mila le abitazioni invase dall’acqua, mentre vaste zone risultano ancora allagate nonostante le precipitazioni abbiano iniziato a cessare nel pomeriggio di giovedì. L’acqua continua a ricoprire numerose strade, autostrade e aree pianeggianti, causando pesanti disagi alla circolazione e alla vita quotidiana della popolazione.
Studente disperso, ritrovato il corpo
A Hanoi, le autorità hanno ritrovato il corpo di uno studente universitario che risultava disperso. Il giovane, al primo anno presso la Hanoi University of Mining and Geology, sarebbe stato trascinato in un sistema di drenaggio durante le inondazioni provocate dalle forti piogge. Il suo scooter, di colore blu, era stato individuato dai residenti nei pressi dell’ingresso della rete fognaria che conduce verso un fiume nella parte sudoccidentale della capitale. Gli accertamenti sono in corso per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente. Altre 3 persone sono morte ieri in seguito a una frana nell’area di Da Bac, nella provincia di Phu Tho, territorio prevalentemente rurale situato a Nord/Ovest di Hanoi.
Fiumi in aumento e centinaia di persone evacuate
Particolarmente delicata la situazione lungo il fiume Bui, a sud-ovest della capitale. Il corso d’acqua ha raggiunto livelli considerati pericolosi, isolando decine di abitazioni nelle aree rurali. Le autorità hanno disposto l’evacuazione di circa 150 famiglie, per un totale di oltre 500 persone, dalle zone maggiormente esposte alle esondazioni. Sono stati inoltre attivati i piani di risposta alle emergenze e le operazioni di ricerca e soccorso. Tra le province più colpite figurano Thanh Hoa e Ninh Binh, dove l’acqua ha sommerso migliaia di abitazioni.
Danni ingenti all’agricoltura
L’emergenza non riguarda soltanto i centri abitati. Le inondazioni hanno danneggiato più di 24mila ettari di coltivazioni, tra riso, ortaggi e altre produzioni agricole. A questi si aggiungono circa 1.176 ettari di aree destinate all’acquacoltura. Il quadro resta quindi particolarmente complesso, con gli effetti delle piogge che si sommano ai danni provocati dall’acqua stagnante e dall’interruzione dei collegamenti stradali.
Un Paese particolarmente esposto agli eventi estremi
Il Vietnam è considerato uno dei Paesi maggiormente vulnerabili al meteo estremo. La lunga costa, frequentemente interessata dai tifoni, e la presenza di vaste aree densamente popolate in zone pianeggianti e costiere aumentano l’esposizione al rischio idrogeologico. Dopo una serie di violente tempeste che hanno colpito il Paese nel 2025, le autorità vietnamite hanno avviato la ricerca di nuove strategie per migliorare la prevenzione e la gestione delle emergenze legate alle alluvioni. Il 2025 era stato infatti caratterizzato da numerosi episodi di maltempo: la tempesta tropicale Wipha aveva provocato forti piogge e allagamenti a luglio, mentre ad agosto la tempesta Kajiki aveva causato ulteriori inondazioni e frane. A settembre il tifone Bualoi aveva provocato almeno 26 vittime. In ottobre, inoltre, le storiche città di Hue e Hoi An, nel Vietnam centrale, erano state colpite da gravi alluvioni, così come ampie aree del Nord del Paese.


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