Voli cancellati nel Regno Unito, Nats risolve il guasto ma resta il caos negli aeroporti: oltre mille cancellazioni

Il problema tecnico al sistema di controllo del traffico aereo è stato risolto, ma gli scali britannici devono ancora smaltire l’arretrato. Heathrow, Gatwick e altri aeroporti colpiti da ritardi e cancellazioni

Il guasto tecnico al sistema di controllo del traffico aereo del Regno Unito è stato risolto, ma il ritorno alla normalità negli aeroporti britannici procede lentamente. Dopo una giornata di forti disagi, con oltre 1.000 voli cancellati e migliaia di passeggeri coinvolti, il servizio Nats (National Air Traffic Services) ha comunicato il ripristino delle operazioni, mentre gli scali sono impegnati a recuperare il programma dei voli rimasto bloccato. Secondo i dati diffusi da FlightRadar24, entro le 20 di oggi, ora italiana, sono stati cancellati complessivamente 1.055 voli da e per gli aeroporti del Regno Unito a causa del malfunzionamento che ha interessato i sistemi utilizzati per la gestione del traffico aereo.

Nats: “il problema è ora risolto”, ma resta l’arretrato dei voli

Il servizio di controllo del traffico aereo britannico ha spiegato che la risoluzione del problema ha richiesto più tempo rispetto alle aspettative iniziali, con inevitabili conseguenze sull’operatività degli aeroporti. “Il ripristino dal problema del sistema di oggi ha richiesto più tempo di quanto avessimo sperato” ha dichiarato il Nats in un messaggio diffuso sui social, aggiungendo che il problema “è ora risolto”. “Stiamo operando normalmente e lavorando il più duramente possibile per smaltire l’arretrato di voli” ha aggiunto l’ente, riconoscendo la gravità dei disagi provocati ai passeggeri: “è estremamente frustrante, e ci scusiamo senza riserve”. La riattivazione dei sistemi non ha però eliminato immediatamente gli effetti del blocco: centinaia di collegamenti hanno dovuto essere riprogrammati e molte compagnie aeree hanno continuato a gestire ritardi e cancellazioni.

Heathrow e Gatwick tra gli scali più colpiti dal blocco del traffico aereo

Tra gli aeroporti maggiormente coinvolti figura Heathrow, il principale scalo britannico e uno dei più trafficati al mondo, situato a ovest di Londra. Anche Gatwick, a sud della capitale, ha subito pesanti ripercussioni. La situazione ha generato forti disagi tra i viaggiatori. Josie Donoghue, un’operatrice sanitaria rimasta bloccata su un volo diretto in Irlanda partito da Gatwick, ha raccontato di essere rimasta ferma sulla pista per circa tre ore prima di poter scendere dall’aereo. La passeggera ha definito la situazione “un incubo” e ha spiegato che attraversare l’aeroporto dopo il blocco è stato “come cercare di uscire da Alcatraz”. Il problema ha interessato anche altri aeroporti britannici, tra cui Liverpool, Birmingham ed Edimburgo, mentre lo scalo di Dublino, in Irlanda, ha annunciato la cancellazione di decine di voli.

British Airways cancella e devia oltre 100 voli, Ryanair coinvolge 65mila passeggeri

Le conseguenze del guasto hanno colpito duramente le compagnie aeree. British Airways ha comunicato di essere stata costretta a cancellare o deviare più di 100 voli, con decine di migliaia di passeggeri coinvolti. Anche Ryanair ha registrato pesanti problemi operativi: la compagnia low-cost irlandese ha dichiarato che oltre 65.000 passeggeri sono stati interessati dai disagi e che sono stati cancellati più di 50 voli. Gli effetti del caos hanno raggiunto anche il mondo dello sport. L’Arsenal, atteso domani a Napoli per la sfida contro la squadra partenopea, ha dovuto cancellare una conferenza stampa pre-partita dopo che il volo della squadra ha subito un ritardo a causa del blocco del traffico aereo.

Il governo britannico chiede verifiche, Ryanair attacca i vertici Nats

Sul caso è intervenuta la segretaria di Stato britannica per i Trasporti Heidi Alexander, che ha chiesto chiarimenti sul funzionamento dei sistemi alla base della gestione del traffico aereo nazionale. La rappresentante del governo ha dichiarato di aver richiesto “rassicurazioni che si imparerà la lezione e che i sistemi a supporto dell’aviazione siano all’altezza del compito”. Dura invece la posizione di Ryanair. Il direttore operativo della compagnia, Neal McMahon, ha rilanciato le richieste di dimissioni dell’amministratore delegato di Nats Martin Rolfe, accusandolo di aver nuovamente creato disagi ai passeggeri. “Basta, è ora che il governo del Regno Unito intervenga… e metta a capo qualcuno in grado di fare il lavoro” ha dichiarato McMahon.

Non è il primo blackout nei cieli britannici: il precedente del 2023 coinvolse 700mila passeggeri

Il nuovo episodio riporta al centro dell’attenzione la sicurezza e l’affidabilità dei sistemi tecnologici che regolano il traffico aereo britannico. Il Regno Unito aveva già affrontato problemi simili negli ultimi anni. Nel luglio dello scorso anno un guasto tecnico aveva provocato la cancellazione di decine di voli, suscitando la reazione dei vertici delle compagnie aeree britanniche. Il precedente più grave risale però al 2023, quando un malfunzionamento del sistema di controllo aereo provocò una crisi di dimensioni molto maggiori: oltre 700.000 passeggeri furono coinvolti, con centinaia di voli cancellati e numerosi collegamenti costretti al dirottamento. Dopo l’ultimo guasto, il tema torna quindi al centro del dibattito: garantire sistemi di controllo del traffico aereo più robusti e capaci di evitare nuove paralisi del settore.