Lo Spazio è ormai una componente decisiva non solo della crescita economica, ma anche della sicurezza e dell’indipendenza strategica dell’Unione Europea. È il messaggio lanciato dal presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen nel corso del Summit internazionale sullo Spazio di Parigi, dove ha delineato le priorità dell’UE per rafforzare le proprie capacità spaziali e industriali. La capacità dell’Unione Europea di accedere e operare nello Spazio “non sostiene soltanto la nostra prosperità, ma determina in misura crescente la nostra sicurezza e la nostra indipendenza“, ha dichiarato von der Leyen, sottolineando come la centralità dello Spazio sia particolarmente evidente nella guerra in Ucraina, dove comunicazioni e immagini satellitari rappresentano strumenti essenziali per la conduzione delle operazioni militari.
La dimensione della sicurezza spaziale riguarda sempre più direttamente anche l’Europa: “Assistiamo al disturbo e alla falsificazione dei segnali di navigazione, con disagi per l’aviazione civile, ad attacchi informatici contro reti satellitari che mettono fuori uso infrastrutture critiche e a droni che sorvolano il nostro spazio aereo utilizzando tecnologie dipendenti dalla navigazione dall’alto. Il messaggio è chiaro: la nostra sicurezza sulla Terra dipende sempre più dalla nostra sicurezza nello Spazio“, osserva von der Leyen.
Iris² e lo Scudo spaziale europeo
In questo quadro si inserisce il progetto europeo Iris², la costellazione satellitare destinata a garantire comunicazioni sicure. Secondo il programma illustrato dal presidente della Commissione, i primi satelliti dovrebbero essere lanciati nel 2029, mentre la costellazione dovrebbe arrivare a contare oltre 350 satelliti. La strategia europea punta però anche alla protezione delle infrastrutture spaziali esistenti. «I sistemi spaziali “diventano sempre più fondamentali per le nostre economie e per la nostra sicurezza, e dobbiamo pertanto proteggerli“, ha affermato von der Leyen.
“Questo è lo scopo dello Scudo spaziale europeo“, ha aggiunto, indicando un sistema destinato a riunire le capacità degli Stati membri in un’architettura integrata, con una maggiore consapevolezza della situazione e difese più solide contro il disturbo e la falsificazione dei segnali. L’obiettivo è intervenire congiuntamente anche sulle principali lacune capacitive, dall’allerta precoce dallo Spazio fino alla protezione dei satelliti. “Nessuno Stato membro può sviluppare queste capacità da solo, ma insieme l’Europa ha la scala necessaria per farlo“, ha puntualizzato il presidente della Commissione.
La sfida industriale: fare sistema
La dimensione strategica si intreccia con quella industriale. Per von der Leyen, l’Europa deve aggregare le proprie forze e investire su larga scala per riuscire a competere con Stati Uniti e altri grandi attori globali. In questo processo, un ruolo centrale potrebbe essere giocato dalla collaborazione tra Airbus, Thales e Leonardo, impegnate nella proposta di joint venture denominata Bromo. Bruxelles sta intervenendo anche sul fronte delle regole sulla concorrenza. “Con nuove linee guida sulle concentrazioni affinché riconoscano che le aziende europee hanno bisogno di scala per investire e competere a livello globale“, ha spiegato il presidente della Commissione.
E proprio il progetto Bromo rappresenta, secondo von der Leyen, un esempio concreto della nuova direzione industriale europea: “È esattamente ciò che Airbus, Thales e Leonardo stanno cercando di realizzare con la proposta di joint venture denominata Bromo. Sono questi i campioni industriali di cui abbiamo bisogno se l’Europa vuole guidare l’economia spaziale di domani“.
Un mercato destinato a triplicare
La posta in gioco è anche economica. Il settore spaziale sta attraversando una fase di profonda trasformazione, alimentata dall’intelligenza artificiale, dal ritorno delle missioni lunari e dalla crescente rilevanza geopolitica dello Spazio. La guerra della Russia contro l’Ucraina ha inoltre mostrato concretamente quanto le infrastrutture spaziali siano diventate essenziali per la sicurezza comune. Parallelamente, l’economia globale dello Spazio è destinata, secondo le stime richiamate da von der Leyen, a quasi triplicare: dai circa 630 miliardi di dollari attuali a circa 1.800 miliardi entro il 2035. Per l’Europa, dunque, la sfida è duplice: difendere la propria autonomia strategica e riuscire a conquistare una quota significativa della crescita del mercato.
Ariane 6, Vega C e le nuove imprese
Un altro pilastro della strategia è l’accesso autonomo allo Spazio. Il presidente della Commissione ha rivendicato le capacità garantite dai lanciatori Ariane 6 e Vega C, sottolineando allo stesso tempo la crescita di una nuova generazione di imprese private e innovative. “L’Europa possiede capacità di lancio autonome, e in tutto il nostro continente sta crescendo una nuova generazione di imprese innovative“, ha detto von der Leyen, ricordando il recente lancio del primo razzo commerciale dall’Europa continentale realizzato da una startup tedesca, sostenuta con 10 milioni di euro dal Consiglio europeo per l’innovazione.
Per rafforzare l’intera filiera del trasporto spaziale, la Commissione europea intende inoltre lavorare insieme all’Agenzia Spaziale Europea a una strategia comune. L’obiettivo è aggregare la domanda pubblica e privata, facendo dell’Europa un cliente di riferimento per i fornitori del continente e garantendo maggiore certezza di mercato agli investitori.
Oltre 130 miliardi per difesa, sicurezza e Spazio
Il piano delineato a Parigi comprende infine una componente finanziaria e normativa. Bruxelles ha già mobilitato 2 miliardi di euro di capitale di rischio attraverso Cassini e altri 5 miliardi tramite il fondo Scale-up Europe. A queste risorse si aggiunge la proposta di destinare 131 miliardi di euro a difesa, sicurezza e Spazio nell’ambito del futuro Fondo europeo per la competitività. Sul piano regolatorio, la Commissione punta invece sulla legge spaziale dell’Ue e sulla creazione di un mercato unico delle comunicazioni satellitari. La finalità è superare le frammentazioni tra i singoli Stati membri e costruire un mercato integrato potenzialmente rivolto a 450 milioni di utenti.
Il messaggio emerso dal vertice di Parigi è quindi netto: per l’Unione europea lo Spazio non rappresenta più soltanto una frontiera tecnologica o industriale, ma un’infrastruttura strategica dalla quale dipendono sempre più sicurezza, autonomia e competitività economica.


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