La diffusione della Xylella fastidiosa torna ad accendere i riflettori sul futuro dell’olivicoltura italiana. I nuovi focolai individuati nelle ultime settimane in Calabria e Basilicata stanno aumentando la preoccupazione dell’intera filiera olivicolo-olearia, dopo che il batterio ha raggiunto territori finora considerati immuni alla presenza del patogeno. A lanciare l’allarme è Tullio Forcella, presidente di Federolio, l’associazione maggiormente rappresentativa del commercio oleario italiano, che ha evidenziato la necessità di intervenire rapidamente per contenere la diffusione della malattia e proteggere il patrimonio produttivo nazionale.
Xylella fastidiosa, i nuovi focolai in Calabria e Basilicata preoccupano la filiera dell’olio
La presenza della Xylella fastidiosa in nuove aree del Mezzogiorno rappresenta un elemento di forte attenzione per il comparto agricolo. Il batterio, già responsabile dei gravi danni agli uliveti pugliesi negli ultimi anni, ha infatti superato i confini delle zone di contenimento attivate in Puglia, arrivando in altri territori strategici per la produzione olivicola. Secondo Federolio, la situazione richiede una risposta coordinata tra istituzioni, operatori agricoli e filiera produttiva, con l’obiettivo di limitare l’espansione del patogeno e tutelare la qualità dell’olio extravergine di oliva italiano. La preoccupazione riguarda non soltanto la salvaguardia delle piante colpite, ma anche la capacità del settore di mantenere adeguati livelli produttivi in un momento già complesso per il comparto agricolo, segnato da cambiamenti climatici, aumento dei costi e difficoltà produttive.
Federolio: “la difesa del patrimonio olivicolo nazionale è oggi una priorità assoluta”
Il presidente di Federolio Tullio Forcella ha commentato gli ultimi sviluppi sottolineando la gravità della situazione, ma anche la necessità di valorizzare le risposte messe in campo dalle istituzioni regionali. “La recrudescenza della Xylella fastidiosa desta forte preoccupazione in tutta la filiera olivicolo-olearia. I nuovi focolai in Calabria e Basilicata nelle ultime settimane confermano che, nonostante le aree di contenimento attivate in Puglia, il batterio è riuscito a raggiungere territori finora immuni“, ha dichiarato Forcella. Il presidente dell’associazione ha però evidenziato anche un elemento positivo legato alla rapidità degli interventi: “riteniamo tuttavia incoraggiante la tempestiva reazione delle autorità regionali e confidiamo che le importanti risorse previste dal Piano Olivicolo Nazionale possano limitare la diffusione del patogeno e favorire il recupero produttivo delle zone colpite“.
Il ruolo del Piano Olivicolo Nazionale per il recupero delle aree colpite
Nel quadro delineato da Federolio, un ruolo centrale viene attribuito alle risorse previste dal Piano Olivicolo Nazionale, considerate uno strumento fondamentale per sostenere le aree interessate dalla diffusione della Xylella. L’obiettivo è duplice: da un lato contenere l’avanzata del batterio attraverso le misure di prevenzione e gestione delle aree colpite, dall’altro favorire il rilancio produttivo degli oliveti danneggiati. La sfida riguarda l’intero sistema dell’olio italiano, chiamato a difendere un patrimonio agricolo, economico e ambientale che rappresenta uno dei simboli della produzione agroalimentare nazionale.
Qualità e quantità dell’olio italiano, la sfida della filiera olivicola
La diffusione della Xylella fastidiosa pone anche il tema della competitività della produzione italiana. Per Federolio, infatti, non basta preservare la qualità riconosciuta a livello internazionale dell’olio Made in Italy: è necessario anche rafforzare la capacità produttiva. “L’intera filiera ha bisogno di tutelare la qualità dell’olio italiano, ma anche di rafforzare la produzione in termini quantitativi“, ha aggiunto Tullio Forcella. Un equilibrio che diventa sempre più importante per un settore chiamato a fronteggiare una fase caratterizzata da nuove emergenze fitosanitarie e dalla necessità di garantire continuità alla produzione. “La difesa del patrimonio olivicolo nazionale è oggi una priorità assoluta“, ha concluso il presidente di Federolio, ribadendo la necessità di proteggere gli uliveti italiani e sostenere le aree coinvolte dalla nuova avanzata della Xylella fastidiosa.


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