La gloriosa missione dell’osservatorio Neil Gehrels Swift della NASA è giunta al suo inevitabile epilogo: tutti i veicoli posizionati in un’orbita terrestre bassa subiscono costantemente gli effetti dell’attrito atmosferico, un fenomeno naturale inevitabile. Tuttavia, la recente e intensa attività del Sole ha amplificato questa dinamica, spingendo la sonda verso un inesorabile e progressivo declino altimetrico. Nonostante i numerosi sforzi ingegneristici, il veicolo spaziale ha iniziato a sprofondare rapidamente verso gli strati più densi della nostra atmosfera, rendendo di fatto impossibile il proseguimento delle sue preziose osservazioni scientifiche. Dopo un’ultima spettacolare carrellata di acquisizioni cosmiche, il team operativo ha dovuto prendere la difficile decisione di spegnere i sistemi principali, preparando così definitivamente il celebre satellite al suo imminente e inevitabile rientro verso la superficie terrestre.
I tentativi di salvataggio e le ultime osservazioni
Lo scorso agosto una missione di manutenzione ad alto rischio e a rapida esecuzione si è conclusa senza alcun tentativo di alzare l’orbita dell’osservatorio. Successivamente, Swift ha riavviato le sue attività scientifiche, che il team aveva precedentemente messo in pausa per ridurre al minimo la resistenza aerodinamica e prolungare il tempo di permanenza in orbita del veicolo. Da quel momento, il satellite ha scrutato con successo centinaia di nuovi bersagli nello Spazio profondo e all’interno del nostro Sistema Solare. Tra questi spiccano i resti di antiche esplosioni stellari, buchi neri supermassicci attivi in galassie lontane e affascinanti comete locali. Tuttavia, il ritorno alla piena operatività ha comportato un nuovo aumento della resistenza sul veicolo spaziale, facendolo “inabissare” sempre più velocemente.
Lo spegnimento definitivo e il rientro nell’atmosfera
Il 20 ottobre, l’osservatorio ha toccato la quota critica di 275 km di altitudine. A questo punto, la sonda ha perso la sua 1ª grande battaglia contro il decadimento orbitale, non riuscendo più a compensare gli effetti dell’aumentato attrito, ed è entrata automaticamente in modalità provvisoria. La maggiore resistenza presente a questa altezza impedisce di fatto ai telescopi del satellite di puntare con stabilità i loro obiettivi astronomici. Di conseguenza, il team operativo della Penn State ha inviato un comando al veicolo spaziale che ha interrotto effettivamente le operazioni di Swift, al fine di prepararlo all’impatto atmosferico. La missione scientifica ha condotto la sua ultima rilevazione il 20 ottobre e, secondo le previsioni, l’intero blocco dovrebbe rientrare nell’atmosfera nel corso delle prossime settimane, suggellando così un’avventura cosmica.


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