Si è concluso QuantiFarm, il progetto europeo finanziato nell’ambito di Horizon Europe che ha valutato l’impatto delle tecnologie digitali in agricoltura attraverso sperimentazioni condotte in condizioni operative reali. L’iniziativa, sviluppata da un partenariato di 32 organizzazioni europee, ha coinvolto il Politecnico di Milano, con l’Osservatorio Smart AgriFood e il Food Sustainability Lab, nell’analisi del valore generato dalle soluzioni digitali per il settore agricolo. I risultati evidenziano benefici economici e ambientali nella maggior parte delle realtà esaminate, confermando il potenziale dell’innovazione digitale per migliorare l’efficienza produttiva, contenere i costi e ottimizzare l’impiego delle risorse. Un potenziale che, tuttavia, deve essere valutato alla luce delle caratteristiche delle singole aziende, delle condizioni agronomiche e delle modalità di utilizzo delle tecnologie.
Trenta casi studio in 20 Paesi europei
Nel corso del progetto sono stati analizzati 30 casi studio distribuiti in 20 Paesi europei, in differenti contesti biogeografici e produttivi, con il coinvolgimento di oltre 100 aziende agricole. L’indagine ha preso in esame un ampio ventaglio di soluzioni, dai Sistemi di Supporto alle Decisioni (DSS) alle stazioni agrometeorologiche, dai sensori agli strumenti di monitoraggio e raccolta dati, fino alle piattaforme per la gestione aziendale, ai sistemi di irrigazione e fertilizzazione di precisione.
L’analisi ha riguardato anche tecnologie per l’automazione degli allevamenti, tra cui robot per la mungitura e l’alimentazione e sistemi automatici per il monitoraggio delle stalle e degli animali. I casi studio hanno interessato comparti diversi: dalle colture in pieno campo alle produzioni specializzate, dagli allevamenti di bovini da latte e suini fino all’allevamento di ostriche, includendo anche strumenti per il monitoraggio delle performance aziendali. L’eterogeneità delle esperienze ha permesso di osservare gli effetti della digitalizzazione direttamente nei processi produttivi, superando una valutazione basata esclusivamente sulle prestazioni tecniche delle singole soluzioni.
Ritorno economico positivo nella maggior parte dei casi
Uno dei principali risultati del progetto riguarda la redditività degli investimenti. Considerando la media dei 3 anni di sperimentazione, l’analisi costi-benefici ha rilevato un beneficio monetario netto in 23 casi su 30, indicando un ritorno economico positivo per la maggior parte delle soluzioni digitali per l’agricoltura, definite DATS (Digital Agriculture Technology Solutions).
In quattro casi il quadro è risultato più articolato: la stessa tecnologia ha generato un beneficio netto su una coltura e una perdita su un’altra all’interno della medesima azienda. Un’evidenza che sottolinea quanto i risultati dipendano dalle condizioni agronomiche e dalle specifiche pratiche di gestione. Negli altri 3 casi è stata registrata una perdita netta, riconducibile prevalentemente a fattori contingenti, come condizioni climatiche sfavorevoli, caratteristiche agronomiche o vincoli operativi aziendali, che hanno impedito di sfruttare pienamente il potenziale delle tecnologie adottate.
La valutazione su un arco temporale triennale ha consentito inoltre di attenuare il peso delle oscillazioni annuali, spesso influenzate da fattori esterni alla tecnologia. Il dato suggerisce quindi l’importanza di considerare più stagioni produttive per misurare con maggiore affidabilità il valore degli investimenti digitali.
“QuantiFarm è nato per rispondere a una questione oggi decisiva per il futuro del settore: non basta promuovere l’innovazione tecnologica. È necessario anche capire quali strumenti funzionano davvero, in quali contesti e con quali ricadute economiche, ambientali e sociali“, ha spiegato Raffaella Cagliano, direttrice del Dipartimento di Ingegneria Gestionale e Responsabile Scientifica del Food Sustainability Lab del Politecnico di Milano. “L’adozione delle tecnologie digitali in agricoltura richiede strumenti di misurazione capaci di integrare le diverse dimensioni della sostenibilità, considerando congiuntamente impatti economici, ambientali e sociali“.
Investimenti da valutare nel medio-lungo periodo
Anche l’analisi finanziaria di medio-lungo periodo restituisce un quadro complessivamente positivo. Nella maggior parte dei casi, i ritorni economici tendono a consolidarsi e a crescere con il prolungarsi dell’orizzonte temporale. Per diverse soluzioni, in particolare i Sistemi di Supporto alle Decisioni, i Farm Management Information Systems e i sensori utilizzati in campo, il recupero dell’investimento avviene entro uno o due cicli produttivi. Il valore delle tecnologie digitali non può quindi essere misurato soltanto sulla base dei risultati immediati. I benefici possono aumentare progressivamente grazie a un utilizzo più efficace degli strumenti, al miglioramento delle decisioni agronomiche e gestionali e all’accumulo dei risparmi sugli input produttivi.
Meno sprechi e maggiore flessibilità nel lavoro
Accanto ai risultati economici, QuantiFarm ha rilevato effetti positivi sul piano ambientale. Le tecnologie digitali hanno favorito un impiego più efficiente di fertilizzanti, prodotti fitosanitari, mangimi, antibiotici e farmaci veterinari, oltre a una gestione più precisa dell’irrigazione e della fertilizzazione e a un monitoraggio più accurato delle condizioni delle colture e degli animali. In oltre 2 terzi dei confronti analizzati è stato osservato anche un incremento della produttività associato all’adozione delle tecnologie.
I benefici riguardano inoltre l’organizzazione del lavoro. Il monitoraggio da remoto, la semplificazione delle attività amministrative e l’automazione di alcune operazioni hanno contribuito a rendere più flessibile la gestione del tempo e delle attività aziendali, offrendo agli agricoltori nuove possibilità di organizzazione dei processi produttivi.
“Con QuantiFarm il Politecnico di Milano ha contribuito a rendere più trasparente e misurabile il valore delle tecnologie digitali in agricoltura. Abbiamo offerto a imprese, advisor e decisori strumenti rigorosi per valutare non solo i benefici economici, ma anche gli impatti ambientali e sociali delle soluzioni adottate, così da supportare scelte di innovazione più consapevoli ed efficaci“, ha dichiarato Filippo Maria Renga, coordinatore delle attività europee e internazionali degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano.
Una rete europea per trasferire i risultati
Il progetto ha riunito università e centri di ricerca insieme a organizzazioni di riferimento per il settore agricolo europeo, tra cui Confagricoltura, Copa-Cogeca, CEMA, Teagasc, Delphy e IDELE. Al partenariato hanno partecipato anche numerosi soggetti attivi nella consulenza, nel trasferimento tecnologico e nello sviluppo di soluzioni per l’agricoltura digitale. Il coinvolgimento di attori diversi ha favorito il dialogo tra ricerca, imprese agricole, consulenti, industria e stakeholder istituzionali, contribuendo a collegare l’analisi scientifica alle esigenze concrete del comparto.
Con la conclusione di QuantiFarm, strumenti, metodi e conoscenze sviluppati nel progetto saranno valorizzati in nuove iniziative di ricerca e innovazione già finanziate nell’ambito di Horizon Europe, tra cui GreenFit, Farmory, Agritechvalley e CeAmplify. I risultati continueranno inoltre a essere approfonditi attraverso le attività dell’Osservatorio Smart AgriFood, del Food Sustainability Lab e dell’Osservatorio Dairy Innovation.
L’esperienza di QuantiFarm indica, in definitiva, che la digitalizzazione può rappresentare una leva importante per la competitività e la sostenibilità dell’agricoltura europea. Per trasformare il potenziale tecnologico in valore concreto, resta però centrale la capacità di misurare i risultati, adattare le soluzioni ai diversi contesti produttivi e accompagnare le aziende nella scelta degli strumenti più adatti alle proprie esigenze.


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