Alla conquista delle lune di Marte: il piano della NASA per portare frammenti alieni sulla Terra

La missione MMX è pronta al lancio per svelare i segreti di Phobos e Deimos e riportare sulla Terra campioni cruciali

L’attesa è finita per una delle missioni più ambiziose dedicate all’esplorazione del nostro Sistema Solare. La NASA gioca un ruolo da protagonista nella missione MMX dell’agenzia spaziale giapponese JAXA, che ha come traguardo l’indagine approfondita del sistema marziano. Il lancio del veicolo spaziale è programmato il 19 ottobre dal Tanegashima Space Center in Giappone. L’obiettivo primario è caratterizzare e determinare l’origine delle 2 misteriose lune marziane, Phobos e Deimos. La grande ambizione di questo viaggio nello Spazio è riuscire a raccogliere un frammento di suolo direttamente da Phobos e riportarlo sul nostro pianeta.

I segreti nascosti nelle lune marziane

Gli scienziati discutono da tempo sull’origine dei 2 satelliti naturali di Marte. I dati e i materiali raccolti dalla missione aiuteranno a rispondere a domande fondamentali sulle origini di queste lune e sull’intera storia del Sistema Solare. Tom Statler, scienziato del programma MMX presso la sede centrale della NASA, ha spiegato i 2 scenari principali sul tavolo: “Phobos e Deimos potrebbero essere i resti di un massiccio impatto su Marte che ha inviato materiale in orbita attorno al pianeta, oppure potrebbero essere antichi asteroidi che sono stati catturati dalla gravità di Marte miliardi di anni fa“. Conoscere la verità rappresenta un tassello cruciale per l’astronomia moderna. Come ha aggiunto lo stesso Statler: “Avere la risposta aiuterà a illuminare quella 1ª era in cui la Terra e gli altri pianeti interni potrebbero aver acquisito gran parte della loro acqua e dei loro composti organici“.

Una collaborazione internazionale per il futuro dello Spazio

La sinergia tra le agenzie si basa su tecnologie d’avanguardia fornite dagli Stati Uniti. Tra i contributi americani spiccano lo spettrografo MEGANE, che misurerà neutroni e raggi gamma per svelare la composizione chimica di Phobos, e il P-Sampler. Quest’ultimo è un campionatore pneumatico montato su una delle zampe di atterraggio, progettato per raccogliere materiale superficiale usando raffiche di gas azoto ad alta pressione. La NASA riceverà e curerà circa il 15% del campione totale riportato a terra nei laboratori di Houston. Nicky Fox, amministratore associato della Science Mission Directorate della NASA, ha evidenziato l’importanza del progetto dichiarando: “I campioni di MMX porteranno alla luce una scienza in grado di cambiare i paradigmi sul sistema di Marte per le generazioni a venire, specialmente mentre la NASA si prepara a inviare il 1° essere umano su Marte“. La dirigente ha poi concluso sottolineando il valore della cooperazione: “La partnership NASA-JAXA per la cura dei campioni è estremamente preziosa, e sono orgogliosa che la NASA Science stia supportando la cura dei campioni MMX e condividerà porzioni di questi campioni per lo studio, mentre continuiamo ad espandere la comprensione dell’universo da parte dell’umanità a beneficio di tutti”.

Le tappe del viaggio interplanetario

Il calendario della missione prevede traguardi precisi e tempi lunghi, necessari per coprire le immense distanze cosmiche. La sonda MMX arriverà nell’orbita marziana nell’agosto 2027 per iniziare il suo sondaggio dettagliato delle 2 lune. Dopo aver mappato e analizzato Phobos a fondo, il veicolo spaziale procederà con la delicata operazione di raccolta del campione superficiale non prima del mese di dicembre 2028. Se tutte le manovre spaziali procederanno secondo i piani stabiliti dagli ingegneri, il prezioso carico extraterrestre intraprenderà il viaggio di ritorno per essere consegnato sulla Terra nel corso del 2031.