Allerta Meteo, Italia divisa in due tra l’anticiclone al Nord e la furia della tramontana al Sud: attese raffiche a 100 km/h mentre la Grecia affronta il ciclone

Allerta Meteo, La complessa configurazione sinottica sul bacino del Mediterraneo innesca una violenta tempesta di vento sulle regioni meridionali, reduci dai nubifragi e dai tornado delle scorse ore, mentre la Pianura Padana sperimenta le prime marcate inversioni termiche stagionali con notti fredde e pomeriggi miti

La giornata di oggi, martedì 13 ottobre, fotografa un quadro meteorologico eccezionalmente dinamico e polarizzato lungo la penisola italiana. Da un lato troviamo il rapido allontanamento verso levante del profondo vortice depressionario che nella giornata di ieri ha duramente colpito il Meridione provocando forte maltempo e piogge abbondanti, dall’altro la progressiva espansione di un robusto promontorio anticiclonico di matrice oceanica che va consolidandosi sui quadranti centro-settentrionali. Questa specifica conformazione barica sta generando un autentico canale di correnti settentrionali ad altissima energia, responsabile di un brusco rinforzo della ventilazione al Sud e di una fase di stabilità radiativa particolarmente efficiente al Settentrione, dove i cieli sereni notturni favoriscono un drastico calo delle temperature a livello del suolo.

Il ciclone si abbatte sulla Grecia dopo i violenti tornado tra Puglia e Sicilia

Il profondo centro di bassa pressione che ieri ha flagellato le regioni meridionali italiane ha ormai traslato il suo baricentro verso levante, posizionandosi sul Mar Egeo e investendo in pieno la Grecia. La penisola ellenica si trova in queste ore sotto l’impatto diretto di una severa fase di maltempo caratterizzata da piogge torrenziali, temporali autorigeneranti e un sensibile abbattimento della colonnina di mercurio, con precipitazioni che stanno provocando estesi allagamenti e locali dissesti idrogeologici.

Per l’Italia meridionale si tratta ormai della coda terminale del peggioramento, lasciata in eredità da un passaggio ciclonico particolarmente distruttivo. Nelle precedenti ventiquattro ore, la risalita del vortice e l’intenso contrasto termico tra l’aria fresca discendente da nord e le acque superficiali del Mediterraneo ancora calde hanno alimentato supercelle temporalesche di notevole violenza. Il fenomeno più temibile è stato lo sviluppo di molteplici tornado in Puglia e Sicilia, che hanno toccato terra producendo danni ingenti alle colture, scoperchiando strutture rurali e provocando la caduta di alberi e linee elettriche. Con il progressivo spostamento del sistema depressionario verso l’area ellenica, la convezione violenta si è esaurita sui settori tirrenici e ionici, lasciando spazio a nubi sparse e locali piovaschi residui sul basso Tirreno e sui rilievi calabresi, preludio a un generale miglioramento della copertura nuvolosa.

satellite meteo 13 ottobre

La tempesta di tramontana al Sud: raffiche fino a 100 km/h e mari in burrasca

Sebbene la pioggia stia gradualmente abbandonando il Sud per lasciare spazio a schiarite sempre più ampie, la vera insidia meteorologica delle prossime ore è rappresentata dal vento. Sul Mezzogiorno non assisteremo a una classica tregua mite, bensì all’innesco di una severa tempesta di tramontana. Già nel corso della prima parte di oggi, le raffiche hanno agevolmente superato i 60–70 km/h su diverse stazioni di rilevamento costiere e collinari, con punte particolarmente rilevanti nel Salento, lungo le dorsali appenniniche e in Calabria, segnatamente sui versanti ionici e lungo l’istmo di Catanzaro.

La causa fondamentale di questo flusso impetuoso risiede nell’eccezionale gradiente barico orizzontale che si è venuto a creare sull’Europa sud-orientale. Quando un’alta pressione con valori attorno ai 1030hPa avanza dall’Europa centro-occidentale e si trova a brevissima distanza da un minimo ciclonico profondo sotto i 1005hPa localizzato sull’Egeo, le linee isobare subiscono un fortissimo infittimento. L’aria, per ristabilire l’equilibrio di pressione, viene accelerata in modo straordinario dalle regioni a pressione più elevata verso quelle a pressione inferiore. La deviazione impressa dalla forza di Coriolis fa sì che questo flusso si orienti prevalentemente da nord e nord-est, incanalandosi nei principali corridoi orografici dell’Italia meridionale.

La fase più acuta di questo episodio ventoso è attesa tra la tarda serata di oggi e la giornata di domani, mercoledì 14 ottobre. La tramontana andrà incontro a un’ulteriore accelerazione, assumendo caratteristiche di vero e proprio fortunale con raffiche fino a 100 km/h tra la Puglia centro-meridionale, la Basilicata ionica, la Calabria e i settori nord-orientali della Sicilia. L’aspetto ingannevole di questa configurazione sarà la presenza del sole, che splenderà in un cielo terso a causa della progressiva disidratazione della massa d’aria, ma in un contesto atmosferico ostile caratterizzato da un forte effetto di raffreddamento da vento, il cosiddetto wind chill.

meteo mercoledì 14 ottobre

Il moto ondoso risentirà in maniera critica di questa continua sollecitazione eolica su scala chilometrica. Il basso Adriatico e il mar Ionio diventeranno rapidamente agitati fino a molto agitati, entrando in uno stato di burrasca con onde che al largo potranno raggiungere e oltrepassare i quattro metri di altezza significativa. Lungo le coste pugliesi esposte a settentrione, sui litorali ionici calabresi e lucani saranno possibili mareggiate insidiose, con forti difficoltà per la navigazione marittima commerciale e per i collegamenti con le isole minori.

Il ritorno dell’anticiclone al Centro-Nord tra sole e mitezza diurna

In netto contrasto con lo scenario tempestoso del Mezzogiorno, le regioni del Nord e parte del Centro si trovano sotto la piena influenza stabilizzante dell’anticiclone autunnale. La massa d’aria di origine atlantica, coadiuvata da un contributo subtropicale in quota, ha bloccato qualsiasi transito perturbato, garantendo un’atmosfera immobile e cieli diffusamente limpidi dalle Alpi all’Appennino tosco-emiliano. Nelle ore centrali del giorno, l’assenza di nuvolosità e l’efficace insolazione solare consentono un rapido riscaldamento degli strati inferiori dell’atmosfera. Nelle vallate alpine, lungo le coste tirreniche e su ampi settori pianeggianti, le temperature massime tornano a registrare valori molto miti e superiori alle medie del periodo, con punte diffuse che varcano agevolmente la soglia dei +20°C, toccando talora i ventidue o ventitré gradi nelle conche interne della Toscana, del Lazio e sul fondovalle atesino. Questa fase regala un clima diurno tipicamente gradevole, che tuttavia nasconde una netta dualità con le ore notturne.

La fisica dell’inversione termica in Pianura Padana: notti fredde e forti escursioni termiche

Il fenomeno meteorologico più rilevante e interessante che caratterizza il Centro-Nord in questo frangente è lo sviluppo di imponenti inversioni termiche, con epicentro sulla vasta conca della Pianura Padana. In condizioni atmosferiche ordinarie, la temperatura dell’aria diminuisce all’aumentare della quota secondo il normale gradiente termico verticale. Quando un potente campo di alta pressione staziona sull’Europa continentale in autunno, questo principio subisce un ribaltamento negli strati prossimi al terreno.

La dinamica si innesca subito dopo il tramonto: in presenza di cielo sereno, aria secca e completa calma di vento, il suolo cede rapidamente calore verso lo spazio mediante il processo di irraggiamento notturno, non trovando alcuna coltre nuvolosa a fare da barriera termica. A causa del contatto prolungato con la superficie fredda, lo strato d’aria più basso si raffredda velocemente. L’aria fredda, essendo notevolmente più densa e pesante rispetto all’aria calda sovrastante, scivola nei punti altimetricamente più bassi e vi ristagna, rimanendo intrappolata sul fondo della pianura. Al di sopra di questa sacca gelida, la compressione adiabatica associata alla sussidenza anticiclonica mantiene l’aria in quota a temperature sensibilmente più elevate, creando un gradiente capovolto in cui salendo di qualche centinaio di metri in collina o in montagna l’aria risulta più mite rispetto alla pianura.

Le conseguenze termiche di questo meccanismo sul catino padano sono evidenti proprio durante la prima mattinata di oggi e lo saranno ancora di più all’alba di mercoledì. Le minime ad una cifra sono la norma su tutto il bacino, con frequenti picchi che scendono con decisione sotto i +5°C nelle aree di campagna aperte del Piemonte occidentale, della Lombardia meridionale, del Veneto e dell’Emilia. Nei siti rurali più riparati non si escludono le primissime locali formazioni di brina al suolo. Questo netto crollo termico notturno contrapposto al vivace rialzo pomeridiano genera un’accentuata escursione termica giornaliera, con sbalzi che nell’arco di sole otto o dieci ore superano frequentemente i quindici o sedici gradi di differenza tra il valore minimo dell’alba e quello massimo del primo pomeriggio. Si tratta del tipico comportamento dell’autunno anticiclonico padano, che nei prossimi giorni, con la progressiva umidificazione dello strato inversionale, vedrà la comparsa delle prime foschie dense e dei banchi di nebbia da irraggiamento notturno lungo l’asta del Po.

Evoluzione per mercoledì 14 ottobre: l’Italia al bivio tra tempesta secca e stabilità

L’evoluzione a brevissimo termine manterrà intatta questa dicotomia climatica. Per mercoledì 14 ottobre si attende la definitiva espulsione della nuvolosità residua dal Mezzogiorno, con l’azzurro che tornerà a dominare la scena su tutto il territorio nazionale. Ciò nonostante, il Mediterraneo centrale continuerà a comportarsi come un corridoio di sfogo per la massa d’aria settentrionale, alimentata dal ciclone che sul comparto ellenico raggiungerà la fase di massima espressione con venti tempestosi e precipitazioni torrenziali.

Sul Meridione italiano la giornata di mercoledì sarà segnata dal picco della bufera: la tramontana soffierà con violenza inaudita, creando serie problematiche alle infrastrutture leggere, alla segnaletica e alle alberature, oltre a generare mareggiate severe sui bacini ionici e del basso Adriatico. Nel contempo, il Centro e il Nord consolideranno il loro dominio anticiclonico, con il gelo notturno nelle campagne e la mitezza pomeridiana che disegneranno un quadro d’inizio autunno estremamente stabile, offrendo una classica dimostrazione di come due regimi barici contrapposti possano trasformare la penisola in un vero e proprio mosaico di estremi atmosferici.

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