L’autunno entra nella sua fase più turbolenta e pericolosa in questa domenica 18 ottobre, con la Penisola stretta nella morsa di una possente circolazione depressionaria che sta richiamando venti tempestosi dai quadranti meridionali, capaci di scaricare precipitazioni imponenti su Liguria, arcipelago toscano, alto Piemonte e Sicilia orientale, mentre al meridione si sono registrate temperature minime sorprendentemente rigide a causa delle forti inversioni termiche notturne. Le proiezioni ad altissima risoluzione elaborate dal centro di ricerca meteorologica delineano uno scenario di forte criticità idraulica e idrogeologica per il pomeriggio, la serata odierna e per l’intera giornata di lunedì 19 ottobre.
La geografia del maltempo: il ritorno dello scirocco e i primi nubifragi al nord-ovest
L’innesco di questa severa ondata di maltempo risiede nello sprofondamento di un’ampia saccatura atlantica verso la penisola iberica e il bacino occidentale del Mediterraneo. Questa configurazione ha attivato un poderoso flusso di correnti calde e straordinariamente cariche di umidità provenienti dal nord Africa: il famigerato scirocco, che risalendo l’intero mare nostrum raccoglie vapore acqueo per poi scagliarlo con violenza contro i baluardi orografici della nostra penisola. L’effetto combinato tra il richiamo umido meridionale e lo sbarramento orografico, noto tecnicamente come effetto stau, sta generando precipitazioni persistenti e violente concentrate in particolar modo sui contrafforti montuosi esposti a sud e a sud-est.
Nel corso della prima parte di oggi, domenica 18 ottobre, il settore di nord-ovest si è risvegliato sotto piogge battenti a carattere di nubifragio. In Liguria, il settore di levante è finito rapidamente sotto una vera e propria tempesta d’acqua provocata dall’impatto diretto delle correnti sciroccali contro l’Appennino ligure. Si registrano cumulate parziali davvero notevoli che hanno già messo a dura prova la tenuta dei piccoli bacini idrografici e della rete fognaria: spiccano infatti i 59mm caduti a Monterosso al Mare e i 58mm misurati a Levanto, nel cuore delle Cinque Terre, dove la pioggia continua a scendere con eccezionale intensità accompagnata da forti raffiche di vento e mareggiate lungo i litorali.
Risalendo verso nord, il corridoio di instabilità umida ha trovato un secondo snodo critico nell’alto Piemonte, una delle zone storicamente più vulnerabili ai flussi umidi meridionali. Qui l’orografia alpina costringe l’aria a sollevarsi rapidamente, condensando imponenti masse nuvolose e scaricando quantitativi pluviometrici già pesanti nelle prime ore del giorno. I pluviometri certificano un accumulo di 58mm al santuario di Oropa, nel Biellese, e ben 41mm a Candoglia, nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola, con corsi d’acqua montani e torrenti in rapida crescita idrometrica.
Le isole dell’arcipelago toscano sotto tiro e i riflessi piovosi verso l’Emilia
Il treno di perturbazioni alimentato dallo scirocco non ha risparmiato il Tirreno settentrionale, dove si sono formati temporali rigeneranti in mare aperto che hanno bersagliato le isole dell’arcipelago toscano. L’impatto con la terraferma insulare ha prodotto rovesci scroscianti e grandinate di piccole dimensioni: all’isola di Gorgona si sono registrati 25mm di pioggia in poche ore, mentre a Portoferraio, sulla costa settentrionale dell’isola d’Elba, il cumulato ha raggiunto i 27mm, con criticità temporanee per allagamenti stradali nelle aree portuali e nelle zone basse della cittadina. Piogge continue e venti tesi hanno interessato anche l’isola di Capraia, battuta da marosi insidiosi che hanno ostacolato i collegamenti marittimi.
Superata la barriera appenninica tosco-ligure, la perturbazione travalica gradualmente i crinali settentrionali, riversando precipitazioni stratiformi sul versante padano. In Emilia, il maltempo si è manifestato con piogge al momento deboli ma insistenti sulla città di Parma, dove l’aria fredda preesistente nei bassi strati favorisce una coltre grigia e uniforme. Si tratta solo delle prime avvisaglie di un fronte destinato a compattarsi ulteriormente man mano che la risalita umida da sud-est andrà a incunearsi lungo la pianura e a scontrarsi contro la dorsale collinare appenninica.
Maltempo anche al sud: nubifragi intensi nell’estremità sud-orientale della Sicilia
Mentre il nord-ovest combatte con le piogge orografiche, all’altro capo d’Italia la situazione meteorologica ha assunto contorni altrettanto severi a causa dell’avvezione calda sciroccale che pesca aria tropicale direttamente dal canale di Sicilia. L’energia termica accumulata dalle acque marine, ancora calde a metà ottobre, agisce come un carburante formidabile per lo sviluppo di celle convettive autosospinte e stazionarie, le cosiddette strutture temporalesche a V, particolarmente temute per la loro violenza e persistenza.
L’estremità sud-orientale della Sicilia è stata colpita in mattinata da piogge torrenziali e temporali violenti che hanno causato rapidi allagamenti di fondi agricoli, scantinati e arterie viarie secondarie. Tra le province di Ragusa e Siracusa gli accumuli registrati sono impressionanti per la rapidità con cui si sono manifestati: si contano infatti 44mm di pioggia a Ispica e 42mm a Pachino. I fiumi e i canali di scolo della zona sono costantemente monitorati dal personale della protezione civile e dalle autorità locali, poiché l’innesco di nuove precipitazioni su terreni già saturi aumenta esponenzialmente il pericolo di dissesti e alluvioni lampo.
Il paradosso termico del meridione: freddo all’alba e forte inversione termica tra Puglia e Calabria
Accanto alla furia della pioggia, questa domenica 18 ottobre regala un quadro meteorologico straordinario e apparentemente paradossale sul versante ionico e adriatico del mezzogiorno italiano. Prima che la coltre nuvolosa compatta avanzasse dai quadranti occidentali, il cielo stellato e la calma di vento notturna hanno favorito una poderosa irradiazione notturna, dando origine a una marcatissima inversione termica al suolo nei bassopiani e nelle vallate interne di Puglia e Calabria, con valori termici minimi degni di una fredda giornata di inizio inverno.
In territorio pugliese l’alba ha regalato un clima decisamente frizzante con minime crollate in picchiata: la stazione meteo di Foggia ha segnato un incredibile valore di appena +6°C, mentre a Barletta la colonnina di mercurio non è andata oltre i +8°C. Valori bassissimi si sono registrati anche lungo la fascia costiera e adriatica con +10°C a Bari, +11°C a Brindisi, +12°C a Lecce e +13°C a Taranto e Gallipoli.
Il fenomeno del raffreddamento da irraggiamento si è rivelato ancora più netto e spettacolare nelle aree interne del Salento, dove l’orografia pianeggiante ricca di conche carsiche ha imprigionato l’aria fredda nei bassi strati: all’alba il termometro è sceso fino a +6°C a Lequile, fermandosi a +7°C nei comuni di Supersano e Spongano, toccando +8°C a Ortelle e registrando +9°C a Veglie e Latiano.
In Calabria il meccanismo dell’inversione ha raggiunto l’apice nella profonda vallata del fiume Crati e nella piana di Sibari, protette temporaneamente dalle grandi catene montuose della Sila e del Pollino. L’aria fredda e densa scivolata dai versanti montuosi si è adagiata sul fondovalle facendo precipitare i valori all’alba fino a +5°C a Rende, +7°C nel capoluogo Cosenza e +8°C nella piana di Sibari, mentre sulla costa ionica a Crotone si sono registrati +12°C. Sono tutte temperature tipiche di metà dicembre, quasi invernali! In ogni caso, si tratta di una quiete termica solo temporanea: con l’irrompere furioso dello scirocco nelle prossime ore, la cupola d’aria fredda verrà letteralmente scalzata via da correnti molto più miti e sature di umidità, preludio a una drammatica intensificazione del maltempo.
Allerta meteo per il pomeriggio e la sera di oggi: l’analisi oraria del modello Moloch del Cnr
Le simulazioni ad altissima risoluzione spaziale fornite dal modello Moloch sviluppato dall’Isac-Cnr, che grazie alla sua griglia di calcolo a 1,25 chilometri riesce a cogliere nei minimi dettagli le interazioni fra le correnti atmosferiche e l’orografia complessa della nostra penisola, accendono la massima allerta meteo per le ore pomeridiane e serali di questa domenica. L’atmosfera si appresta a vivere una fase parossistica caratterizzata dalla risalita di linee temporalesche prefrontali violente e persistenti.
Nelle ore comprese tra le 14:00 e le 18:00 il nucleo più violento delle piogge continuerà a martellare la Liguria centrale e orientale. Città come Genova, Rapallo, Chiavari e La Spezia dovranno fare i conti con tassi di precipitazione oraria capaci di superare i 40 o 50 millimetri all’ora. Contemporaneamente, in Piemonte, l’insistenza del flusso umido determinerà rovesci battenti sul Verbano-Cusio-Ossola, sul Biellese e sulle valli del Torinese, con accumuli areali che entro il tramonto potrebbero superare agevolmente i 100 millimetri cumulati, portando i corsi d’acqua montani vicino ai livelli di guardia.
Sulla Toscana, dalla metà del pomeriggio, l’asse del maltempo si sposterà dalle isole verso la costa continentale: le province di Livorno, Pisa e Massa-Carrara, assieme alla Lunigiana e alla Garfagnana, vedranno l’ingresso di rovesci temporaleschi organizzati in grado di scaricare imponenti quantità d’acqua in tempi brevissimi. Sull’Emilia, la pioggia aumenterà gradualmente di vigore lungo la fascia collinare e appenninica delle province di Piacenza, Parma e Reggio Emilia, alimentata da venti umidi orientali nei bassi strati.
Tra le ore 18:00 e la mezzanotte il fronte perturbato al sud subirà una repentina rigenerazione: la Sicilia vedrà l’estensione dei nubifragi dalle coste di Pachino e Ispica verso Noto, Siracusa, Augusta e la piana di Catania, con violente raffiche di scirocco e grandinate. Dalla tarda serata il maltempo risalirà lo Ionio puntando con decisione la costa ionica della Calabria, con i primi forti rovesci attesi sul Reggino, sulla Locride e sul versante orientale delle Serre calabresi e dell’Aspromonte.
Allerta meteo per lunedì 19 ottobre: fase critica e città a massimo rischio
La giornata di domani, lunedì 19 ottobre, vedrà il maltempo insistere nelle medesime aree. Il minimo depressionario sul Mediterraneo approfondirà ulteriormente la sua struttura ciclonica, intensificando il gradiente barico e pompando fiumi di umidità lungo l’asse sud-nord. Le elaborazioni ad altissimo dettaglio del modello Moloch del Cnr segnalano una convergenza pericolosissima tra masse d’aria calda meridionale e aria più fresca in discesa dai rilievi, con la possibilità concreta di fenomeni alluvionali localizzati.
In Piemonte, la mattinata di lunedì vedrà piogge diffuse e a tratti torrenziali sulle zone montane e pedemontane: città come Verbania, Biella, Ivrea e la fascia a nord di Torino registreranno apporti pluviometrici complessivi che nelle 48 ore potrebbero sfiorare i 150-200 millimetri. Il rischio di smottamenti, frane lungo i versanti montani e colate di fango lungo la viabilità secondaria è classificato come elevato. Sulle pianure di Vercelli, Novara e Cuneo le piogge saranno costanti e battenti, accompagnate da una sensazione di freddo umido.
In Liguria, continuerà a piovere per gran parte della notte e della mattinata di lunedì: l’incontro tra lo scirocco da sud-est e la tramontana scura che trabocca dai valichi appenninici sul savonese e sul genovese darà origine a una micidiale linea di convergenza stazionaria. Genova, l’entroterra della valle Scrivia, della val Polcevera e la provincia di La Spezia rischiano di ricevere apporti d’acqua eccezionali in un lasso di tempo compreso tra le prime ore dell’alba e le ore centrali di lunedì, con l’incubo di repentini innalzamenti dei torrenti cittadini e pericolo di esondazioni.
Al sud, la Sicilia affronterà ore drammatiche sul suo versante ionico: città come Catania, Acireale, Giarre, Taormina e l’area dei monti Peloritani fino a Messina saranno nel mirino di violenti sistemi temporaleschi marittimi che impatteranno contro le pareti orientali dell’Etna. L’effetto combinato di orografia ed energia marina potrà generare piogge monsoniche con picchi localmente superiori a 150 millimetri nell’arco di appena mezza giornata, con altissimo rischio di alluvioni lampo nei centri urbani costieri.
In Calabria, il quadro meteorologico diventerà particolarmente critico per l’intera fascia ionica: città e comprensori come Reggio Calabria, Siderno, Soverato, il golfo di Squillace, Catanzaro Lido e Crotone si troveranno esposti direttamente all’impeto dello scirocco che soffierà fino a burrasca forte, con raffiche prossime agli 80 o 90 chilometri orari. Sulla dorsale aspromontana e sulle Serre le piogge saranno copiose e persistenti per l’intero arco di lunedì, causando piene repentine delle fiumare e mareggiate distruttive sulle coste esposte a sud-est.


Si raccomanda a tutti i cittadini residenti nelle aree a rischio di seguire costantemente gli aggiornamenti emessi dai bollettini ufficiali della protezione civile, di evitare di mettersi in viaggio se non per motivi di assoluta necessità, di non sostare nei piani seminterrati o sui ponti durante i picchi dei nubifragi e di adottare tutte le misure di massima prudenza per affrontare questa pesante ondata di maltempo autunnale.
Di seguito i link per l’accesso diretto alle pagine con le previsioni meteo, particolarmente accurate nei dettagli, per le aree geografiche d’Italia (link sempre raggiungibili anche dal menù in alto in tutte le pagine del sito):



Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?