Allerte meteo, svolta in Liguria: zone di allertamento moltiplicate per previsioni più precise

La Liguria intende rivoluzionare il proprio sistema di allertamento: addio alle macro-zone per evitare chiusure "a vuoto"

I fenomeni atmosferici estremi sono ormai sempre più concentrati e violenti, rendendo le vecchie mappe di previsione non più adeguate alla realtà del territorio. Per rispondere a questa sfida, la Regione Liguria si appresta a rivoluzionare il proprio sistema di allertamento: l’attuale suddivisione del territorio in quattro macro-zone lascerà gradualmente il passo a un modello molto più frammentato e preciso. L’obiettivo? Evitare che interi comuni debbano bloccare le proprie attività – chiudendo scuole e uffici – a causa di nubifragi che colpiscono solo poche centinaia di metri di costa o di entroterra. Ad annunciarlo, durante l’evento al Teatro della Gioventù di Genova per i due anni della giunta regionale, è stato l’assessore alla Protezione Civile Giacomo Raul Giampedrone, che ha delineato la strada e le tappe verso questa importante sperimentazione prevista per il 2027.

L’annuncio di Giampedrone

“Stiamo per modificare il sistema delle zone di allertamento in cui è diviso il territorio. Modificare le zone non è un’operazione banale, ma visti i fenomeni atmosferici sempre più puntuali e sempre più imponenti, abbiamo iniziato una riflessione in questa direzione. Nel 2027, inizieremo ad affiancare al sistema attuale diviso in quattro zone una nuova divisione che le moltiplica, aumentando la precisione con l’obiettivo di impegnare i cittadini a reazioni più coerenti rispetto alla pericolosità prevista”, ha dichiarato Giampedrone.

Nella realtà, con la divisione in quattro zone e la presenza di nubifragi su porzioni di territori molto piccoli, molto spesso accade che i provvedimenti di autoprotezione (le scuole chiuse, per esempio) coinvolgano territori molto più ampi di quelli realmente interessati delle piogge più severe, con le proteste di chi rimane all’asciutto o quasi. “Siamo arrivati a questa sperimentazione – spiega Giampedrone – dopo 12 anni di attività di protezione civile, anni in cui è cambiata la cultura e si è oliata l’organizzazione regionale. Non si va subito all’università, si parte dalle elementari per progredire. Entro fine anno mettiamo a punto la proposta del Centro Meteo funzionale, che intendiamo portare a definizione entro il 2027. Ma per un lungo periodo terremo attivi entrambi i sistemi“, ha concluso l’assessore.