Investire nella natura può generare un valore sociale fino a cinque volte superiore alla spesa iniziale. È uno degli aspetti più significativi che emergono dalle valutazioni della Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) e dell’Accademia Italiana di Biofilia (Aib), intervenute sui risultati dello studio realizzato da Legambiente e AzzeroCO₂ relativo ai 3,7 milioni di alberi piantati in Italia nel 2025. Un patrimonio naturale destinato a produrre benefici che non riguardano esclusivamente la tutela dell’ambiente, ma coinvolgono direttamente la salute della popolazione, la qualità della vita nelle città, la sicurezza del territorio e l’economia. Secondo le due organizzazioni, la presenza degli alberi deve essere considerata parte integrante delle infrastrutture necessarie al funzionamento e alla sostenibilità delle aree urbane. Non soltanto elementi paesaggistici o strumenti per incrementare la biodiversità, dunque, ma vere e proprie infrastrutture verdi, capaci di contribuire alla mitigazione degli effetti del cambiamento climatico e di offrire vantaggi concreti alla collettività. L’importanza di questo patrimonio emerge soprattutto considerando le trasformazioni climatiche che stanno interessando l’Italia, dove le ondate di calore, gli episodi di pioggia intensa e le criticità legate alla qualità dell’aria rendono sempre più rilevante la presenza di vegetazione negli spazi urbani. La diffusione del verde assume così una funzione che interessa contemporaneamente la prevenzione sanitaria, la gestione ambientale e la sostenibilità economica delle città.
Ondate di calore e temperature urbane: come gli alberi possono salvare vite umane
Uno dei principali benefici associati alla presenza degli alberi nelle città riguarda la capacità di mitigare le temperature durante i periodi più caldi dell’anno. Le ondate di calore, sempre più frequenti e prolungate sul territorio italiano, rappresentano infatti una minaccia crescente per la salute, soprattutto negli ambienti caratterizzati da un’elevata concentrazione di edifici e superfici impermeabilizzate. In queste condizioni, la vegetazione svolge un’importante funzione di regolazione termica. Le chiome degli alberi producono ombra, limitando l’esposizione diretta delle superfici alla radiazione solare, mentre i processi naturali di traspirazione delle piante contribuiscono al raffrescamento dell’ambiente circostante. La combinazione di questi effetti può determinare una riduzione delle temperature nelle aree urbane densamente edificate, migliorando le condizioni di vivibilità durante le giornate particolarmente calde. Le conseguenze riguardano direttamente la salute pubblica. Secondo quanto evidenziato da Sima e Aib, il contenimento delle temperature attraverso la presenza di alberi può contribuire a evitare migliaia di decessi prematuri associati al caldo. La vegetazione assume pertanto una funzione di protezione sanitaria, intervenendo su uno dei fattori ambientali che incidono maggiormente sul benessere della popolazione durante le fasi climatiche più estreme. La diffusione di alberature e spazi verdi non rappresenta quindi soltanto una risposta alla necessità di rendere più gradevole il paesaggio urbano, ma costituisce uno strumento di adattamento ai cambiamenti climatici, con ricadute potenzialmente decisive sulla prevenzione dei rischi legati alle temperature elevate.
Qualità dell’aria e anidride carbonica: il ruolo degli alberi contro l’inquinamento
Accanto alla regolazione delle temperature, gli alberi svolgono una funzione fondamentale nel miglioramento della qualità dell’aria. La vegetazione è infatti in grado di intercettare le polveri sottili e altre particelle presenti nell’atmosfera, contribuendo a limitarne la dispersione nell’ambiente circostante. Questo processo assume particolare importanza negli insediamenti urbani, dove le attività umane e la concentrazione delle emissioni possono determinare condizioni di esposizione agli inquinanti atmosferici. Gli alberi costituiscono un elemento naturale che può affiancare le politiche di riduzione dell’inquinamento, contribuendo a rendere più salubri gli spazi pubblici. Un’altra funzione essenziale riguarda l’assorbimento dell’anidride carbonica, uno dei principali gas responsabili dell’effetto serra di origine antropica. Attraverso la fotosintesi, le piante sottraggono CO₂ all’atmosfera e utilizzano il carbonio per la propria crescita, contribuendo così ai processi naturali di immagazzinamento del carbonio nella biomassa vegetale. Questi meccanismi rendono le alberature un elemento importante delle strategie di mitigazione climatica, affiancando alla capacità di migliorare le condizioni ambientali locali un contributo più ampio alla gestione delle emissioni climalteranti.
Nubifragi e allagamenti, le infrastrutture verdi aiutano a proteggere le città
Il valore degli alberi emerge anche nella gestione delle precipitazioni intense, un aspetto particolarmente importante nelle aree urbane esposte ad allagamenti, nubifragi e piogge torrenziali. Secondo Sima e Aib, la vegetazione contribuisce a ridurre il rischio di allagamenti grazie alla capacità di trattenere una parte dell’acqua piovana e di favorire condizioni di maggiore permeabilità del terreno. Le chiome intercettano parte delle precipitazioni, mentre il suolo vegetato permette all’acqua di infiltrarsi più facilmente rispetto alle superfici completamente impermeabilizzate. Questo insieme di processi può contribuire a limitare il deflusso superficiale, riducendo la quantità di acqua che raggiunge rapidamente strade, piazze e sistemi di drenaggio durante gli episodi meteorologici più intensi. La presenza di alberi e aree verdi assume dunque un ruolo nella prevenzione del rischio idraulico urbano, integrando le infrastrutture tradizionali di raccolta e smaltimento delle acque meteoriche. Una funzione che lega direttamente la gestione del patrimonio arboreo alla sicurezza del territorio e alla capacità delle città di affrontare gli effetti degli eventi atmosferici estremi.
Verde pubblico e salute mentale: meno stress e maggiore benessere psicologico
I benefici della vegetazione non si limitano agli aspetti climatici e ambientali. Un altro ambito evidenziato dalle due organizzazioni riguarda la relazione tra natura e salute mentale, un settore sul quale si è concentrata una crescente attenzione scientifica internazionale. Numerosi studi hanno dimostrato che la disponibilità di spazi verdi pubblici può contribuire alla riduzione dello stress, al miglioramento del benessere emotivo e alla diminuzione dei sintomi associati al disagio psicologico. Il contatto con gli ambienti naturali viene quindi riconosciuto come un fattore capace di influire positivamente sulla qualità della vita, affiancando ai vantaggi fisici e ambientali una dimensione legata all’equilibrio psicologico. La presenza di parchi, giardini e alberature diventa così parte di una concezione più ampia della prevenzione sanitaria, nella quale le caratteristiche dell’ambiente quotidiano possono contribuire al mantenimento del benessere individuale e collettivo. È proprio su questo rapporto tra ambiente naturale e salute che si inserisce il lavoro dell’Accademia Italiana di Biofilia, impegnata insieme alla Sima nella diffusione delle conoscenze scientifiche relative ai possibili effetti positivi del contatto con la natura.
Risparmio energetico, immobili e sanità: i vantaggi economici degli alberi
La diffusione delle infrastrutture verdi può produrre conseguenze rilevanti anche sul piano economico. La capacità degli alberi di ridurre le temperature esterne, ad esempio, può tradursi in un minor consumo di energia per il raffrescamento degli edifici, sia pubblici sia privati. Il contenimento del calore negli ambienti urbani può infatti ridurre il fabbisogno energetico associato alla climatizzazione durante i mesi più caldi, con potenziali effetti positivi sui costi di gestione degli immobili. Un altro beneficio riguarda la diminuzione delle spese connesse agli allagamenti e alla gestione delle acque piovane. La capacità della vegetazione di favorire l’assorbimento delle precipitazioni può contribuire a contenere alcune delle conseguenze economiche degli eventi meteorologici intensi. A questi aspetti si aggiunge la valorizzazione degli immobili, collegata alla presenza e alla qualità degli spazi verdi, che possono rappresentare un elemento positivo per il contesto abitativo e urbano. Particolarmente importante è inoltre il possibile abbattimento dei costi sanitari. Se la diffusione degli alberi contribuisce a limitare gli effetti delle ondate di calore, migliorare la qualità dell’aria e favorire il benessere psicologico, i vantaggi possono riflettersi anche sulla riduzione delle conseguenze sanitarie associate a condizioni ambientali sfavorevoli. Si tratta di effetti che attribuiscono al patrimonio arboreo un valore economico più ampio rispetto ai costi necessari per la sua realizzazione e gestione.
Investire nella natura conviene: fino a 5,10 euro di valore sociale per ogni euro speso
È proprio la dimensione economica e sociale degli interventi ambientali uno degli elementi sui quali si concentra l’attenzione della Società Italiana di Medicina Ambientale. Il presidente della Sima, Alessandro Miani, sottolinea come gli investimenti nella natura possano determinare un ritorno sociale particolarmente elevato, attraverso benefici che coinvolgono contemporaneamente la salute, l’ambiente e la qualità della vita. “Recenti studi hanno dimostrato come gli interventi in favore della natura generino un valore sociale fino al 510% dell’investimento iniziale. In altri termini, per ogni euro investito in natura il valore sociale complessivamente prodotto può arrivare a circa 5,10 euro – afferma il presidente Sima, Alessandro Miani – Per questo assieme ad Aib stiamo sviluppando una piattaforma di formazione dedicata a medici, psicologi e agli altri professionisti sanitari, con corsi e strumenti pensati per diffondere le conoscenze scientifiche sulle “prescrizioni di natura” e fornire le competenze necessarie per comprenderne criteri, modalità e possibili ambiti di applicazione”. Il rapporto indicato da Miani esprime il potenziale valore sociale complessivo degli investimenti nella natura, che non coincide necessariamente con un ritorno finanziario diretto, ma comprende l’insieme dei vantaggi generati per la collettività. Il dato, riferito agli studi richiamati dal presidente Sima, evidenzia l’importanza di considerare gli interventi ambientali anche attraverso una valutazione dei benefici sanitari, sociali ed economici che possono produrre nel tempo.
Prescrizioni di natura, il progetto Sima e Aib per la formazione dei professionisti sanitari
Dall’analisi dei benefici degli ambienti naturali nasce anche un’iniziativa che coinvolge direttamente il settore sanitario. Sima e Accademia Italiana di Biofilia stanno sviluppando una piattaforma formativa dedicata ai professionisti della salute, con l’obiettivo di favorire la diffusione delle conoscenze scientifiche sulle cosiddette prescrizioni di natura. Il progetto si rivolge a medici, psicologi e altri professionisti sanitari e prevede la realizzazione di corsi e strumenti specifici per approfondire il rapporto tra esposizione agli ambienti naturali e benessere. L’iniziativa punta a fornire competenze utili a comprendere i criteri, le modalità e i possibili ambiti di applicazione di questo approccio, che valorizza il contatto con la natura nell’ambito della promozione della salute. L’attenzione verso le prescrizioni di natura riflette un interesse crescente per le relazioni tra le condizioni ambientali e lo stato di benessere delle persone. La formazione proposta dalle due organizzazioni intende contribuire a trasferire le conoscenze scientifiche disponibili nella preparazione dei professionisti sanitari, favorendo una maggiore consapevolezza delle possibili applicazioni di questi strumenti.


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