Astronomia e tradizioni millenarie: oltre 430 partecipanti alla Notte delle Stelle di Kitt Peak

Negli Stati Uniti, l'Osservatorio nazionale di Kitt Peak ha ospitato una serata dedicata alla comunità indigena Tohono O’odham, tra spettacoli culturali, divulgazione scientifica e visite ai telescopi. Il maltempo ha impedito le osservazioni astronomiche, ma non ha fermato l'incontro tra scienza e tradizione

La sera del 10 ottobre 2026, il Kitt Peak National Observatory (KPNO), parte del programma NSF NOIRLab della National Science Foundation statunitense, ha accolto oltre 430 membri della comunità Tohono O’odham per l’evento Open Night, una manifestazione dedicata al rapporto tra la ricerca astronomica e le popolazioni indigene dell’Arizona. La serata ha riunito spettacoli tradizionali, musica, gastronomia, artigianato e attività di divulgazione scientifica. Canti giovanili, danze Kwaliya guidate dagli anziani e musica Waila hanno animato il Centro Visitatori, mentre alcune schiarite tra le nuvole hanno permesso di ammirare un suggestivo tramonto.

Kitt Peak, un osservatorio astronomico su una montagna sacra

L’Osservatorio di Kitt Peak sorge sulla montagna I’oligam Du’ag, conosciuta anche come Montagna degli arbusti di manzanita, un luogo di profondo valore storico e spirituale per la Nazione Tohono O’odham, che abita questo territorio da secoli. La scelta del sito astronomico, nel 1958, fu resa possibile da un accordo di locazione con la comunità indigena, dando origine a una collaborazione che prosegue ancora oggi. NOIRLab si impegna a preservare questo rapporto attraverso programmi educativi, iniziative comunitarie e attività scientifiche rispettose dell’Himdag, lo stile di vita tradizionale Tohono O’odham. L’istituzione riconosce inoltre il legame delle generazioni passate, presenti e future con la montagna. La Notte delle Stelle rappresenta un’occasione per condividere i risultati della ricerca astronomica e riconoscere il valore della collaborazione con la popolazione locale. L’evento viene organizzato generalmente ogni due o tre anni: la precedente edizione, nel maggio 2024, aveva richiamato circa 650 partecipanti.

Il nuovo centro astronomico che unisce scienza e cultura

Una delle principali novità dell’edizione 2026 è stata la presentazione del Taṣogida Ki: Center for Astronomy Outreach, descritto come il primo centro scientifico al mondo situato all’interno di un telescopio operativo. “È stato meraviglioso accogliere oltre 400 persone alla Notte delle Stelle della Nazione Tohono O’odham”, ha dichiarato Jacelle Ramon-Sauberan, principale organizzatrice dell’evento e responsabile dei rapporti per lo sviluppo educativo con la Nazione Tohono O’odham presso NSF NOIRLab. “Quando abbiamo organizzato questo evento nel 2024, l’obiettivo era dare nuovamente il benvenuto alla nostra gente sulla montagna. Quest’anno si è trattato di rinnovare quell’invito, presentare il nostro nuovo centro educativo Taṣogida Ki: e mettere in evidenza il modo in cui stiamo creando un ponte tra cultura e scienza”. Il programma ha incluso le esibizioni della Vavages Family Band, del Gruppo di danza degli anziani del distretto di Schuk Toak e del Gruppo di canto tradizionale della Santa Rosa Ranch School. I partecipanti hanno inoltre potuto prendere parte a visite ai telescopi, attività di pittura del viso e spettacoli di Science on a Sphere, un sistema di visualizzazione scientifica su una superficie sferica, pensati per collegare conoscenze astronomiche e tradizioni culturali. All’iniziativa hanno contribuito il Centro linguistico Tohono O’odham, il Dipartimento delle Risorse Naturali della Nazione Tohono O’odham, il Parco nazionale del Saguaro, l’organizzazione Arizona Humanities e il gruppo Many Nations della Biblioteca pubblica della contea di Pima, attraverso spazi informativi e attività educative.

Pioggia e vento interrompono le osservazioni delle stelle

Le condizioni meteorologiche hanno rappresentato il principale ostacolo della manifestazione. Per gran parte della serata, spesse nubi cariche di pioggia hanno nascosto il cielo stellato, impedendo le osservazioni astronomiche previste. Un improvviso e intenso episodio di pioggia e vento ha costretto personale, volontari e partecipanti a ripararsi all’interno degli edifici dell’osservatorio. L’interruzione ha comunque offerto un’occasione particolare per conoscere direttamente le procedure adottate da una struttura astronomica in presenza di condizioni meteorologiche avverse. Per ragioni di sicurezza, l’evento si è concluso anticipatamente. Una volta ristabilite condizioni adeguate, tutti i partecipanti e gli operatori hanno lasciato la sommità della montagna in maniera ordinata e senza incidenti.

Una collaborazione tra ricerca astronomica e comunità indigene

La manifestazione è stata possibile grazie al coinvolgimento di oltre 90 dipendenti di NOIRLab e dei loro familiari, insieme ai volontari delle organizzazioni culturali, scientifiche e istituzionali coinvolte. Ramon-Sauberan ha sottolineato il significato personale e collettivo dell’iniziativa: “grazie a tutti coloro che hanno partecipato e reso possibile questo incontro”. “In quanto appartenente al popolo O’odham, questo lavoro ha per me un significato profondo. Significa rafforzare le relazioni, onorare il legame duraturo del nostro popolo con questa montagna e creare un luogo in cui tutti coloro che vengono in visita possano sentirsi accolti e parte di una comunità”. La Notte delle Stelle 2026 ha così rinnovato una collaborazione iniziata quasi settant’anni fa, confermando il ruolo di Kitt Peak non soltanto come centro di ricerca astronomica, ma anche come luogo d’incontro tra conoscenza scientifica, patrimonio culturale e tradizioni della Nazione Tohono O’odham.